Lunedì 2026-12-07 Bianco

Omelia
B I II Avvento II Salterio Memoria Bianco Sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa Santi
Dal Biennale
II · Avvento · Lunedì · Ciclo I
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (34,1-17) Giudizio del Signore su Edom. Avvicinatevi, popoli, per udire, e voi, nazioni, prestate ascolto; ascolti la terra e quanti vi abitano, il mondo e quanto produce! Poiché il Signore è adirato contro tutti i popoli ed è sdegnato contro tutti i loro eserciti; li ha votati allo sterminio, li ha destinati al massacro. I loro uccisi sono gettati via, si diffonde il fetore dei loro cadaveri; grondano i monti del loro sangue. Tutta la milizia celeste si dissolve, i cieli si arrotolano come un libro, tutti i loro astri cadono come cade il pampino della vita, come le foglie avvizzite del fico. Poiché nel cielo si è inebriata la spada del Signore, ecco, essa si abbatte su Edom, su un popolo che egli ha votato allo sterminio per fare giustizia. La spada del Signore è piena di sangue, è imbrattata di grasso, del sangue di agnelli e di capri, delle viscere grasse dei montoni, perché si compie un sacrificio al Signore in Bozra, una grande ecatombe nel paese di Edom. Cadono bisonti insieme con essi, giovenchi insieme con tori. La loro terra si imbeve di sangue, la polvere si impingua di grasso. Poiché è il giorno della vendetta del Signore, l’anno della retribuzione per l’avversario di Sion. I torrenti di quel paese si cambieranno in pece, la sua polvere in zolfo, la sua terra diventerà pece ardente. Non si spegnerà né di giorno né di notte, sempre salirà il suo fumo; per tutte le generazioni resterà deserta, mai più alcuno passerà. Ne prenderanno possesso il pellicano e il riccio, il gufo e il corvo vi faranno dimora. Il Signore stenderà su di essa la corda della solitudine e la livella del vuoto. Non ci saranno più i suoi nobili, non si proclameranno più re, tutti i suoi capi saranno ridotti a nulla. Nei suoi palazzi saliranno le spine, ortiche e cardi sulle sue fortezze; diventerà una tana di sciacalli, un recinto per gli struzzi. Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi faranno sosta anche le civette e vi troveranno tranquilla dimora. Vi si anniderà il serpente saettone, vi deporrà le uova, le farà dischiudere e raccoglierà i piccoli alla sua ombra; vi si raduneranno anche gli sparvieri, l’uno in cerca dell’altro; nessuno si farà attendere. Cercate nel libro del Signore e leggete: nessuno di essi vi manca, poiché la bocca del Signore lo ha comandato e il suo spirito li raduna. Egli ha distribuito loro la parte in sorte, la sua mano ha diviso loro il paese con tutta esattezza, lo possederanno per sempre, lo abiteranno di generazione in generazione.
Responsorio
Responsorio (1Pt 4,17-18; Gb 4,18) R. È giunto il momento in cui ha inizio ilgiudizio della casa di Dio; e se incomincia da noi, quale sarà la fine di coloro che rifiutano di credere al vangelo di Dio? *E se il giusto astento si salverà, che ne sarà dell’empio e del peccatore? V. Ecco: dei suoi servi egli non si fida. R. E se il giusto a stento si salverà, che nesarà dell’empio e del peccatore?
Seconda Lettura
Dal trattato “Sulla Trinità” di sant’Ilario, vescovo (Lib. 11,36-40) Il Figlio consegnerà a Dio, come suo regno, coloro che Egli stesso al regno ha chiamati Ogni cosa è stata sottoposta a Cristo, a eccezione di Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti (cfr. 1Cor 15,27-28). Nella prima fase di questo mistero tutte le cose sono poste sotto la signoria di Cristo; poi egli stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha donata tale signoria. Come noi siamo sudditi di Cristo che regna nel suo corpo glorioso, così, per lo stesso mistero, il nostro Re sarà sottomesso nella gloria del suo corpo a Colui che gli ha dato il dominio dell’universo. Noi veniamo sottomessi al suo corpo glorioso per partecipare alla gloria con cui regna nel suo corpo: saremo infatti resi conformi a lui. I vangeli non tacciono della gloria del suo corpo già regnante. È scritta infatti questa parola del Signore: «In verità vi dico, vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno» (Mt 16,28). La gloria del suo corpo che veniva al regno fu manifestata agli apostoli: il Signore si mostrò nella trasfigurazione gloriosa, rivelando loro lo splendore del suo corpo regale. E, nel promettere agli apostoli una partecipazione alla sua gloria disse: «Così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi intenda! (Mt 13,40-43). Forse che tutti gli uomini non hanno orecchi aperti all’ascolto di quel che vien detto, perché sia necessario che il Signore li esorti ad ascoltare? Ma il Signore, volendo insinuare la conoscenza di un mistero, richiese un ascolto attento della dottrina che insegnava. Alla fine del mondo dunque sarà escluso dal suo regno tutto ciò che gli pone ostacolo. Allora il Signore regnerà nella pienezza del suo regno. Anche noi allora saremo conformati alla gloria del suo corpo nel regno del Padre, come risplendenti della luminosità del sole: così sul monte il Signore si mostrò trasfigurato agli apostoli. Egli consegnerà il regno a Dio Padre; non quasi lo concedesse in virtù di un potere proprio; ma presentandogli come regno noi stessi, configurati al suo corpo glorioso. Ci consegnerà come un regno, secondo quel ch’è detto nel vangelo: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo» (Mt 25,34). I giusti allora splenderanno come sole nel regno del Padre loro. Il Figlio consegnerà a Dio come suo regno coloro che egli stesso al regno aveva chiamati, ai quali aveva promesso la beatitudine di questo sommo dono: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). Tutto il discorso sul presente argomento verte sul mistero del corpo di Cristo, poiché Cristo è primizia di coloro che sono morti. E per quale segreta ragione Cristo sia risorto dai morti, lo conosciamo dall’Apostolo: «Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti» (2Tm 2,8): l’Apostolo insegna che morte e risurrezione di Cristo sono strettamente in rapporto col fatto che egli è uomo. Egli regna in questo corpo glorioso fino a che, eliminate le potenze avverse e vinta la morte, non abbia sottomesso i suoi nemici.
Responsorio
Responsorio (Dn 2,44; Ap 11,15) R. Il Dio del cielo farà sorgere un regno che nonsarà mai distrutto, e non sarà trasmesso ad altro popolo; *stritolerà eannienterà tutti gli altri regni. V. Il regno del mondo appartiene al Signorenostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli. R. Stritolerà e annienterà tutti gli altri regni.
Dal Proprio
Sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa — Memoria
Seconda Lettura
Dalle “Lettere” di sant’Ambrogio, vescovo (2,1-2.4-5) La grazia delle tue parole conquisti il popolo Hai ricevuto il sacerdozio e, stando a poppa della Chiesa, tu guidi la nave sui flutti. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché «È lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita» (Sal 23,2). Perciò non senza motivo, fra le tante correnti del mondo, la Chiesa resta immobile, costruita sulla pietra apostolica, e rimane sul suo fondamento incrollabile contro l’infuriare del mare in tempesta. È battuta dalle onde ma non è scossa e, sebbene di frequente gli elementi di questo mondo infrangendosi echeggino con grande fragore, essa ha tuttavia un porto sicurissimo di salvezza dove accogliere chi è affaticato. Se tuttavia essa è sbattuta dai flutti sul mare, pure sui fiumi corre, su quei fiumi soprattutto di cui è detto: I fiumi hanno innalzato la loro voce (cfr. Sal 92,3). Vi sono infatti fiumi che sgorgano dal cuore di colui che è stato dissetato da Cristo e ha ricevuto lo Spirito di Dio. Questi fiumi, quando ridondano di grazia spirituale, alzano la loro voce. Vi è poi un fiume che si riversa sui suoi santi come un torrente. Chiunque abbia ricevuto dalla pienezza di questo fiume, come l’evangelista Giovanni, come Pietro e Paolo, alza la sua voce; e come gli apostoli hanno diffuso la voce della predicazione evangelica con festoso annunzio fino ai confini della terra, così anche questo fiume incomincia ad annunziare il Signore. Ricevilo dunque da Cristo, quell’acqua che loda il Signore. Raccogli da più luoghi l’acqua che lasciano cadere le nubi dei profeti. Chi raccoglie acqua dalle montagne e le convoglia verso di sé, o attinge alle sorgenti, lui pure, come le nubi, la riversa su altri. Riempine dunque il fondo della tua anima, perché il tuo terreno sia innaffiato e irrigato da proprie sorgenti. Si riempie chi legge molto e penetra il senso di ciò che legge; e chi si è riempito può irrigare altri. La Scrittura dice: «Se le nubi sono piene di acqua, la rovesciano sopra la terra» (Qo 11,3). I tuoi sermoni siano fluenti, puri, cristallini, sì che il tuo insegnamento morale suoni dolce alle orecchie della gente e la grazia delle tue parole conquisti gli ascoltatori perché ti seguano docilmente dove tu li conduci. Il tuo dire sia pieno di sapienza. Anche Salomone afferma: Le labbra del sapiente sono le armi della Sapienza, e altrove: Le tue labbra siano ben aderenti all’idea: vale a dire, l’esposizione dei tuoi discorsi sia lucida, splenda chiaro il senso senza bisogno di spiegazioni aggiunte; il tuo discorso si sappia sostenere e difendere da se stesso e non esca da te parola vana o priva di senso.
Responsorio
Responsorio (2Tm 4,2; Sir 48,4-8) R. Annunzia il vangelo, insisti in ogni occasione, ammonisci, rimprovera, esorta *con grande pazienza e dottrina. V. Chi può vantarsi di esserti uguale? Tu hai consacrato i re e li hai indotti a penitenza R. con grande pazienza e dottrina.
Orazione
O Dio, che nel vescovo sant’Ambrogio ci hai dato un insigne maestro della fede cattolica e un esempio di apostolica fortezza, suscita nella Chiesa uomini secondo il tuo cuore, che la guidino con coraggio e sapienza. Per il nostro Signore.
Vangelo della Messa
Oggi abbiamo visto cose prodigiose. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,17-26 Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona d'ingresso
In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca, il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza; gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)
Colletta
O Dio, che nel vescovo sant’Ambrogio ci hai dato un maestro della fede cattolica e un esempio di apostolica fortezza, suscita nella tua Chiesa uomini secondo il tuo cuore che la governino con coraggio e sapienza. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Il nostro Dio viene a salvarci. Dal libro del profeta Isaìa Is 35,1-10 Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d'acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli diventeranno canneti e giuncaie. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa; nessun impuro la percorrerà. Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere e gli ignoranti non si smarriranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà. Vi cammineranno i redenti. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 84 (85) R. Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace. Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra terra. R. Amore e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo. R. Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo frutto; giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Ecco verrà il Signore, strapperà via il giogo della nostra schiavitù. Alleluia.
Vangelo
Oggi abbiamo visto cose prodigiose. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,17-26 Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose». Parola del Signore.
Sulle offerte
O Signore, lo Spirito Santo infonda in noi, che celebriamo i divini misteri, la stessa luce di fede che illuminò sempre sant’Ambrogio per la diffusione della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Chi medita la legge del Signore giorno e notte, darà frutto a suo tempo. (Cf. Sal 1,2.3)
Dopo la comunione
O Dio, che ci hai fortificati con la potenza di questo sacramento, fa’ che progrediamo sull’esempio di sant’Ambrogio, per camminare forti nelle tue vie e prepararci a gustare la dolcezza del banchetto eterno. Per Cristo nostro Signore.
Sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa

Sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa

Dal Martirologio
Memoria di sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l’episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l’arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto.
Altri Santi
San Sabino, vescovo e martire
A Spoleto in Umbria, san Sabino, venerato come vescovo e martire.
Sant’Atenodoro, martire
In Siria, sant’Atenodoro, martire, che, come si tramanda, dopo essere stato torturato con il fuoco e con altri supplizi sotto l’imperatore Diocleziano e il governatore Eleusio, fu, infine, condannato a morte, ma crollato a terra il suo carnefice, né osando alcun altro colpirlo con la spada, pregando si addormentò nel Signore.
Sant’Urbano, vescovo
A Teano in Campania, sant’Urbano, vescovo.
San Giovanni Silenziario o l’Esicasta
In Palestina, san Giovanni Silenziario o l’Esicasta, che, lasciato l’episcopato di Colonia nell’antica Armenia, condusse nella laura di san Saba una vita monastica di umile servizio ai fratelli, di rigorosa solitudine e di silenzio.
Santa Fara, badessa
A Faremoutiers nel territorio di Meaux in Francia, santa Fara, badessa, che, dopo avere retto per molti anni il monastero, si unì all’assemblea delle vergini che seguono l’Agnello di Dio.
San Carlo Garnier, sacerdote
Nello Stato dell’Ontario in Canada, passione di san Carlo Garnier, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che, gravemente ferito durante una incursione da alcuni pagani mentre versava l’acqua del battesimo sui catecumeni, morì con un colpo di scure. La sua memoria si celebra il 19 ottobre insieme a quella dei suoi compagni.
Santa Maria Giuseppa (Benedetta) Rossello, vergine
A Savona, Santa Maria Giuseppa (Benedetta) Rossello, vergine, che fondò l’Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia e si dedicò con fervore alla salvezza delle anime, confidando solo in Dio.