Giovedì 2026-11-05 Verde

Omelia
A II XXXI Ordinario III Salterio Feria Verde San Donnino, martire Santi
Dal Biennale
XXXI · Ordinario · Giovedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro della Sapienza (13,1-10; 14,15-21; 15,1-6) Il sapiente condanna gl’idoli Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere. Ma o il fuoco o il vento o l’aria sottile o la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo considerarono come dèi, reggitori del mondo. Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza. Se sono colpiti dalla loro potenza e attività, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l’autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi forse s’ingannano nella loro ricerca di Dio e nel volerlo trovare. Occupandosi delle sue opere, compiono indagini ma si lasciano sedurre dall’apparenza, perché le cose vedute sono tanto belle. Neppure costoro però sono scusabili, perché se tanto poterono sapere da scrutare l’universo, come mai non ne hanno trovato più presto il Creatore? Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte e che chiamarono dèi i lavori di mani d’uomo, oro e argento lavorati con arte, e immagini di animali, oppure una pietra inutile, opera di mano antica. Un padre, consumato da un lutto prematuro ordinò un’immagine di quel suo figlio così presto rapito, e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto e ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione. Poi l’empia usanza, rafforzatasi con il tempo, fu osservata come una legge. Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani: i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza, riprodotte con arte le sembianze lontane, fecero un’immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l’assente, quasi fosse presente. All’estensione del culto, anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l’ambizione dell’artista. Questi infatti, desideroso di piacere al potente, si sforzò con l’arte di renderne più bella l’immagine; il popolo, attratto dalla leggiadria dell’opera, considerò oggetto di culto colui che poco prima onorava come uomo. Ciò divenne un’insidia ai viventi, perché gli uomini, vittime della disgrazia o della tirannide, imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile. Ma tu, nostro Dio, sei buono e fedele, sei paziente e tutto governi secondo misericordia. Anche se pecchiamo, siamo tuoi, conoscendo la tua potenza; ma non peccheremo più, sapendo che ti apparteniamo. Conoscerti, infatti, è giustizia perfetta, conoscere la tua potenza è radice di immortalità. Non ci indusse in errore né l’invenzione umana di un’arte perversa, né la sterile fatica dei pittori, immagini deturpate di vari colori, la cui vista provoca negli stolti il desiderio, l’anelito per una forma inanimata di un’immagine morta. Amanti del male e degni di simili speranze sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.
Responsorio
Responsorio (Rm 1,20; cfr. Sap 13,5.1) R. Le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate conl’intelletto nelle opere da lui compiute. *Difatti dalla grandezza ebellezza delle creature per analogia si conosce l’autore. V. Stolti sono tutti gli uomini che ignorano Dio. R. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia siconosce l’autore.
Seconda Lettura
Dalle “Lettere” di san Basilio Magno, vescovo (8,11) «Lo Spirito del Signore riempie l’universo» Abbiamo trovato menzionati nella Sacra Scrittura tre generi di creazione: la prima è il produrre l’essere dal non essere; la seconda è la trasformazione dal peggio al meglio; la terza, la risurrezione dai morti. In esse trovi sempre lo Spirito Santo che opera col Padre e col Figlio. La creazione dei cieli: che cosa dice Davide? «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32,6). L’uomo è di nuovo creato col battesimo; «quindi se uno è in Cristo è una creatura nuova» (2Cor 5,17). E che cosa dice il Salvatore ai discepoli? «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). Tu vedi che anche qui lo Spirito Santo è presente col Padre e col Figlio. Che cosa potresti dire anche sulla risurrezione dai morti, dopo che saremo scomparsi e ritornati alla nostra polvere? Terra siamo infatti, e alla terra ritorneremo ma egli manderà lo Spirito Santo e ci creerà e rinnoverà il volto della terra. Quello che san Paolo ha chiamato risurrezione, Davide lo aveva chiamato rinnovamento. Ascoltiamo ancora colui che fu rapito al terzo cielo. Che dice? «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?» (1Cor 3,16). Ma ogni tempio è tempio di Dio: se noi siamo tempio dello Spirito Santo, lo Spirito Santo è Dio. Si parla anche del tempio di Salomone, ma solo in quanto lo ha costruito. Se dunque noi siamo templi dello Spirito Santo, anche in questo senso lo Spirito Santo è Dio: «Colui che ha costruito tutto è Dio» (Eb 3,4). Se dunque egli è colui che è adorato e abita in noi, riconosciamolo come Dio: «Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto» (Mt 4,10). Se a qualcuno dispiacesse la parola «Dio» impari che cosa significa questo nome. Chiamiamo Dio colui che ha creato e vede ogni cosa. Se dunque lo Spirito conosce tutte le cose di Dio, come lo spirito che è in noi conosce le nostre, allora lo Spirito Santo è Dio. Ancora: se la spada dello Spirito è parola di Dio (cfr. Ef 6,17), lo Spirito Santo è Dio. Infatti è spada di colui del quale è anche chiamato parola. E se è chiamato destra del Padre: «la destra del Signore ha fatto meraviglie» (Sal 117,16), ne risulta che lo Spirito Santo è della stessa natura del Padre e del Figlio.
Responsorio
Responsorio (Sap 1,1; 21.23) R. Lo Spirito del Signore riempie l’universo: *abbracciando ogni cosa,conosce ogni voce. V. Artefice di tutte le cose, onnipotente, onniveggente: R. abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce.
Vangelo della Messa
Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte. Dal Vangelo secondo Luca Lc 15,1-10 In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona d'ingresso
Non abbandonarmi, Signore, mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, o Signore, mia salvezza. (Sal 37,22-23)
Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che corriamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési Fil 3,3-8a Fratelli, i veri circoncisi siamo noi, che celebriamo il culto mossi dallo Spirito di Dio e ci vantiamo in Cristo Gesù senza porre fiducia nella carne, sebbene anche in essa io possa confidare. Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia nella carne, io più di lui: circonciso all’età di otto giorni, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che deriva dall’osservanza della Legge, irreprensibile. Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 104 (105) R. Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cantate al Signore, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R. Cercate il Signore e la sua potenza, ricercate sempre il suo volto. Ricordate le meraviglie che ha compiuto, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca. R. Voi, stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio: su tutta la terra i suoi giudizi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro, dice il Signore. (Mt 11,28) Alleluia.
Vangelo
Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte. Dal Vangelo secondo Luca Lc 15,1-10 In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Parola del Signore.
Sulle offerte
Questo sacrificio, o Signore, sia per te offerta pura, e per noi dono santo della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza. (Sal 15,11) Oppure: Dice il Signore: «Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così colui che mangia me vivrà per me». (Gv 6,57)
Dopo la comunione
Rafforza in noi, o Signore, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni che promettono. Per Cristo nostro Signore.
San Donnino, martire

San Donnino, martire

Dal Martirologio
A Cesarea in Palestina, san Donnino, martire, che, giovane medico, agli inizi della persecuzione dell’imperatore Diocleziano, condannato alle miniere, fu relegato a Mismiya, dove patì atroci sofferenze, e, al quinto anno di persecuzione, fu dato al rogo su ordine del prefetto Urbano per aver conservato fermamente la sua fede.
Altri Santi
santi Teotimo, Filóteo e Timoteo, martiri
Nello stesso luogo, commemorazione dei santi Teotimo, Filóteo e Timoteo, martiri, i quali, giovani, furono destinati ai giochi circensi per il divertimento del popolo, e di sant’Aussenzio, anziano, dato in pasto alle fiere.
San Marco, vescovo
In Puglia, san Marco, vescovo di Troia.
San Fibicio, vescovo
A Treviri in Germania, san Fibicio, vescovo.
San Guetnoco
Nella Bretagna, in Francia, san Guetnoco, venerato come fratello dei santi Vinvaleo e Giacuto.
Santa Bertilla, badessa
Nel monastero di Calais presso Meaux nella Gallia lugdunense, sempre in Francia, santa Bertilla, prima badessa di questo cenobio.
San Geraldo, vescovo
A Béziers nella Gallia narbonense, ora in Francia, san Geraldo, vescovo, uomo di mirabile onestà e semplicità, che da canonico regolare fu elevato suo malgrado all’episcopato e in quella dignità ricercò ancor più lo spirito di umiltà.
Beato Gomidas Keumurdjan (Cosma da Carboniano), sacerdote e martire
A Costantinopoli, beato Gomidas Keumurdjan (Cosma da Carboniano), sacerdote e martire, che, padre di famiglia, nato e ordinato nella Chiesa armena, patì molto per aver mantenuto e propagato con fermezza la fede cattolica professata dal Concilio di Calcedonia e morì, infine, decapitato mentre recitava il Credo niceno.
San Domenico Mau, sacerdote
Vicino al fiume Hung Yên nel Tonchino, ora Viet Nam, san Domenico Mau, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, al tempo della persecuzione perpetrata dall’imperatore Tu Duc, fu condotto a mani giunte, come se si stesse recando all’altare, al martirio della decapitazione per Cristo, con l’accusa di aver portato in pubblico la corona del Rosario ed esortato i cristiani a testimoniare la fede.
San Guido Maria Conforti, vescovo
A Parma, beato Guido Maria Conforti, vescovo, che, da buon pastore, sempre vegliò in difesa della Chiesa e della fede del suo popolo e, spinto dalla sollecitudine per l’evangelizzazione dei popoli, fondò la Pia Società di San Francesco Saverio.
Beato Giovanni Antonio Burró Más, religioso
A Madrid in Spagna, beato Giovanni Antonio Burró Más, religioso dell’Ordine di San Giovanni di Dio e martire, ucciso durante la persecuzione contro la Chiesa per aver testimoniato il Vangelo.
Beata Maria Carmela Viel Ferrando, vergine e martire
In località detta El Saler vicino a Valencia sempre in Spagna, beata Maria Carmela Viel Ferrando, vergine e martire, che nella stessa persecuzione portò a termine la gloriosa prova per Cristo.
Beato Bernardo Lichtenberg, sacerdote e martire
Nella cittadina di Hof in Germania, beato Bernardo Lichtenberg, sacerdote e martire, che, dopo aver preso coscienza dei gravi atti che venivano compiuti contro la dignità di Dio e degli uomini, fu arrestato per avere pubblicamente pregato per gli Ebrei vessati in modo disumano e incarcerati e, destinato al campo di prigionia di Dachau, morì durante il viaggio, provato dai maltrattamenti, ma impavido in Cristo.
Beato Gregorio Lakota, vescovo di Przemysl e martire
Nel campo di prigionia della città di Abez nella Siberia in Russia, beato Gregorio Lakota, vescovo di Przemysl e martire, che, durante l’oppressione della patria da parte dei persecutori della fede, vinse le sofferenze del corpo con una intrepida morte in nome di Cristo.