Giovedì 2026-12-10 Viola

Omelia
B I II Avvento II Salterio Feria Viola Beata Vergine Maria di Loreto Santi
Dal Biennale
II · Avvento · Giovedì · Ciclo I
Prima Lettura
Dal libro di Rut (2,1-13) Incontro tra Booz e Rut. Noemi aveva un parente del marito, uomo potente e ricco della famiglia di Elimelech, che si chiamava Booz. Rut; la Moabita, disse a Noemi: «Lasciami andare per la campagna a spigolare dietro a qualcuno agli occhi del quale avrò trovato grazia». Le rispose: «Va’, figlia mia». Rut andò e si mise a spigolare nella campagna dietro ai mietitori; per caso si trovò nella parte della campagna appartenente a Booz, che era della famiglia di Elimelech. Ed ecco Booz arrivò da Betlemme e disse ai mietitori: «Il Signore sia con voi!». Quelli gli risposero: «Il Signore ti benedica!». Booz disse al suo servo, incaricato di sorvegliare i mietitori: «Di chi è questa giovane?». Il servo incaricato di sorvegliare i mietitori rispose: «È una giovane moabita, quella che è tornata con Noemi dalla campagna di Moab. Ha detto: Vorrei spigolare e raccogliere dietro ai mietitori. È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora; solo in questo momento si è un poco seduta nella casa». Booz disse a Rut: «Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo; non allontanarti di qua, ma rimani con le mie giovani; tieni d’occhio il campo dove si miete e cammina dietro a loro. Non ho forse ordinato ai miei giovani di non molestarti? Quando avrai sete, va’ a bere dagli orci che i giovani avranno attinto». Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: «Per qual motivo ho trovato grazia ai tuoi occhi, così che tu ti interessi di me che sono una straniera?». Booz le rispose: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso un popolo che prima non conoscevi. Il Signore ti ripaghi quanto hai fatto e il tuo salario sia pieno da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti». Essa gli disse: «Possa io trovar grazia ai tuoi occhi, o mio signore! Poiché tu mi hai consolata e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave.
Responsorio
Responsorio (Os 2,25; Lc 13,29) R. Amerò Non-Amata *e a Non-mio-popolo dirò:Popolo mio, ed egli mi dirà: Mio Dio. V. Verranno da oriente e da occidente, dasettentrione e da mezzogiorno. R. E a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio, ed eglimi dirà: Mio Dio.
Seconda Lettura
Dal “Commento sul profeta Isaia” di san Cirillo d’Alessandria, vescovo (Lib. 3) Con la fede in Cristo abbiamo gettato via da noi il molesto e grave peso del peccato «Eliminerò la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto» (Is 25,8). All’insegnamento dei misteri della fede va unito molto opportunamente il necessario discorso sulla risurrezione dei morti. Perciò anche nel conferimento del battesimo, con la professione di fede affermiamo di aspettare la risurrezione futura, e vi crediamo. La morte colse il nostro progenitore Adamo a causa del peccato, lo assalì come una fiera selvaggia e crudele, e lo rapì; da allora comparvero fra gli abitanti della terra i lamenti, i lutti, le lacrime e i canti funebri. Ma cessarono in Cristo; il terzo giorno egli risuscitò calpestando la morte, e divenne per tutta l’umanità la via per vincerla definitivamente. Egli è il primogenito dei redivivi, la primizia di quanti sono morti: alla primizia seguirà tutto il resto, cioè noi. Perciò il lamento funebre si è mutato in gaudio, il sacco si è lacerato, e siamo rivestiti da Dio della gioia di Cristo, perché possiamo esclamare esultanti; «Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (1Cor 15,55-56). «Pungiglione della morte», dice, «è il peccato». In tal modo ogni lacrima è asciugata. Infatti, avendo fede che certamente raggiungeremo i nostri morti, non ci lasceremo andare a una tristezza smodata, come fanno coloro che non hanno speranza. La colpevolezza del popolo sembra dire il perché della morte: non appena furono entrati in noi la disobbedienza e il peccato, fu aperto l’adito alla morte, che dominò su tutti gli abitanti della terra. E poiché molti non accettavano il mistero della risurrezione, sembrando loro incredibile per il suo splendore, il profeta fu costretto a dire: «La bocca del Signore ha parlato» (Is 58,14). «E si dirà in quel giorno: Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse: rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza. Poiché la mano del Signore si poserà su questo monte» (Is 25,9-10). Voi conoscerete, dice, colui che dà la gioia e perfino il vino, e che unge con unguento quelli che in Sion hanno minore facoltà di intendere; e conoscerete che è veramente Dio, il Figlio, della stessa natura di Dio, sebbene si presenti nella natura di servo, fatto uomo per la salvezza e la vita di tutti gli uomini, e simile in tutto agli altri uomini, eccetto il peccato. Ecco il nostro Dio nel quale abbiamo sperato ed esultato per la nostra salvezza. Penso che questo discorso convenga specialmente agli Israeliti che, nutriti dalle parole di Mosè e conoscendo le predizioni dei profeti, aspettarono la venuta, a suo tempo, del Signore nostro Gesù Cristo, salvatore e redentore. Infatti Zaccaria, padre di Giovanni, predicendo in spirito il Cristo, disse che il Dio d’Israele avrebbe suscitato per il popolo una salvezza potente. Anche Simeone, preso fra le braccia il santo Bambino, esclamò: «I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli» (Lc 2,30-31). E quando avranno conosciuto il loro Salvatore e Redentore, colui che è la speranza di tutti gli uomini, diranno: «Ecco il nostro Dio» e proclameranno che il Signore darà riposo su questo monte. Penso che per monte s’intenda la Chiesa, perché in essa è dato il riposo. Abbiamo sentito dire da Cristo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28). In realtà con la fede in lui abbiamo gettato via da noi il molesto e grave peso del peccato. Abbiamo avuto riposo anche in altro modo: siamo stati liberati dal terrore del supplizio che avremmo dovuto subire e dalla pena da scontare per i peccati. Né solo in questo consiste la grazia di Cristo, nostro salvatore : vi si aggiungono i beni che speriamo, il possesso del regno dei cieli, la vita eterna e la liberazione da ogni male.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Sal 28,11; Is 40,10) R. Ecco il Signore verrà; scenderà con splendoree potenza *per visitare il suo popolo nella pace e stabilire per lui lavita eterna. V. Ecco, il Signore dell’universo verrà conpotenza. R. Per visitare il suo popolo nella pace estabilire per lui la vita eterna.
Vangelo della Messa
Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,11-15 In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona d'ingresso
Tu sei vicino, o Signore, e tutte le tue vie sono verità; fin dal principio, dalle tue testimonianze ho conosciuto che in eterno tu sei. (Cf. Sal 118,151-152)
Colletta
Ridesta i nostri cuori, o Padre, a preparare le vie del tuo Figlio unigenito, e fa’ che, per la sua venuta, possiamo servirti con purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Io sono il tuo redentore, il Santo d'Israele. Dal libro del profeta Isaìa Is 41,13-20 Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d'Israele; io vengo in tuo aiuto - oràcolo del Signore -, tuo redentore è il Santo d'Israele. Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà. Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d'Israele. I miseri e i poveri cercano acqua ma non c'è; la loro lingua è riarsa per la sete. Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d'Israele, non li abbandonerò. Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un lago d'acqua, la terra arida in zona di sorgenti. Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò cipressi, olmi e abeti; perché vedano e sappiano, considerino e comprendano a un tempo che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo d'Israele. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 144 (145) R. Il Signore è misericordioso e grande nell'amore. O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. R. Facciano conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è un regno eterno, il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore. (Cf. Is 45,8) Alleluia.
Vangelo
Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,11-15 In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli, o Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e concedi che il nostro sacrificio spirituale compiuto nel tempo sia per noi pegno della redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore. Oppure: L’offerta che ti presentiamo, o Signore, ottenga ai tuoi fedeli i doni dell’unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Viviamo in questo mondo con giustizia e pietà, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga nella gloria il nostro Dio. (Cf. Tt 2,12-13) Oppure: Il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. (Mt 11,12)
Dopo la comunione
La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, o Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore. Oppure: O Signore, che ci nutri di Cristo, pane vivo, formaci alla scuola di Cristo maestro, perché conosciamo la tua verità e la viviamo nella carità fraterna. Per Cristo nostro Signore.
Beata Vergine Maria di Loreto

Beata Vergine Maria di Loreto

Dal Martirologio
La Santa Casa, identificata dalla tradizione come casa della Beata Vergine Maria, è custodita e venerata a Loreto. La narrazione agiografica attribuisce agli angeli il trasporto miracoloso nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294. Attorno a essa è stato edificato il santuario, frequentato da numerosi pellegrini desiderosi di confermare la loro fede nel Verbo di Dio fatto carne per noi.
Altri Santi
Santa Eulalia, vergine e martire
A Mérida in Spagna, santa Eulalia, vergine e martire, che, come si tramanda, ancor giovane, non esitò a offrire la propria vita per testimoniare la fede in Cristo.
San Luca, vescovo
Nel monastero di San Nicola di Viotorito in Calabria, san Luca, vescovo di Isola di Capo Rizzuto, che si adoperò instancabilmente per il bene dei poveri e l’istruzione dei monaci.
Santi martiri Edmondo Gennings e Swithin Wells
A Londra in Inghilterra, santi martiri Edmondo Gennings, sacerdote, e Swithin Wells, che, condannati a morte durante la persecuzione della regina Elisabetta I, il primo perché sacerdote, l’altro per avergli dato ospitalità, furono impiccati davanti alla porta di casa e torturati fino alla morte.
San Mauro, martire
A Roma nel cimitero di Trasone sulla via Salaria nuova, san Mauro, martire, che il papa san Damaso celebra come innocente fanciullo, che nessun supplizio allontanò dalla fede.
San Gemello, martire
Ad Ankara in Galazia, nell’odierna Turchia, san Gemello, martire.
Santi Polidoro Plasden e Eustazio White e Beati Brian Lacy, Giovanni Mason e Sidney Hodgson, martiri
Sempre a Londra, santi Polidoro Plasden e Eustazio White, sacerdoti, e beati Brian Lacy, Giovanni Mason e Sidney Hodgson, martiri, che nel medesimo anno patirono gli stessi supplizi a Tyburn, alcuni perché entrati in Inghilterra da sacerdoti, altri per aver loro prestato aiuto.
San Gregorio III, papa
A Roma presso san Pietro, san Gregorio III, papa, che si adoperò per la predicazione del Vangelo ai Germani e contro gli iconoclasti ornò le chiese dell’Urbe di sacre immagini.
San Giovanni Roberts e beato Tommaso Somers, sacerdoti e martiri
Sempre a Tyburn, diciannove anni dopo, san Giovanni Roberts, dell’Ordine di San Benedetto, e beato Tommaso Somers, sacerdoti e martiri, che, condannati sotto il re Giacomo I per il loro sacerdozio, furono appesi allo stesso patibolo insieme a sedici malfattori.
Beato Marco Antonio Durando, sacerdote
A Torino, beato Marco Antonio Durando, sacerdote della Congregazione delle Missioni, che fondò a sua volta la Congregazione delle Suore di Gesù Nazareno per l’assistenza ai malati e alla gioventù abbandonata.
Beato Gonsalvo Viñes Masip, sacerdote e martire
Nel villaggio di Vallés nel territorio di Valencia in Spagna, beato Gonsalvo Viñes Masip, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione, portò a termine la gloriosa prova per Cristo.
Beati martiri Antonio Martín Hernández e Agostino García Calvo
Nel villaggio di Picadero de Paterna nello stesso territorio, beati martiri Antonio Martín Hernández, sacerdote, e Agostino García Calvo, religioso, della Società Salesiana, che nella stessa persecuzione ricevettero la stola gloriosa per la loro fede in Cristo.