Mercoledì 2026-09-30 Bianco

Omelia
A II XXVI Ordinario II Salterio Memoria Bianco San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Maestro di Sapienza e padre della fede, tu splendi come fiaccola nella Chiesa di Dio. In te il divino Spirito dispensa con amore il pane e la parola sulla mensa dei piccoli. Tu illumini ai credenti il mistero profondo del Verbo fatto uomo per la nostra salvezza. Tu guidaci alla vetta della santa montagna, dove i miti possiedono il regno del Signore. A te sia lode, o Cristo, immagine del Padre, che sveli nei tuoi santi la gioia dell'amore. Amen. Oppure: Hi sacerdótes Dómini sacráti, consecratóres Dómini fideles atque pastóres pópuli fuére ímpigro amóre. Namque suscéptæ benedictiónis dona servántes, studuére, lumbos fórtiter cincti, mánibus corúscas ferre lucérnas. Sicque suspénsi vigilésque, quando iánuam pulsans Dóminus veníret, obviavérunt properánti alácres pándere limen. Glóriæ summum decus atque laudis, rex, tibi, regum, Déitas perénnis, quicquid est rerum célebret per omne tempus et ævum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr. 2 Cor 4, 8. 14).
La mia voce sale a Dio e grido aiuto; * la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti. Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, † tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; * io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, * medito e viene meno il mio spirito. Tu trattieni dal sonno i miei occhi, * sono turbato e senza parole. Ripenso ai giorni passati, * ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: * rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, * non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, * è finita la sua promessa per sempre? Può Dio aver dimenticato la misericordia, * aver chiuso nell’ira il suo cuore? E ho detto: «Questo è il mio tormento: * è mutata la destra dell’Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, * ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, * considero tutte le tue gesta. O Dio, santa è la tua via; * quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie, * manifesti la tua forza fra le genti. È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * i figli di Giacobbe e di Giuseppe. Ti videro le acque, Dio, † ti videro e ne furono sconvolte; * sussultarono anche gli abissi. Le nubi rovesciarono acqua, † scoppiò il tuono nel cielo; * le tue saette guizzarono. Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † i tuoi fulmini rischiararono il mondo, * la terra tremò e fu scossa. Sul mare passava la tua via, † i tuoi sentieri sulle grandi acque * e le tue orme rimasero invisibili. Guidasti come gregge il tuo popolo * per mano di Mosè e di Aronne. 1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
Salmodia — 2
2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La gioia e la speranza degli umili è in Dio «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel Signore, * la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio. — Si apre la mia bocca contro i miei nemici, * perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c’è santo come il Signore, * non c’è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, † dalla vostra bocca non esca arroganza; * perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L’arco dei forti s’è spezzato, * ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, * mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte * e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, * scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, * abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, * innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, * e assegnare loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra * e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti egli veglia, † ma gli empi svaniscono nelle tenebre. * Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza. Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! * L’Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; † al suo re darà la forza * ed eleverà la potenza del suo Messia. 2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore regna, esulti la terra. †
SALMO 96 La gloria del Signore nel giudizio Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant’Atanasio).
Il Signore regna, esulti la terra, * † gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, * giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco * e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: * vede e sussulta la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, * davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia * e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue † e chi si gloria dei propri idoli. * Si prostrino a lui tutti gli dèi! Ascolta Sion e ne gioisce, † esultano le città di Giuda * per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, * tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. Odiate il male, voi che amate il Signore: † lui che custodisce la vita dei suoi fedeli * li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per il giusto, * gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, * rendete grazie al suo santo nome. 3 ant. Il Signore regna, esulti la terra.
Lettura Breve
Sap 7, 13-14 Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.
Responsorio
R. La tua Chiesa, o Dio, * canta la sapienza dei santi. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi. V. L’assemblea ne proclama le lodi, canta la sapienza dei santi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi.
Dal Biennale
XXVI · Ordinario · Mercoledì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro di Giuditta (8,1a.10-14.28-33; 9,1-6.14) (Volg. 8,1a.9b-14.28-32; 9,1-5.14.19) In quei giorni venne a conoscenza della situazione Giuditta figlia di Merari. Subito mandò la sua ancella particolare che aveva in cura tutte le sue sostanze a chiamare Cabri e Carmi, che erano gli anziani della sua città. Vennero da lei ed essa disse loro: «Ascoltatemi bene, voi capi dei cittadini di Betulia. Non è stato affatto conveniente il discorso che oggi avete tenuto al popolo; aggiungendo il giuramento che avete pronunziato e interposto tra voi e Dio, di mettere la città in mano ai nostri nemici, se nel frattempo il Signore non vi avrà mandato aiuto. Chi siete voi dunque che avete tentato Dio in questo giorno e vi siete posti al di sopra di lui, mentre non siete che uomini? Certo, voi volete mettere alla prova il Signore onnipotente, ma non ci capirete niente, né ora né mai. Se non siete capaci di scorgere il fondo del cuore dell’uomo né di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose e conoscere i suoi pensieri o comprendere i suoi disegni? No, fratelli, non vogliate irritare il Signore nostro Dio». Allora rispose a lei Ozia: «Quanto hai detto, l’hai proferito con cuore retto e nessuno può contraddire alle tue parole. Poiché non da oggi è manifesta la tua saggezza, ma dall’inizio dei tuoi giorni tutto il popolo conosce la tua prudenza, così come l’ottima indole del tuo cuore. Ma il popolo soffriva terribilmente la sete e ci ha costretti a comportarci come abbiamo fatto, parlando loro a quel modo e addossandoci un giuramento che non potremo trasgredire. Ma ora prega per noi tu che sei donna pia e il Signore invierà la pioggia a riempire le nostre cisterne e non continueremo a venir meno». Giuditta rispose loro: «Sentite, voglio compiere un’impresa che passerà di generazione in generazione ai figli del nostro popolo. Voi starete di guardia alla porta della città questa notte: io uscirò con la mia ancella ed entro quei giorni dopo i quali avete deciso di consegnare la città ai nostri nemici, il Signore per mia mano provvederà a Israele». Allora Giuditta cadde con la faccia a terra e sparse cenere sul capo e mise allo scoperto il sacco di cui sotto era rivestita e, nell’ora in cui veniva offerto nel tempio di Dio in Gerusalemme l’incenso della sera, Giuditta supplicò a gran voce il Signore: «Signore, Dio del padre mio Simeone, tu hai messo nella sua mano la spada della vendetta contro gli stranieri, contro coloro che avevano sciolto a ignominia la cintura d’una vergine, ne avevano denudato i fianchi a vergogna e ne avevano contaminato il grembo a infamia. Tu avevi detto: Non si deve fare tal cosa! ma essi l’hanno fatta. Per questo hai consegnato alla morte i loro capi e al sangue quel loro giaciglio, macchiato del loro inganno, ripagato con l’inganno; hai abbattuto i servi con i loro capi e i capi sui loro troni. Hai destinato le loro mogli alla preda, le loro figlie alla schiavitù, tutte le loro spoglie alla divisione tra i tuoi figli diletti, perché costoro, accesi del tuo zelo, erano rimasti inorriditi della profanazione del loro sangue e a te avevano gridato chiamandoti in aiuto. Dio, Dio mio, ascolta anche me che sono vedova. Tu hai preordinato ciò che precedette quei fatti e i fatti stessi e ciò che seguì. Tu hai disposto le cose presenti e le future e quello che tu hai pensato si è compiuto. Le cose da te deliberate si sono presentate e hanno detto: Ecco ci siamo; perché tutte le tue vie sono preparate e i tuoi giudizi sono preordinati. Da’ a tutto il tuo popolo e ad ogni tribù la prova che sei tu il Signore, il Dio d’ogni potere e d’ogni forza e non c’è altri fuori di te che possa proteggere la stirpe d’Israele».
Responsorio
Responsorio (Cfr. Gdt 8,20.14.16) R. Noi non riconosciamo altro Dio fuori del Signore, nel qualesperiamo: *egli non ci disprezza, né allontana dalla nostra stirpe la suasalvezza. V. Con abbondanti lacrime imploriamo la sua indulgenza e umiliamodinanzi a lui le nostre anime. R. Egli non ci disprezza, né allontana dalla nostra stirpe la suasalvezza.
Seconda Lettura
Dal trattato “Sulla preghiera” di Origene, sacerdote (2,5) Dio conosce tutto prima che avvenga Secondo me, fu uno dei discepoli di Gesù, che aveva preso coscienza di quanto la debolezza umana è lontana dalla perfezione della preghiera e se n’era reso maggiormente conto ascoltando le sapienti e grandi parole pronunciate dal Salvatore nella sua orazione al Padre, a dire al Signore, quando questi ebbe finito la sua preghiera: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli» (Lc 11,1). Ma come può essere che un uomo, cresciuto nella disciplina della legge, che aveva ascoltato continuamente le parole dei profeti e aveva frequentato con assiduità le sinagoghe, non sapesse pregare prima di aver visto il Signore in orazione? E lo stesso Giovanni che cosa insegnava sull’orazione ai discepoli che accorrevano da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dai territori del Giordano per farsi battezzare da lui? Forse, essendo più che un profeta, egli aveva intuito riguardo alla preghiera cose, che probabilmente trasmetteva in segreto a quelli che si presentavano prima del battesimo per essere ammaestrati e non a tutti coloro che venivano battezzati. Queste orazioni veramente spirituali, perché pregate dallo Spirito nel cuore dei fedeli, sono ricche di una dottrina mirabile e segreta. Tale è, in parte, la preghiera di Anna nel primo libro dei Re. Costei, mentre «prolungava la preghiera dinanzi al Signore, e pregava in cuor suo» (1Sam 1,12-13) non ebbe bisogno di scrittura. Il salmo 89 poi è intitolato: «Preghiera di Mosè, uomo di Dio» e il 101: «Preghiera di un afflitto, che è stanco e sfoga dinanzi a Dio la sua angoscia». Le quali orazioni, essendo veramente composte e formulate dallo Spirito, sono anche piene di insegnamenti della divina Sapienza, per cui di ciò che in esse viene promesso si può dire: «Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda» (Os 14,10; cfr. Sal 106,43) Poiché, dunque, è talmente difficile trattare della preghiera che abbiamo bisogno di essere illuminati dal Padre, ammaestrati dal Verbo primogenito e aiutati dallo Spirito, per intendere e dire qualcosa di degno di un così sublime argomento, io prego come uomo, per ottenere al riguardo una conoscenza feconda e spirituale e la spiegazione delle preghiere riferite nei vangeli. Ma che bisogno c’è di rivolgere preghiere a colui che sa le nostre necessità già prima che preghiamo? «Perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate» (Mt 6,8). È giusto infatti che il Padre e Creatore dell’universo, il quale «ama tutte le cose esistenti e nulla disprezza di quanto ha creato» (Sap 11,24) dispensi salutarmente a ciascuno ciò che gli conviene, senza attendere la preghiera di lui. Proprio come un padre, che quando accudisce i suoi piccini non attende le loro richieste, o perché essi sono del tutto incapaci di formularle, o perché per inesperienza spesso vogliono avere cose dannose o inopportune. E noi uomini siamo ben più lontani dalla mente di Dio di quanto non lo sia la mente dei bimbi da quella dei genitori.
Responsorio
Responsorio (Rm 11,34.35; Is 40,14) R. Chi ha mai potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi èmai stato il suo consigliere? *O chi gli ha dato qualcosa per primo, sìche abbia a riceverne il contraccambio? V. A chi ha chiesto consiglio, perché lo istruisse e gliinsegnasse il sentiero della giustizia? R. O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverneil contraccambio?
Dal Proprio
San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa — Memoria
Prima Lettura
Dal libro del Siracide (39,1c-10) Il saggio è esperto nelle Scritture L’uomo saggio indaga la sapienza di tutti gli antichi, si dedica allo studio delle profezie. Conserva i detti degli uomini famosi, penetra le sottigliezze delle parabole, indaga il senso recondito dei proverbi, e s’occupa degli enigmi delle parabole. Svolge il suo compito fra i grandi, è presente alle riunioni dei capi, viaggia fra genti straniere, investigando il bene e il male in mezzo agli uomini. Di buon mattino rivolge il cuore al Signore, che lo ha creato, prega davanti all’Altissimo, apre la bocca alla preghiera, implora per i suoi peccati. Se questa è la volontà del Signore grande, egli sarà ricolmato di spirito di intelligenza, come pioggia effonderà parole di sapienza, nella preghiera renderà lode al Signore. Egli dirigerà il suo consiglio e la sua scienza, mediterà sui misteri di Dio. Farà brillare la dottrina del suo insegnamento, si vanterà della legge dell’alleanza del Signore. Molti loderanno la sua intelligenza, egli non sarà mai dimenticato, non scomparirà il suo ricordo, il suo nome vivrà di generazione in generazione. I popoli parleranno della sua sapienza, l’assemblea proclamerà le sue lodi.
Responsorio
Responsorio (Sir 15,5.3.6) R. Il Signore gli diede la parola in mezzo all’assemblea, *lo riempì del suo Spirito di sapienza e di intelligenza. V. Grande felicità e una corona di gioia gli diede il Signore, R. lo riempì del suo Spirito di sapienza e di intelligenza.
Seconda Lettura
Dal “Prologo al commento del profeta Isaia” di san Girolamo, sacerdote (1.2) L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5,39) e: «Cercate e troverete» (Mt 7,7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22,29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, «Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio» (1Cor 1,24), chi non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7,14). Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace» (Is 52,7). E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: Chi manderò, e chi andrà da questo popolo? Ed egli risponde: «Eccomi, manda me» (Is 6,8). Ma nessuno creda che io voglia esaurire in poche parole l’argomento di questo libro della Scrittura che contiene tutti i misteri del Signore. Effettivamente nel libro di Isaia troviamo che il Signore viene predetto come l’Emmanuele nato dalla Vergine, come autore di miracoli e di segni grandiosi, come morto e sepolto, risorto dagli inferi e salvatore di tutte le genti. Che dirò della sua dottrina sulla fisica, sull’etica e sulla logica? Tutto ciò che riguarda le Sacre Scritture, tutto ciò che la lingua può esprimere e l’intelligenza dei mortali può comprendere, si trova racchiuso in questo volume. Della profondità di tali misteri dà testimonianza lo stesso autore quando scrive: «Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato: si dà a uno che sappia leggere, dicendogli: Lèggilo. Ma quegli risponde: Non posso, perché è sigillato. Oppure si dà il libro a chi non sa leggere, dicendogli: Lèggilo, ma quegli risponde: Non so leggere» (Is 29,11-12). Si tratta dunque di misteri che, come tali, restano chiusi e incomprensibili ai profani, ma aperti e chiari ai profeti. Se perciò dai il libro di Isaia ai pagani, ignari dei libri ispirati, ti diranno: Non so leggerlo, perché non ho imparato a leggere i testi delle Scritture. I profeti però sapevano quello che dicevano e lo comprendevano. Leggiamo infatti in san Paolo: «Le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti» (1Cor 14,32), perché sia in loro facoltà di tacere o di parlare secondo l’occorrenza. I profeti, dunque, comprendevano quello che dicevano, per questo tutte le loro parole sono piene di sapienza e di ragionevolezza. Alle loro orecchie non arrivavano soltanto le vibrazioni della voce, ma la stessa parola di Dio che parlava nel loro animo. Lo afferma qualcuno di loro con espressioni come queste: L’angelo parlava in me (cfr. Zc 1,9), e: lo Spirito grida nei nostri cuori: «Abbà, Padre» (Gal 4,6), e ancora: «Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore» (Sal 84,9).
Responsorio
Responsorio (Cfr. 2Tm 3,16; Pr 28,7) R. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per insegnare e formare alla giustizia. *Così l’uomo di Dio sarà completo e ben preparato per ogni opera buona. V. Chi osserva la legge è un figlio sapiente. R. Così l’uomo di Dio sarà completo e ben preparato per ogni opera buona.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo 2, 12-30 Attendete alla vostra salvezza Miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato. E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me. Ho speranza nel Signore Gesù di potervi presto inviare Timoteo, per essere anch’io confortato nel ricevere vostre notizie. Infatti, non ho nessuno d’animo uguale al suo e che sappia occuparsi così di cuore delle cose vostre, perché tutti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo. Ma voi conoscete la buona prova da lui data, poiché ha servito il vangelo con me, come un figlio serve il padre. Spero quindi di mandarvelo presto, non appena avrò visto chiaro nella mia situazione. Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò anch’io di persona. Per il momento ho creduto necessario mandarvi Epafrodito, questo nostro fratello che è anche mio compagno di lavoro e di lotta, vostro inviato per sovvenire alle mie necessità; lo mando perché aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza della sua malattia. È stato grave, infatti, e vicino alla morte. Ma Dio gli ha usato misericordia, e non a lui solo ma anche a me, perché non avessi dolore su dolore. L’ho mandato quindi con tanta premura perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e io non sia più preoccupato. Accoglietelo dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui, perché ha rasentato la morte per la causa di Cristo, rischiando la vita, per sostituirvi nel servizio presso di me.
Responsorio
Cfr. 2 Pt 1, 10. 11; Ef 5, 8. 11 R. Cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione ed elezione: * così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore. V. Comportatevi come figli della luce, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre: R. così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore.
Seconda Lettura
Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote (Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3) L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7, 14 volg.). Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace» (Is 52, 7). E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: Chi manderò, e chi andrà da questo popolo? Ed egli risponde: Eccomi, manda me (cfr. Is 6, 8). Ma nessuno creda che io voglia esaurire in poche parole l’argomento di questo libro della Scrittura che contiene tutti i misteri del Signore. Effettivamente nel libro di Isaia troviamo che il Signore viene predetto come l’Emmanuele nato dalla Vergine, come autore di miracoli e di segni grandiosi, come morto e sepolto, risorto dagli inferi e salvatore di tutte le genti. Che dirò della sua dottrina sulla fisica, sull’etica e sulla logica? Tutto ciò che riguarda le Sacre Scritture, tutto ciò che la lingua può esprimere e l’intelligenza dei mortali può comprendere, si trova racchiuso in questo volume. Della profondità di tali misteri dà testimonianza lo stesso autore quando scrive: «Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato: si dà a uno che sappia leggere, dicendogli: Lèggilo. Ma quegli risponde: Non posso, perché è sigillato. Oppure si dà il libro a chi non sa leggere, dicendogli: Lèggilo, ma quegli risponde: Non so leggere» (Is 29, 11-12). (Si tratta dunque di misteri che, come tali, restano chiusi e incomprensibili ai profani, ma aperti e chiari ai profeti. Se perciò dai il libro di Isaia ai pagani, ignari dei libri ispirati, ti diranno: Non so leggerlo, perché non ho imparato a leggere i testi delle Scritture. I profeti però sapevano quello che dicevano e lo comprendevano). Leggiamo infatti in san Paolo: «Le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti» (1 Cor 14, 32), perché sia in loro facoltà di tacere o di parlare secondo l’occorrenza. I profeti, dunque, comprendevano quello che dicevano, per questo tutte le loro parole sono piene di sapienza e di ragionevolezza. Alle loro orecchie non arrivavano soltanto le vibrazioni della voce, ma la stessa parola di Dio che parlava nel loro animo. Lo afferma qualcuno di loro con espressioni come queste: L’angelo parlava in me (cfr. Zc 1, 9), e: (lo Spirito) «grida nei nostri cuori: Abbà, Padre» (Gal 4, 6), e ancora: «Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore» (Sal 84, 9).
Responsorio
Cfr. 2 Tm 3, 16-17; Pro 28, 7 R. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per insegnare e formare alla giustizia. * Così l’uomo di Dio sarà completo e ben preparato per ogni opera buona. V. Chi osserva la legge è un figlio sapiente. R. Così l’uomo di Dio sarà completo e ben preparato per ogni opera buona.
Vangelo della Messa
Ti seguirò dovunque tu vada. Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,57-62 In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
I saggi splenderanno come il firmamento; i maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. I saggi splenderanno come il firmamento; i maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo.
Invocazioni
A Cristo, buon pastore, che ha dato la vita per le sue pecorelle, innalziamo con fiducia la nostra preghiera: O Signore, guida il tuo popolo ai pascoli della vita eterna. Cristo, che in san Girolamo ci hai dato un’immagine viva del tuo amore misericordioso, — fa’ che sperimentiamo in coloro che ci guidano la dolcezza della tua carità. Tu, che nei tuoi vicari continui a svolgere la missione di maestro e di pastore, — non cessare mai di governarci tu stesso nella persona dei tuoi ministri. Tu, che nei santi pastori, posti al servizio del tuo popolo, ti sei fatto medico delle anime e dei corpi, — fa’ che non venga mai meno la tua presenza mediante ministri santi e santificatori. Tu, che hai animato i fedeli con la sapienza e la carità del santo dottore Girolamo, — fa’ che i predicatori del Vangelo ci aiutino a conoscerti e ad amarti come vuoi tu. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che hai dato a san Girolamo sacerdote una conoscenza viva e penetrante della Sacra Scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola, e trovi in essa una sorgente di vita. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Beato l’uomo che medita la legge del Signore giorno e notte: darà frutto a suo tempo. (Cf. Sal 1,2-3)
Colletta
O Dio, che hai dato al santo presbitero Girolamo un amore soave e vivo per la Sacra Scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola e trovi in essa la fonte della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Dal libro di Giobbe Gb 9,1-12.14-16 Giobbe rispose ai suoi amici e prese a dire: «In verità io so che è così: e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Se uno volesse disputare con lui, non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille. Egli è saggio di mente, potente di forza: chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo? Egli sposta le montagne ed esse non lo sanno, nella sua ira egli le sconvolge. Scuote la terra dal suo posto e le sue colonne tremano. Comanda al sole ed esso non sorge e mette sotto sigillo le stelle. Lui solo dispiega i cieli e cammina sulle onde del mare. Crea l’Orsa e l’Orione, le Plèiadi e le costellazioni del cielo australe. Fa cose tanto grandi che non si possono indagare, meraviglie che non si possono contare. Se mi passa vicino e non lo vedo, se ne va e di lui non mi accorgo. Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire? Chi gli può dire: “Cosa fai?”. Tanto meno potrei rispondergli io, scegliendo le parole da dirgli; io, anche se avessi ragione, non potrei rispondergli, al mio giudice dovrei domandare pietà. Se lo chiamassi e mi rispondesse, non credo che darebbe ascolto alla mia voce». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 87 (88) R. Giunga fino a te la mia preghiera, Signore. Tutto il giorno ti chiamo, Signore, verso di te protendo le mie mani. Compi forse prodigi per i morti? O si alzano le ombre a darti lode? R. Si narra forse la tua bontà nel sepolcro, la tua fedeltà nel regno della morte? Si conoscono forse nelle tenebre i tuoi prodigi, la tua giustizia nella terra dell’oblio? R. Ma io, Signore, a te grido aiuto e al mattino viene incontro a te la mia preghiera. Perché, Signore, mi respingi? Perché mi nascondi il tuo volto? R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Tutto ho lasciato perdere e considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui. (cf. Fil 3,8-9) Alleluia.
Vangelo
Ti seguirò dovunque tu vada. Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,57-62 In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio». Parola del Signore.
Sulle offerte
Concedi a noi, o Signore, che sull’esempio di san Girolamo abbiamo meditato la tua parola, di accostarci con fede viva al tuo altare, per offrirti il sacrificio di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Signore Dio, quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore. (Ger 15,16)
Dopo la comunione
I divini misteri che abbiamo ricevuto nella gioiosa memoria di san Girolamo risveglino, o Signore, i cuori dei tuoi fedeli, perché, meditando i santi insegnamenti, comprendano il cammino da seguire e, seguendolo, ottengano la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa

San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa

Dal Martirologio
Memoria di san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell'odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un’età avanzata, riposò in pace.
Altri Santi
Sant’Antonino, martire
A Piacenza, sant’Antonino, martire.
Santi Orso e Vittore, martiri
A Solothurn nell’odierna Svizzera, santi Orso e Vittore, martiri, che si dice appartenessero alla Legione Tebea.
San Gregorio, detto l’Illuminatore, vescovo
In Armenia, san Gregorio, detto l’Illuminatore, vescovo, che dopo grandi fatiche si ritirò in una grotta alla confluenza dei rami del fiume Eufrate e qui riposò in pace, dopo essersi guadagnato la fama di apostolo degli Armeni.
Santa Eusebia, vergine
A Marsiglia nella Provenza in Francia, santa Eusebia, vergine, che servì Dio fedelmente dalla gioventù alla vecchiaia.
Sant’Onorio, vescovo
A Canterbury nel Kent in Inghilterra, sant’Onorio, vescovo, che, monaco romano, fu mandato dal papa san Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra come compagno di sant’Agostino, al quale succedette poi nell’episcopato.
San Simone, monaco
A Roma, san Simone, monaco, che, già conte di Crépy in Francia, rinunciando alla patria, al matrimonio e a tutti i suoi averi, scelse di ritirarsi a vita prima monastica e poi eremitica sul massiccio del Giura; chiamato spesso a intervenire come legato per riconciliare tra loro i principi in guerra, morì a Roma e fu sepolto presso san Pietro.
Sant’Amato, vescovo
Presso Nusco in Campania, sant’Amato, vescovo.
Sant’Ismidone, vescovo
A Die in Francia, sant’Ismidone, vescovo, che, mosso dall’amore per i luoghi santi, fece per due volte un pio pellegrinaggio a Gerusalemme.
Beata Felicia Meda
A Pesaro, beata Felicia Meda, badessa dell’Ordine delle Clarisse.
San Francesco Borgia, sacerdote
A Roma, san Francesco Borgia, sacerdote, che, morta la moglie, dalla quale aveva avuto otto figli, entrò nella Compagnia di Gesù e, lasciati gli onori terreni e rifiutati quelli ecclesiastici, eletto preposito generale, restò celebre per austerità di vita e spirito di preghiera.
Beato Giovanni Nicola Cordier, sacerdote e martire
Sulla costa francese nel mare antistante Rochefort, beato Giovanni Nicola Cordier, sacerdote e martire, che, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, svolse il suo ministero sacerdotale nel territorio di Verdun, finché, nel corso della rivoluzione francese, gettato perché sacerdote in una galera ferma all’ancora, morì malato di letale inedia.
Beato Federico Albert, sacerdote
Nel villaggio di Lanzo vicino a Torino, beato Federico Albert, sacerdote: da parroco, fondò la Congregazione delle Suore di San Vincenzo de’ Paoli dell’Immacolata Concezione per assistere in ogni modo i più poveri.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Frumento di Cristo noi siamo, cresciuti nel sole di Dio, nell'acqua del fonte impastati, segnati dal crisma divino. In pane trasformaci, o Padre, per il sacramento di pace: un Pane, uno Spirito, un Corpo, la Chiesa una-santa, o Signore. O Cristo, pastore glorioso, a te la potenza e l'onore col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo.
SALMO 38 Preghiera nella malattia La creazione è stata sottomessa alla caducità... e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei figli di Dio... ma anche noi gemiamo aspettando la redenzione del nostro corpo (cfr. Rm 8, 20-23).
I (2-7) Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta * per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca * mentre l’empio mi sta dinanzi». Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, * la sua fortuna ha esasperato il mio dolore. Ardeva il cuore nel mio petto, * al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato: * «Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni * e saprò quanto è breve la mia vita». Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni, * la mia esistenza davanti a te è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive, * come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, * accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. 1 ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo.
Salmodia — 2
2 ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto.
II (8-14) Ora, che attendo, Signore? * In te la mia speranza. Liberami da tutte le mie colpe, * non rendermi scherno dello stolto. Sto in silenzio, non apro bocca, * perché sei tu che agisci. Allontana da me i tuoi colpi: * sono distrutto sotto il peso della tua mano. Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, † corrodi come tarlo i suoi tesori. * Ogni uomo non è che un soffio. Ascolta la mia preghiera, Signore, * porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, † poiché io sono un forestiero, * uno straniero come tutti i miei padri. Distogli il tuo sguardo, che io respiri, * prima che me ne vada e più non sia. 2 ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto.
Salmodia — 3
3 ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio.
SALMO 51 Contro un calunniatore Chi si vanta si vanti nel Signore (1 Cor 1, 31).
Perché ti vanti del male, * o prepotente nella tua malizia? Ordisci insidie ogni giorno; † la tua lingua è come lama affilata, * artefice di inganni. Tu preferisci il male al bene, † la menzogna al parlare sincero. * Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura. Perciò Dio ti demolirà per sempre, † ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda * e ti sradicherà dalla terra dei viventi. Vedendo, i giusti saran presi da timore * e di lui rideranno: «Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa, † ma confidava nella sua grande ricchezza * e si faceva forte dei suoi crimini». Io invece come olivo verdeggiante nella casa di Dio. † Mi abbandono alla fedeltà di Dio * ora e per sempre. Voglio renderti grazie in eterno * per quanto hai operato; spero nel tuo nome, perché è buono, * davanti ai tuoi fedeli. 3 ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio. V. L’anima mia spera nel Signore, R. e aspetto sulla sua parola.
Prima Lettura
Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo 2, 12-30 Attendete alla vostra salvezza Miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato. E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me. Ho speranza nel Signore Gesù di potervi presto inviare Timoteo, per essere anch’io confortato nel ricevere vostre notizie. Infatti, non ho nessuno d’animo uguale al suo e che sappia occuparsi così di cuore delle cose vostre, perché tutti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo. Ma voi conoscete la buona prova da lui data, poiché ha servito il vangelo con me, come un figlio serve il padre. Spero quindi di mandarvelo presto, non appena avrò visto chiaro nella mia situazione. Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò anch’io di persona. Per il momento ho creduto necessario mandarvi Epafrodito, questo nostro fratello che è anche mio compagno di lavoro e di lotta, vostro inviato per sovvenire alle mie necessità; lo mando perché aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza della sua malattia. È stato grave, infatti, e vicino alla morte. Ma Dio gli ha usato misericordia, e non a lui solo ma anche a me, perché non avessi dolore su dolore. L’ho mandato quindi con tanta premura perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e io non sia più preoccupato. Accoglietelo dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui, perché ha rasentato la morte per la causa di Cristo, rischiando la vita, per sostituirvi nel servizio presso di me.
Responsorio
Cfr. 2 Pt 1, 10. 11; Ef 5, 8. 11 R. Cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione ed elezione: * così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore. V. Comportatevi come figli della luce, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre: R. così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore.
Seconda Lettura
Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote (Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3) L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7, 14 volg.). Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace» (Is 52, 7). E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: Chi manderò, e chi andrà da questo popolo? Ed egli risponde: Eccomi, manda me (cfr. Is 6, 8). Ma nessuno creda che io voglia esaurire in poche parole l’argomento di questo libro della Scrittura che contiene tutti i misteri del Signore. Effettivamente nel libro di Isaia troviamo che il Signore viene predetto come l’Emmanuele nato dalla Vergine, come autore di miracoli e di segni grandiosi, come morto e sepolto, risorto dagli inferi e salvatore di tutte le genti. Che dirò della sua dottrina sulla fisica, sull’etica e sulla logica? Tutto ciò che riguarda le Sacre Scritture, tutto ciò che la lingua può esprimere e l’intelligenza dei mortali può comprendere, si trova racchiuso in questo volume. Della profondità di tali misteri dà testimonianza lo stesso autore quando scrive: «Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato: si dà a uno che sappia leggere, dicendogli: Lèggilo. Ma quegli risponde: Non posso, perché è sigillato. Oppure si dà il libro a chi non sa leggere, dicendogli: Lèggilo, ma quegli risponde: Non so leggere» (Is 29, 11-12). (Si tratta dunque di misteri che, come tali, restano chiusi e incomprensibili ai profani, ma aperti e chiari ai profeti. Se perciò dai il libro di Isaia ai pagani, ignari dei libri ispirati, ti diranno: Non so leggerlo, perché non ho imparato a leggere i testi delle Scritture. I profeti però sapevano quello che dicevano e lo comprendevano). Leggiamo infatti in san Paolo: «Le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti» (1 Cor 14, 32), perché sia in loro facoltà di tacere o di parlare secondo l’occorrenza. I profeti, dunque, comprendevano quello che dicevano, per questo tutte le loro parole sono piene di sapienza e di ragionevolezza. Alle loro orecchie non arrivavano soltanto le vibrazioni della voce, ma la stessa parola di Dio che parlava nel loro animo. Lo afferma qualcuno di loro con espressioni come queste: L’angelo parlava in me (cfr. Zc 1, 9), e: (lo Spirito) «grida nei nostri cuori: Abbà, Padre» (Gal 4, 6), e ancora: «Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore» (Sal 84, 9).
Responsorio
Cfr. 2 Tm 3, 16-17; Pro 28, 7 R. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per insegnare e formare alla giustizia. * Così l’uomo di Dio sarà completo e ben preparato per ogni opera buona. V. Chi osserva la legge è un figlio sapiente. R. Così l’uomo di Dio sarà completo e ben preparato per ogni opera buona.
Orazione
O Dio, che hai dato a san Girolamo sacerdote una conoscenza viva e penetrante della Sacra Scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola, e trovi in essa una sorgente di vita. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Maestro di Sapienza e padre della fede, tu splendi come fiaccola nella Chiesa di Dio. In te il divino Spirito dispensa con amore il pane e la parola sulla mensa dei piccoli. Tu illumini ai credenti il mistero profondo del Verbo fatto uomo per la nostra salvezza. Tu guidaci alla vetta della santa montagna, dove i miti possiedono il regno del Signore. A te sia lode, o Cristo, immagine del Padre, che sveli nei tuoi santi la gioia dell'amore. Amen. Oppure: Hi sacerdótes Dómini sacráti, consecratóres Dómini fideles atque pastóres pópuli fuére ímpigro amóre. Namque suscéptæ benedictiónis dona servántes, studuére, lumbos fórtiter cincti, mánibus corúscas ferre lucérnas. Sicque suspénsi vigilésque, quando iánuam pulsans Dóminus veníret, obviavérunt properánti alácres pándere limen. Glóriæ summum decus atque laudis, rex, tibi, regum, Déitas perénnis, quicquid est rerum célebret per omne tempus et ævum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr. 2 Cor 4, 8. 14).
La mia voce sale a Dio e grido aiuto; * la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti. Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, † tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; * io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, * medito e viene meno il mio spirito. Tu trattieni dal sonno i miei occhi, * sono turbato e senza parole. Ripenso ai giorni passati, * ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: * rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, * non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, * è finita la sua promessa per sempre? Può Dio aver dimenticato la misericordia, * aver chiuso nell’ira il suo cuore? E ho detto: «Questo è il mio tormento: * è mutata la destra dell’Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, * ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, * considero tutte le tue gesta. O Dio, santa è la tua via; * quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie, * manifesti la tua forza fra le genti. È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * i figli di Giacobbe e di Giuseppe. Ti videro le acque, Dio, † ti videro e ne furono sconvolte; * sussultarono anche gli abissi. Le nubi rovesciarono acqua, † scoppiò il tuono nel cielo; * le tue saette guizzarono. Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † i tuoi fulmini rischiararono il mondo, * la terra tremò e fu scossa. Sul mare passava la tua via, † i tuoi sentieri sulle grandi acque * e le tue orme rimasero invisibili. Guidasti come gregge il tuo popolo * per mano di Mosè e di Aronne. 1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
Salmodia — 2
2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La gioia e la speranza degli umili è in Dio «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel Signore, * la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio. — Si apre la mia bocca contro i miei nemici, * perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c’è santo come il Signore, * non c’è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, † dalla vostra bocca non esca arroganza; * perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L’arco dei forti s’è spezzato, * ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, * mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte * e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, * scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, * abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, * innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, * e assegnare loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra * e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti egli veglia, † ma gli empi svaniscono nelle tenebre. * Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza. Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! * L’Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; † al suo re darà la forza * ed eleverà la potenza del suo Messia. 2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore regna, esulti la terra. †
SALMO 96 La gloria del Signore nel giudizio Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant’Atanasio).
Il Signore regna, esulti la terra, * † gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, * giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco * e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: * vede e sussulta la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, * davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia * e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue † e chi si gloria dei propri idoli. * Si prostrino a lui tutti gli dèi! Ascolta Sion e ne gioisce, † esultano le città di Giuda * per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, * tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. Odiate il male, voi che amate il Signore: † lui che custodisce la vita dei suoi fedeli * li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per il giusto, * gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, * rendete grazie al suo santo nome. 3 ant. Il Signore regna, esulti la terra.
Lettura Breve
Sap 7, 13-14 Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.
Responsorio
R. La tua Chiesa, o Dio, * canta la sapienza dei santi. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi. V. L’assemblea ne proclama le lodi, canta la sapienza dei santi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi.
Antifona al Benedictus
I saggi splenderanno come il firmamento; i maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. I saggi splenderanno come il firmamento; i maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo.
Invocazioni
A Cristo, buon pastore, che ha dato la vita per le sue pecorelle, innalziamo con fiducia la nostra preghiera: O Signore, guida il tuo popolo ai pascoli della vita eterna. Cristo, che in san Girolamo ci hai dato un’immagine viva del tuo amore misericordioso, — fa’ che sperimentiamo in coloro che ci guidano la dolcezza della tua carità. Tu, che nei tuoi vicari continui a svolgere la missione di maestro e di pastore, — non cessare mai di governarci tu stesso nella persona dei tuoi ministri. Tu, che nei santi pastori, posti al servizio del tuo popolo, ti sei fatto medico delle anime e dei corpi, — fa’ che non venga mai meno la tua presenza mediante ministri santi e santificatori. Tu, che hai animato i fedeli con la sapienza e la carità del santo dottore Girolamo, — fa’ che i predicatori del Vangelo ci aiutino a conoscerti e ad amarti come vuoi tu. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che hai dato a san Girolamo sacerdote una conoscenza viva e penetrante della Sacra Scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola, e trovi in essa una sorgente di vita. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere. 1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
Salmodia — 2
2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. 2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
Lettura Breve
Dt 1,16-17a In quel tempo diedi quest’ordine ai vostri giudici: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e giudicate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che sta presso di lui. Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali, darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio. V. Il Signore è giusto, ama la giustizia: R. i buoni contempleranno il suo volto.
Orazione
Signore, Padre santo, Dio fedele, che hai mandato lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, per riunire l'umanità dispersa a causa del peccato, donaci di essere nel mondo operatori di unità e di pace. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere. 1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
Salmodia — 2
2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. 2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
Lettura Breve
Is 55, 8-9 I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie, oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. V. Chi è come te, Dio dell’universo? R. Sei forte, Signore, fedele alla parola.
Orazione
O Dio grande e misericordioso, che ci doni una sosta nella fatica quotidiana, sostieni la nostra debolezza, e aiutaci a portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato. Per Cristo nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere. 1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
Salmodia — 2
2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. 2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
Lettura Breve
Cfr. 1 Sam 16, 7 Dice il Signore: Non guardate all’aspetto, né alla statura. Io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore. V. Scrutami, o Dio, e vedi il mio cuore; R. guidami nella via della vita.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che per la salvezza di tutti gli uomini hai steso le braccia sulla croce, accogli l'offerta delle nostre azioni e fa' che tutta la nostra vita sia segno e testimonianza della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Gesù, premio e corona dei tuoi servi fedeli, glorifica il tuo nome. Concedi alla tua Chiesa, che venera san Girolamo la vittoria sul male. Seguendo le tue orme sulla via della croce, egli piacque a Dio Padre. Sapiente e vigilante, testimoniò il Vangelo in parole ed in opere. Dalla città dei santi, dove regna glorioso, ci guidi e ci protegga. A te, Cristo, sia lode, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Sacráta nobis gáudia dies redúxit ánnua, laudántur in qua débito cultu duces ovílium. En pro gregis custódia nullos labóres néglegunt, tutántur illum, sánius impertiéntes pábulum. Arcent lupos e fínibus, procul latrónes éxigunt, replent oves pinguédine, ovíle numquam déserunt. Tot nunc potíti gáudiis, gregum duces sanctíssimi, nobis rogáte grátiam apud tribúnal iúdicis. Ætérne, Christe, póntifex, tibi sit æqua glória cum Patre et almo Spíritu in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Si compia la beata speranza, si manifesti la gloria del nostro Salvatore.
SALMO 61 Solo in Dio la nostra pace Il Dio della speranza vi riempia d’ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).
Solo in Dio riposa l’anima mia; * da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, * mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, † per abbatterlo tutti insieme, * come muro cadente, come recinto che crolla? Tramano solo di precipitarlo dall’alto, * si compiacciono della menzogna. Con la bocca benedicono, * nel loro cuore maledicono. Solo in Dio riposa l’anima mia, * da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, * mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; * il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. Confida sempre in lui, o popolo, † davanti a lui effondi il tuo cuore, * nostro rifugio è Dio. Sì, sono un soffio i figli di Adamo, † una menzogna tutti gli uomini, * insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio. Non confidate nella violenza, * non illudetevi della rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, * non attaccate il cuore. Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: † il potere appartiene a Dio, * tua, Signore, è la grazia; secondo le sue opere * tu ripaghi ogni uomo. 1 ant. Si compia la beata speranza, si manifesti la gloria del nostro Salvatore.
Salmodia — 2
2 ant. Fa’ risplendere su di noi il tuo volto, donaci, o Dio, la tua benedizione.
SALMO 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28).
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, * su di noi faccia splendere il suo volto perché si conosca sulla terra la tua via, * fra tutte le genti la tua salvezza. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino, † perché giudichi i popoli con giustizia, * governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. * Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio * e lo temano tutti i confini della terra. 2 ant. Fa’ risplendere su di noi il tuo volto, donaci, o Dio, la tua benedizione.
Salmodia — 3
3 ant. In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.
CANTICO Cfr. Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti Ringraziamo con gioia Dio, * Padre del Signore nostro Gesù Cristo, perché ci ha messi in grado di partecipare * alla sorte dei santi nella luce, ci ha liberati dal potere delle tenebre, * ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, * la remissione dei peccati. Cristo è immagine del Dio invisibile, * generato prima di ogni creatura; è prima di tutte le cose * e tutte in lui sussistono. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui * e in vista di lui: quelle nei cieli e quelle sulla terra, * quelle visibili e quelle invisibili. Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; * è il principio di tutto, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, * per ottenere il primato su tutte le cose. Piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza, * per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificare con il sangue della sua croce * gli esseri della terra e quelli del cielo. 3 ant. In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.
Lettura Breve
Gc 3, 17-18 La sapienza che viene dall’alto è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace.
Responsorio
R. Ha detto le parole di Dio, * in mezzo all’assemblea. Ha detto le parole di Dio, in mezzo all’assemblea. V. Il Signore gli ha dato sapienza e intelligenza in mezzo all’assemblea. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Ha detto le parole di Dio, in mezzo all’assemblea.
Antifona al Magnificat
Maestro della fede e luce della Chiesa, san Girolamo hai scrutato con amore il mistero di Dio: prega per noi Cristo Signore.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Maestro della fede e luce della Chiesa, san Girolamo hai scrutato con amore il mistero di Dio: prega per noi Cristo Signore.
Intercessioni
Gloria a Cristo, costituito sommo sacerdote per gli uomini davanti a Dio. Uniti nella preghiera della sera, invochiamo il suo nome: Salva il tuo popolo, Signore. Tu, che hai suscitato nella Chiesa dottori santi e sapienti, — fa’ che la comunità cristiana sia sempre guidata da uomini saggi e generosi. Hai perdonato le colpe del tuo popolo per le preghiere di pastori santi, che intercedevano come Mosè, — per i loro meriti purifica e rinnova sempre la tua Chiesa. Hai scelto in mezzo ai fratelli gli animatori del tuo popolo e li hai consacrati con l’unzione dello Spirito Santo, — riempi dei suoi doni coloro che hai posto alla guida della santa Chiesa. Tu, che sei l’eredità degli apostoli e dei loro successori, — fa’ che nessuno si perda di quanti hai redento con il tuo sangue. Tu, che per mezzo dei pastori della Chiesa assisti i tuoi fedeli, perché nessuno li strappi mai dalla tua mano, — fa’ che i vescovi, i sacerdoti e i fedeli defunti si riuniscano tutti nella gioia del tuo regno. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che hai dato a san Girolamo sacerdote una conoscenza viva e penetrante della Sacra Scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola, e trovi in essa una sorgente di vita. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.
SALMO 30, 2-6 Supplica fiduciosa nell'afflizione Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46).
In te, Signore, mi sono rifugiato, † mai sarò deluso; * per la tua giustizia salvami. Porgi a me l'orecchio, * vieni presto a liberarmi. Sii per me la rupe che mi accoglie, * la cinta di riparo che mi salva. Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, * per il tuo nome dirigi i miei passi. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, * perché sei tu la mia difesa. Mi affido alle tue mani; * tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. 1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore! †
SALMO 129 Dal profondo a te grido Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1, 21).
Dal profondo a te grido, o Signore; * † Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti * alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, * Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono, * perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, * l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signore * più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, * perché presso il Signore è la misericordia, grande è presso di lui la redenzione; * egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. 2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore!
Lettura Breve
Ef 4, 26-27. 31-32 Non peccate (Sal 4, 5); non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Signore Gesù Cristo, mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa' che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta. Oppure: Sub tuum præsídium confúgimus, sancta Dei Génetrix; nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus; sed a perículis cunctis líbera nos semper Virgo gloriósa et benedícta.