Mercoledì 2026-12-02 Viola

Omelia
B I I Avvento I Salterio Feria Viola Sant'Abacuc, profeta Santi
Dal Biennale
I · Avvento · Mercoledì · Ciclo I
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (9,1-6) Il principe di pace Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si divide il bottino. Poiché tu, come al tempo di Madian, hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle e il bastone dell’aguzzino. Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia e ogni mantello macchiato di sangue sarà bruciato, sarà esca del fuoco. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: «Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace»; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Responsorio
Responsorio (Lc 1,32.33; Is 9,5) R. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, *e regnerà ineterno sulla casa di Giacobbe. V. Sarà chiamato Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. R. E regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe.
Seconda Lettura
Dai “Discorsi” di Pietro di Blois, sacerdote (Disc. 3 per l’Avvento) Ecco, io vengo presto, e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere «Viviamo», secondo il consiglio dell’Apostolo, «con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio» (Tt 2,12-13). La pietà dell’uomo si esercita verso il Signore, la giustizia verso il prossimo, la sobrietà con se stessi. La venuta del Signore è un pericolo per noi se non lo aspettiamo con pietà, giustizia e sobrietà. Tre sono le venute del Signore: la prima nella carne, la seconda nell’anima, la terza per il giudizio. La prima avvenne sulla mezzanotte, la seconda al mattino, la terza a mezzogiorno. Alla prima applichiamo le parole di verità del vangelo: «A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo!» (Mt 25,6). Per mezzanotte intendo il lento decorso delle ore notturne nel pieno silenzio. Era notte per i Giudei, ai quali la malizia aveva velato gli occhi perché non vedessero. Allo stesso modo anche il popolo dei pagani camminava nelle tenebre. Giunse lo sposo e si levò un grido. Fu rotto il silenzio della notte. Venne colui che porta la luce nella profondità delle tenebre: fugò la notte e fece giorno. E qual è il grido lanciato nella notte? Nel silenzio di tutte le cose, mentre la notte seguiva il suo corso e la Parola onnipotente aveva deciso di scendere dalla sua dimora regale, i profeti, conoscendo la venuta di Cristo, mandarono un grido di gioia e ruppero il silenzio. Era grande il clamore, poiché ogni singolo profeta gridava per un mandato proprio, e tutti contemporaneamente. Se vogliamo che la venuta di Cristo sia per noi redenzione, prepariamoci al suo arrivo. Il profeta, rivolgendosi a Israele, insegna a noi: «Prepàrati all’incontro con il tuo Dio, o Israele! (Am 4,12). «E voi, fratelli, state pronti, perché nell’ora che non immaginate il Figlio dell’uomo verrà» (Mt 24,44). La prima venuta è già passata. Il Cristo fra gli uomini «è apparso e con gli uomini è vissuto» (Bar 3,38). Il Cristo è venuto per dare compimento alla legge in se stesso a nostro favore; poiché, secondo l’Apostolo, un testamento ha valore soltanto dopo la morte del testatore, Cristo ratificò sulla Croce il testamento della nostra redenzione con la parola, lo Spirito e l’opera. Noi siamo nella sua seconda venuta, se però siamo tali che egli si degni di venire a noi; siamo sicuri che, se lo amiamo, verrà e dimorerà con noi. Questa venuta è perciò sottoposta a condizione. Quanto al terzo avvento è certissimo che accadrà, ma assolutamente incerto è il quando. E che cos’è più certo della morte? Ma nulla è tanto incerto quanto l’ora della morte. In questa vita possiamo essere sicuri soltanto di non avere nessuna sicurezza. Ora siamo sani, ora malati; ora ci danno gioia avvenimenti lieti, ora siamo afflitti da quelli avversi; ora ci siamo e ora non ci siamo: la morte non bada né all’età né al sesso. Oh, quanto è beato chi può dire con sicurezza: «Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore!» (Sal 107,2). Questi raccoglie il frutto di grazia della prima venuta del Signore, e raccoglierà dalla seconda venuta il frutto della salvezza e della gloria. Il primo avvento apre la via al secondo, il secondo prepara all’ultimo. Il primo fu nascosto e umile, il secondo è segreto e mirabile, il terzo sarà manifesto e terribile. Nel primo egli discese a noi per venire in noi nel secondo; nel secondo venne in noi per non venire nel terzo contro di noi. Nel primo operò con la sua misericordia, nel secondo dona la grazia, nel terzo darà la gloria, perché «il Signore concede grazia e gloria» (Sal 83,12). Il Signore darà ai santi il premio delle loro fatiche. Di questa venuta egli dice: «Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere (Ap 22,12). Il Cristo Gesù, che abbiamo accolto come Salvatore e aspettiamo come Giudice, ci salvi non secondo le opere malvagie da noi compiute, ma secondo la sua grande misericordia!
Responsorio
Responsorio (Cfr. Sap 10,17) R. Ecco, il nostro Re verrà, con tutti i suoi santi, *a premiare leloro fatiche. V. Ecco il Signore, il re dei re, verrà R. a premiare le loro fatiche.
Vangelo della Messa
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,29-37 In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele. Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona d'ingresso
Il Signore viene, non tarderà: metterà in luce i segreti delle tenebre e si rivelerà a tutte le genti. (Cf. Ab 2,3; 1Cor 4,5)
Colletta
Signore Dio nostro, con la tua divina potenza prepara i nostri cuori, perché, alla venuta di Cristo tuo Figlio, siamo trovati degni del banchetto della vita eterna e, da lui serviti, possiamo gustare il pane del cielo. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Il Signore invita tutti al suo banchetto e asciuga le lacrime su ogni volto. Dal libro del profeta Isaìa Is 25,6-10a In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l'ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Sal 22 (23) R. Abiterò nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l'anima mia. R. Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. R. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. R. Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo: beati coloro che sono preparati all'incontro. (Is 55,6) Alleluia.
Vangelo
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,29-37 In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele. Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Parola del Signore.
Sulle offerte
Sempre si rinnovi, o Signore, l’offerta di questo sacrificio che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Oppure: Guarda con bontà, o Signore, l’offerta che presentiamo al tuo altare, perché a noi ottenga il perdono e al tuo nome renda gloria. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ecco, il Signore nostro viene con potenza, perché si aprano gli occhi dei suoi servi. (Cf. Is 40,10; 35,5) Oppure: Sento compassione per la folla: non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino. (Mt 15,32)
Dopo la comunione
Imploriamo, o Signore, la tua misericordia: la forza divina di questo sacramento ci purifichi dal peccato e ci prepari alle feste del Natale. Per Cristo nostro Signore. Oppure: Custodisci in noi il tuo dono, o Signore, e il sacramento che abbiamo ricevuto dalla tua bontà diventi per noi sorgente di salvezza e di pace. Per Cristo nostro Signore.
Sant'Abacuc, profeta

Sant'Abacuc, profeta

Dal Martirologio
Commemorazione di sant'Abacuc, profeta, che davanti all’iniquità e alla violenza degli uomini preannunciò il giudizio di Dio, ma anche la sua misericordia, proclamando: «Il giusto vivrà per la sua fede».
Altri Santi
Santa Viviana, martire
A Roma, santa Viviana, martire, sotto il cui nome il papa san Simplicio intitolò una basilica sul colle Esquilino.
San Pimenio, sacerdote e martire
Sempre a Roma nel cimitero di Ponziano sulla via Portuense, san Pimenio, sacerdote e martire.
San Cromazio
Ad Aquileia in Friuli, san Cromazio, vescovo, che, da vero costruttore di pace, pose rimedio alla condizione dei chiostri d’Italia distrutti da Alarico e alle sofferenze del popolo e, da sapiente interprete dei misteri del Verbo divino, elevò le menti alle più alte realtà.
Transito di san Silverio, papa e martire
Nell’isola di Palmarola in Liguria, transito di san Silverio, papa e martire, che, non avendo voluto ristabilire Antimo, vescovo eretico di Costantinopoli deposto dal suo predecessore sant’Agapíto, fu per ordine dell’imperatrice Teodora privato della sua sede e mandato in esilio, dove morì dopo molte tribolazioni.
Beato Giovanni Ruysbroeck, sacerdote
Nel monastero di Groenendaal nei pressi di Bruxelles in Belgio, beato Giovanni Ruysbroeck, sacerdote e canonico regolare, che espose insegnamenti mirabili sui vari gradi della vita spirituale.
Beata Mariangela Astorch, badessa
A Murcia in Spagna, beata Mariangela Astorch, badessa dell’Ordine delle Clarisse, che, donna di grande umità e dedita alla penitenza, offriva tanto alle monache quanto ai laici benigno conforto e consiglio
Beato Raffaele (Melchiorre) Chylinski, sacerdote
In località Logiewniki in Polonia, beato Raffaele (Melchiorre) Chylinski, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, che a Cracovia durante la pestilenza visitava i malati per assisterli piamente e prepararli a una onorevole e cristiana morte.
Beato Giovanni Slezyuk, vescovo e martire
A Ivano-Frankivsk in Ucraina, beato Giovanni Slezyuk, vescovo e martire, al quale il Signore diede la palma della vita eterna per avere svolto instancabilmente in clandestinità sotto un regime ateo il suo ministero tra i fedeli di Rito bizantino e aver mantenuto con coraggio davanti ai persecutori ferma la sua fede in Cristo.