Mercoledì 2026-09-02 Verde

Omelia
A II XXII Ordinario II Salterio Feria Verde San Zenone, martire Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Notte, tenebre e nebbia, fuggite: entra la luce, viene Cristo Signore. Il sole di giustizia trasfigura ed accende l’universo in attesa. Con gioia pura ed umile, fra i canti e le preghiere, accogliamo il Signore. Salvatore dei poveri, la gloria del tuo volto splenda su un mondo nuovo! A te sia lode, o Cristo, al Padre e al Santo Spirito, oggi e sempre nei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr. 2 Cor 4, 8. 14).
La mia voce sale a Dio e grido aiuto; * la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti. Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, † tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; * io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, * medito e viene meno il mio spirito. Tu trattieni dal sonno i miei occhi, * sono turbato e senza parole. Ripenso ai giorni passati, * ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: * rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, * non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, * è finita la sua promessa per sempre? Può Dio aver dimenticato la misericordia, * aver chiuso nell’ira il suo cuore? E ho detto: «Questo è il mio tormento: * è mutata la destra dell’Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, * ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, * considero tutte le tue gesta. O Dio, santa è la tua via; * quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie, * manifesti la tua forza fra le genti. È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * i figli di Giacobbe e di Giuseppe. Ti videro le acque, Dio, † ti videro e ne furono sconvolte; * sussultarono anche gli abissi. Le nubi rovesciarono acqua, † scoppiò il tuono nel cielo; * le tue saette guizzarono. Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † i tuoi fulmini rischiararono il mondo, * la terra tremò e fu scossa. Sul mare passava la tua via, † i tuoi sentieri sulle grandi acque * e le tue orme rimasero invisibili. Guidasti come gregge il tuo popolo * per mano di Mosè e di Aronne. 1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
Salmodia — 2
2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La gioia e la speranza degli umili è in Dio «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel Signore, * la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio. — Si apre la mia bocca contro i miei nemici, * perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c’è santo come il Signore, * non c’è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, † dalla vostra bocca non esca arroganza; * perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L’arco dei forti s’è spezzato, * ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, * mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte * e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, * scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, * abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, * innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, * e assegnare loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra * e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti egli veglia, † ma gli empi svaniscono nelle tenebre. * Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza. Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! * L’Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; † al suo re darà la forza * ed eleverà la potenza del suo Messia. 2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore regna, esulti la terra. †
SALMO 96 La gloria del Signore nel giudizio Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant’Atanasio).
Il Signore regna, esulti la terra, * † gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, * giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco * e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: * vede e sussulta la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, * davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia * e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue † e chi si gloria dei propri idoli. * Si prostrino a lui tutti gli dèi! Ascolta Sion e ne gioisce, † esultano le città di Giuda * per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, * tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. Odiate il male, voi che amate il Signore: † lui che custodisce la vita dei suoi fedeli * li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per il giusto, * gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, * rendete grazie al suo santo nome. 3 ant. Il Signore regna, esulti la terra.
Lettura Breve
Rm 8, 35. 37 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
Responsorio
R. Benedirò il Signore * in ogni tempo. Benedirò il Signore in ogni tempo. V. Sulla mia bocca sempre la sua lode in ogni tempo. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Dal Biennale
XXII · Ordinario · Mercoledì · Ciclo II
Prima Lettura
Dalla seconda lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo (1,1-18) Paolo esorta Timoteo a essere forte nel dovere Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, per annunziare la promessa della vita in Cristo Gesù, al diletto figlio Timoteo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro. Ringrazio Dio, che io servo con coscienza pura come i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, notte e giorno; mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Loide, poi in tua madre Eunice e ora, ne sono certo, anche in te. Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata solo ora con l’apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo, del quale io sono stato costituito araldo, apostolo e maestro. È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare fino a quel giorno il deposito che mi è stato affidato. Prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. Custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito Santo che abita in noi. Tu sai che tutti quelli dell’Asia, tra i quali Figelo ed Ermegene, mi hanno abbandonato. Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesiforo, perché egli mi ha più volte confortato e non s’è vergognato delle mie catene; anzi, venuto a Roma, mi ha cercato con premura finché mi ha trovato. Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno. E quanti servizi egli ha reso in Efeso, lo sa meglio di me.
Responsorio
Responsorio (Rm 8,15-16; 2Tm 1,7) R. Voi non avete ricevuto uno spirito da schiaviper ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre! *Lo Spirito stesso attesta alnostro spirito che siamo figli di Dio. V. Dio infatti non ci ha dato uno spirito ditimidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. R. Lo Spirito stesso attesta al nostro spiritoche siamo figli di Dio.
Seconda Lettura
Dalla “Lettera agli Efesini” di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire (10-12) Siate ministri di Dio e bocca di Cristo «Pregate incessantemente» (1Ts 5,17) per tutti gli uomini; in tutti esiste infatti una speranza di ravvedersi e di raggiungere Dio. È scritto: «Forse chi cade non si rialza e chi perde la strada non torna indietro?» (Ger 8,4). Rivolgetevi dunque alla dottrina, siate ministri di Dio e bocca di Cristo. Dice infatti il Signore: «Se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca» (Ger 15,19). Siate umili di fronte alla loro ira, ma denunziate le loro bestemmie; perseverate nella preghiera, rimanete saldi di fronte ai loro errori, radicati nella fede. Vincete la loro abituale violenza con la vostra mitezza e la loro irascibilità con la dolcezza. È scritto infatti: «Beati i miti» (Mt 5,5); infatti anche «Mosè era un uomo molto mansueto, più di qualunque altro sulla terra» (Nm 12,3), e lo stesso Davide era molto mite; per cui Paolo ammonisce: «Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, atto a insegnare, paziente nelle offese subite, dolce nel riprendere gli oppositori» (2Tm 2,24-25). Non preoccupatevi di vendicarvi se vi fanno del male, infatti è scritto: «Se ho ripagato il mio amico con il male» (Sal 7,5), ma rendiamoli nostri fratelli con la mansuetudine. Dite perciò a questi che vi odiano: siete nostri fratelli, «per dare gloria al suo nome» (Sal 85,9). Imitiamo il Signore che «oltraggiato non rispondeva con oltraggi», mentre veniva crocifisso non si opponeva «e soffrendo non minacciava vendetta» (1Pt 2,23), ma pregava per i suoi nemici dicendo: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Chi è più perseguitato sia pronto a sopportare anche di più. Beato chi sarà giudicato, disprezzato e riprovato per il nome del Signore: egli davvero appartiene a Cristo. State attenti, affinché nessuna erba diabolica si trovi tra voi; è infatti amara e aspra. «Siate temperanti» (1Pt 5,7) e casti in Cristo Gesù. Sono gli ultimi tempi: dobbiamo arrossire e temere per la longanimità di Dio, e non desiderare le loro ricchezze e i loro interessi. Temiamo l’ira futura più ancora di quanto amiamo la grazia presente. Questa consiste nell’essere trovati in Cristo Gesù vivendo nella verità. Fuori di lui non conviene respirare nemmeno una volta tanto. Questa è la mia speranza e la mia gioia, queste le ricchezze che non vengono mai meno: in lui, dalla Siria a Roma sopporto le mie catene, perle spirituali da cui spero per le vostre preghiere di giungere alla perfezione, reso partecipe della passione e morte di Cristo, della risurrezione dai morti e della vita eterna, per essere trovato nell’eredità dei cristiani di Efeso, i quali in virtù di Gesù Cristo sempre furono obbedienti agli apostoli, a Paolo, a Giovanni, e al fedelissimo Timoteo. So chi sono io e a chi scrivo: io sono uno degli ultimi, e del tutto bisognoso di misericordia, costituito sotto la legge, tra pericoli e giudizi; voi invece avete ottenuto misericordia e siete stabili in Cristo. Ma a causa di Dio sono stato consegnato alla stirpe di coloro che hanno sparso «dal sangue del giusto Abele fino al sangue» (Mt 23,35) dell’ultimo Ignazio. Voi siete i continuatori del ministero di Paolo, santo martire «che è uno strumento eletto» (At 9,15); il Signore mi conceda di esser trovato sulle orme sue e degli altri santi, quando entrerò nel possesso di Gesù Cristo, che sempre interceda per voi.
Responsorio
Responsorio (2Cor 3,4.6.5) R. Questa è la fiducia che abbiamo per mezzo diCristo, davanti a Dio, *che ci ha resi ministri adatti di una NuovaAlleanza, non della lettera, ma dello Spirito. V. Non però che da noi stessi siamo capaci dipensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio. R. Che ci ha resi ministri adatti di una NuovaAlleanza, non della lettera, ma dello Spirito.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro del profeta Geremia 26, 1-15 Geremia è in pericolo di morte perché ha profetizzato la rovina del tempio All'inizio del regno di Ioiakim figlio di Giosia, re di Giuda, fu rivolta a Geremia questa parola da parte del Signore. Disse il Signore: «Va' nell'atrio del tempio del Signore e riferisci a tutte le città di Giuda che vengono per adorare nel tempio del Signore tutte le parole che ti ho comandato di annunziare loro; non tralasciare neppure una parola. Forse ti ascolteranno e ognuno abbandonerà la propria condotta perversa; in tal caso disdirò tutto il male che pensavo di fare loro a causa della malvagità delle loro azioni. Tu dirai dunque loro: Dice il Signore: Se non mi ascolterete, se non camminerete secondo la legge che ho posto davanti a voi e se non ascolterete le parole dei profeti miei servi che ho inviato a voi con costante premura, ma che voi non avete ascoltato, io ridurrò questo tempio come quello di Silo e farò di questa città un esempio di maledizione per tutti i popoli della terra». I sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che diceva queste parole nel tempio del Signore. Ora, quando Geremia finì di riferire quanto il Signore gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti e i profeti lo arrestarono dicendo: «Devi morire! Perché hai predetto nel nome del Signore: Questo tempio diventerà come Silo e questa città sarà devastata, disabitata?». Tutto il popolo si radunò contro Geremia nel tempio del Signore. I capi di Giuda vennero a sapere queste cose e salirono dalla reggia nel tempio del Signore e sedettero all'ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore. Allora i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Quest'uomo merita una sentenza di morte, perché ha profetizzato contro questa città come avete udito con i vostri orecchi!». Ma Geremia rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. Or dunque migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore vostro Dio e il Signore ritratterà il male che ha annunziato contro di voi. Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, attirerete sangue innocente su di voi, su questa città e sui suoi abitanti, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per esporre ai vostri orecchi tutte queste cose».
Responsorio
Cfr. Ger 26, 15; Mt 27, 24 R. Sappiate e considerate: Se mi ucciderete, * il sangue innocente cadrà su di voi, su questa città e sui suoi abitanti. V. Pilato si lavò le mani davanti alla folla: Non sono responsabile, disse, di questo sangue, R. il sangue innocente cadrà su di voi, su questa città e sui suoi abitanti.
Seconda Lettura
Dal «Commento su Giovanni» di Origène, sacerdote (Tomo 10, 20; PG 14, 370-371) Cristo parlava del tempio del suo corpo «Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere» (Gv 2, 19). Gli uomini grossolani e limitati alla pura sfera materiale mi sembrano simboleggiati da quei Giudei che si erano irritati perché Gesù aveva cacciato i venditori dalla casa del Padre suo. Essi chiedevano un segno a prova che agiva giustamente e che operava come Figlio di Dio, cosa che essi nella loro incredulità non volevano ammettere. Ma il Salvatore rispose unendo insieme figura e realtà, cioè il tempio e il suo corpo. A coloro che gli chiedevano: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?», disse: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Ambedue, sia il tempio che il corpo di Gesù, secondo un'interpretazione possibile, mi sembrano figura della Chiesa. Questa infatti è edificata con pietre viventi. È divenuta «un edificio spirituale per un sacerdozio santo» ( 1 Pt 2, 5). È edificata «sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù» (Ef 2, 20) e perciò si chiama tempio. È vero però anche che «voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1 Cor 12, 27). Se così è, può bensì venire distrutto ciò che congiunge le pietre del tempio. Può certo accadere che queste pietre vengano disperse come sta scritto nel salmo 21, il che significa, fuori metafora, che le ossa di Cristo possono essere scompaginate dalle tribolazioni e dalle persecuzioni di coloro che combattono l'unità del tempio. Tuttavia il tempio verrà riedificato e il corpo risusciterà il terzo giorno, cioè dopo il giorno della sua tribolazione e dopo il giorno seguente, che è il giorno della consumazione. Ci sarà effettivamente un terzo giorno nel cielo nuovo e nella terra nuova, quando queste ossa, che sono la casa d'Israele, nel grande giorno del Signore saranno rianimate in seguito alla sua vittoria sulla morte. Così la risurrezione di Cristo, seguita alle sofferenze della croce, racchiude il mistero della risurrezione di tutto il corpo di Cristo. Il corpo sensibile di Gesù fu crocifisso e sepolto e dopo risuscitò. Così tutto il corpo dei santi di Cristo viene prima affisso alla croce con Cristo e in un certo senso cessa di vivere. In effetti, come Paolo, ciascuno di noi non si deve gloriare se non nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per il quale egli è crocifisso al mondo e il mondo a lui. Ciascuno di noi non solo fu crocifisso insieme a Cristo e crocifisso al mondo, ma anche seppellito insieme a Cristo. Infatti «siamo stati sepolti insieme a lui», dice Paolo (Rm 6, 4). Egli però aggiunge, come se già possedesse una certa caparra della risurrezione: E con lui siamo risorti anche noi (cfr. Rm 6,4).
Responsorio
Cfr. 1 Cor 6, 19-20; Lv 11, 43. 44 R. Il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi; non appartenete a voi stessi: perché siete stati comprati a caro prezzo. * Glorificate Dio nel vostro corpo. V. Non lasciatevi contaminare: siate santi, perché io sono santo. R. Glorificate Dio nel vostro corpo.
Vangelo della Messa
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato. Dal Vangelo secondo Luca Lc 4,38-44 In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
In santità e giustizia tutti i nostri giorni serviamo il Signore.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. In santità e giustizia tutti i nostri giorni serviamo il Signore.
Invocazioni
Lodiamo il Cristo, che ha promesso di rimanere con noi tutti i giorni sino alla fine dei secoli, e rivolgiamogli la nostra preghiera: Resta con noi, Signore. Resta con noi, Signore, durante questo giorno, — non tramonti mai nel nostro spirito il sole della tua grazia. Ti offriamo, Signore, le azioni e le sofferenze di questa giornata, — promettiamo di servirti sempre con cuore puro e leale. Fa’ che viviamo il tempo che ci dai come un dono della tua bontà, — per divenire il sale della terra e la luce del mondo. Il tuo Spirito orienti i nostri pensieri e le nostre parole, — perché rimaniamo sempre nel tuo amore e nella tua lode. Padre nostro.
Orazione
Risplenda su di noi, Signore, la luce della tua sapienza, perché, liberi da ogni compromesso col peccato, camminiamo sempre nella via dei tuoi comandamenti. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno: tu sei buono, o Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)
Colletta
Dio onnipotente, unica fonte di ogni dono perfetto, infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome, accresci la nostra dedizione a te, fa’ maturare ogni germe di bene e custodiscilo con vigile cura. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Noi siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 3,1-9 Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci. E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali. Dal momento che vi sono tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera umana? Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 32 (33) R. Beato il popolo scelto dal Signore. Beata la nazione che ha il Signore come Dio, il popolo che egli ha scelto come sua eredità. Il Signore guarda dal cielo: egli vede tutti gli uomini. R. Dal trono dove siede scruta tutti gli abitanti della terra, lui, che di ognuno ha plasmato il cuore e ne comprende tutte le opere. R. L’anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto e nostro scudo. È in lui che gioisce il nostro cuore, nel suo santo nome noi confidiamo. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Lc 4,18cd) Alleluia.
Vangelo
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato. Dal Vangelo secondo Luca Lc 4,38-44 In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea. Parola del Signore.
Sulle offerte
L’offerta che ti presentiamo ci ottenga la tua benedizione, o Signore, perché si compia in noi con la potenza del tuo Spirito la salvezza che celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Quanto è grande la tua bontà, Signore! La riservi per coloro che ti temono. (Sal 30,20) Oppure: Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)
Dopo la comunione
O Signore, che ci hai saziati con il pane del cielo, fa’ che questo nutrimento del tuo amore rafforzi i nostri cuori e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.
San Zenone, martire

San Zenone, martire

Dal Martirologio
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Zenone, martire.
Altri Santi
Santa Teódota, Evódio, Ermógene e Callisto
A Nicea sempre in Bitinia, passione di santa Teódota con i figli Evódio, Ermógene e Callisto.
Sant’Abib, diacono e martire
A Edessa nell’antica Siria, sant’Abib, diacono e martire, che, sotto l’imperatore Licinio, concluse il suo glorioso combattimento condannato al rogo dal governatore Lisania.
Sant’Antonino, martire
Ad Apamea in Siria, sant’Antonino, martire, che, scalpellino, si tramanda sia stato ucciso a vent’anni dai pagani per avere abbattuto, a motivo della sua ardente fede, i loro idoli.
San Prospero, vescovo
A Tarragona in Spagna, san Prospero, vescovo.
San Giusto, vescovo
A Lione in Francia, deposizione di san Giusto, vescovo, che, lasciato l’episcopato dopo il Concilio di Aquileia, si ritirò insieme al lettore Viatore in un eremo in Egitto, dove condusse per alcuni anni umile vita in compagnia dei monaci; il suo santo corpo insieme alle ossa di san Viatore fu poi traslato a Lione.
San Nonnoso, abate
Sul monte Soratte sulla via Flaminia nel Lazio, san Nonnoso, abate.
San Siagrio, vescovo
A Autun in Borgogna, ora in Francia, san Siagrio, vescovo, che nei concili ai quali prese parte rifulse per scienza e zelo.
Sant’Agricola, vescovo
Ad Avignone in Provenza, sant’Agricola, vescovo, che, dopo aver condotto vita monastica nell’isola di Lérins, fu di aiuto a san Magno, suo padre, e gli succedette nell’episcopato.
Sant’Elpidio
Nelle Marche, sant’Elpidio, del cui nome fu poi insignita la cittadina, in cui si conserva il suo corpo.
Santi Alberto e Vito, monaci
A Pontida in provincia di Bergamo, santi Alberto e Vito, monaci, dei quali il primo antepose alle armi e agli onori del mondo il servizio a Cristo e fondò nella sua città un monastero amprontato alle consuetudini cluniacensi, che il secondo governò.
Beato Brocardo, priore degli eremiti
Sul monte Carmelo in Palestina presso la fonte di Elia, beato Brocardo, priore degli eremiti ai quali sant’Alberto, vescovo di Gerusalemme, diede come regola di vita che meditassero giorno e notte la legge del Signore e fossero vigili nella preghiera.
Beata Ingrid Elofsdotter, vedova
A Skänninge in Svezia, beata Ingrid Elofsdotter, che, rimasta vedova, consacrò tutti i suoi beni alla gloria di Dio e dopo un pellegrinaggio in Terra Santa vestì l’abito delle monache dell’Ordine dei Predicatori.
Beati martiri Giovanni Maria du Lau d’Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e novantatrè compagni
A Parigi in Francia, passione dei beati martiri Giovanni Maria du Lau d’Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld, vescovi, e novantatrè compagni, chierici o religiosi, che, radunati nel convento dei Carmelitani, furono trucidati per Cristo in odio alla religione per essersi rifiutati di prestare l’empio giuramento imposto al clero durante la rivoluzione francese. I loro nomi sono: beati Vincenzo Abraham, Andrea Angar, Giovanni Battista Claudio Aubert, Francesco Balmain, Giovanni Pietro Bangue, Ludovico Francesco Andrea Barret, Giuseppe Bécavin, Giacomo Giulio Bonnaud, Giovanni Antonio Giacinto Boucharène de Chaumeils, Giovanni Francesco Bosquet, Claudio Cayx o Dumas, Giovanni Charton de Millon, Claudio Chaudet, Nicola Clairet, Claudio Colin, Francesco Dardan, Guglielmo Antonio Delfaut, Maturino Vittore Deruelle, Gabriele Desprez de Roche, Tommaso Nicola Dubray, Tommaso Renato Dubuisson, Francesco Dumasrambaud de Calandelle, Enrico Ippolito Ermès, Armando de Foucauld de Pontbriand, Giacomo Friteyre-Durvé, Claudio Francesco Gagnières des Granges, Ludovico Lorenzo Gaultier, Giovanni Goizet, Andrea Grasset de Saint-Sauveur, Giovanni Antonio Guilleminet, Giovanni Battista Jannin, Giovanni Lacan, Pietro Landry, Claudio Antonio Rodolfo de Laporte, Roberto le Bis, Maturino Nicola Le Bous de Villeneuve de la Villecrohain, Oliviero Lefèvre, Carlo Francesco Legué, Giacomo Giuseppe Lejardiniere Deslandes, Giacomo Giovanni Lemeunierre, Vincenzo Giuseppe le Rousseau de Rosencoat, Francesco Cesare Londiveau, Ludovico Longuet, Giacomo Francesco de Lubersac, Gaspare Claudio Maignien, Giovanni Filippo Marchand, Ludovico Mauduit, Francesco Ludovico Méallet de Fargues, Giacomo Alessandro Menuret, Giovanni Battista Nativelle, Renato Nativelle, Mattia Agostino Nogier, Giuseppe Tommaso Pazery de Thorame, Giulio Onorato Cipriano Pazery de Thorame, Pietro Francesco Pazery de Thorame, Pietro Ploquin, Renato Nicola Poret, Giuliano Poulain-Delaunay, Giovanni Roberto Quéneau, Francesco Urbano Salins de Niart, Giovanni Enrico Ludovico Samson, Giovanni Antonio de Savine, Giovanni Antonio Barnaba Séguin, Giovanni Battista Maria Tessier, Lupo Tommaso o Bonnotte, Francesco Vareilhe-Duteil, Pietro Ludovico Giuseppe Verrier; e Ludovico Barreau de la Touche, della Congregazione di San Mauro dell’Ordine di San Benedetto; Giovanni Francesco Burté, dell’Ordine dei Frati Minori; Apollinare (Giovanni Giacomo) Morel, dell’Ordien dei Frati Minori Cappuccini; Ambrogio Agostino Chevreux e Renato Giuliano Massey, dell’Ordine di San Benedetto; Bernardo Francesco de Cucsac, Giacomo Gabriele Galais, Pietro Gauguin, Pietro Michele Guérin, Giacomo Stefano Filippo Hourrier, Enrico Augusto Luzeau de la Mulonnière, Giovanni Battista Michele Ponto, Pietro Nicola Psalmon e Claudio Rousseau, della Società di San Sulpicio; Carlo Geremia Bérauld du Pérou, Francesco Ludovico Hébert e Francesco Lefranc, della Società di Gesù e Maria; Urbano Lefèvre, della Società Parigina delle Missioni all’estero; Severino (Giorgio) Girauld, del Terz’Ordine regolare di San Francesco, tutti sacerdoti; Ludovico Alessio Mattia Boubert, Stefano Francesco Deusdedit de Ravinel e Giacomo Agostino Roberto de Lézardières, diaconi; Salomone (Guglielmo Nicola Ludovico) Leclerq, religioso delle Scuole Cristiane; Augusto Nézel, chierico, e Carlo Regis Matteo de la Calmette.
Beato Pietro Giacomo Maria Vitalis e venti compagni, martiri
Nello stesso luogo (Parigi), giorno e anno, beato Pietro Giacomo Maria Vitalis, sacerdote, e venti compagni44, martiri, uccisi in odio alla Chiesa nella medesima circostanza nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés. I loro nomi sono: beati Daniele Ludovico André des Pommerayes, Ludovico Remigio Benoist, Ludovico Renato Nicola Benoist, Antonio Carlo Ottaviano du Bouzet, Giovanni Andrea Capeau, Armando Chapt de Rastignac, Claudio Fontaine, Pietro Ludovico Gervais, Santo Huré, Giovanni Ludovico Guyard de Saint-Clair, Alessandro Carlo Lenfant, Lorenzo, Ludovico le Danois, Tommaso Giovanni Monsaint, Francesco Giuseppe Pey, Giovanni Giuseppe Rateau, Marco Ludovico Royer, Giovanni Pietro Simon, e Carlo Ludovico Hurtrel, dell’Ordine dei Minimi, tutti sacerdoti, e Ludovico Beniamino Hurtrel, diacono.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Cristo, sapienza eterna, donaci di gustare la tua dolce amicizia. Angelo del consiglio, guida e proteggi il popolo che spera nel tuo nome. Sii tu la nostra forza, la roccia che ci salva dagli assalti del male. A te la gloria e il regno, la potenza e l’onore, nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo.
SALMO 38 Preghiera nella malattia La creazione è stata sottomessa alla caducità... e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei figli di Dio... ma anche noi gemiamo aspettando la redenzione del nostro corpo (cfr. Rm 8, 20-23).
I (2-7) Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta * per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca * mentre l’empio mi sta dinanzi». Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, * la sua fortuna ha esasperato il mio dolore. Ardeva il cuore nel mio petto, * al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato: * «Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni * e saprò quanto è breve la mia vita». Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni, * la mia esistenza davanti a te è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive, * come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, * accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. 1 ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo.
Salmodia — 2
2 ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto.
II (8-14) Ora, che attendo, Signore? * In te la mia speranza. Liberami da tutte le mie colpe, * non rendermi scherno dello stolto. Sto in silenzio, non apro bocca, * perché sei tu che agisci. Allontana da me i tuoi colpi: * sono distrutto sotto il peso della tua mano. Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, † corrodi come tarlo i suoi tesori. * Ogni uomo non è che un soffio. Ascolta la mia preghiera, Signore, * porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, † poiché io sono un forestiero, * uno straniero come tutti i miei padri. Distogli il tuo sguardo, che io respiri, * prima che me ne vada e più non sia. 2 ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto.
Salmodia — 3
3 ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio.
SALMO 51 Contro un calunniatore Chi si vanta si vanti nel Signore (1 Cor 1, 31).
Perché ti vanti del male, * o prepotente nella tua malizia? Ordisci insidie ogni giorno; † la tua lingua è come lama affilata, * artefice di inganni. Tu preferisci il male al bene, † la menzogna al parlare sincero. * Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura. Perciò Dio ti demolirà per sempre, † ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda * e ti sradicherà dalla terra dei viventi. Vedendo, i giusti saran presi da timore * e di lui rideranno: «Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa, † ma confidava nella sua grande ricchezza * e si faceva forte dei suoi crimini». Io invece come olivo verdeggiante nella casa di Dio. † Mi abbandono alla fedeltà di Dio * ora e per sempre. Voglio renderti grazie in eterno * per quanto hai operato; spero nel tuo nome, perché è buono, * davanti ai tuoi fedeli. 3 ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio. V. L’anima mia spera nel Signore, R. e aspetto sulla sua parola.
Prima Lettura
Dal libro del profeta Geremia 26, 1-15 Geremia è in pericolo di morte perché ha profetizzato la rovina del tempio All'inizio del regno di Ioiakim figlio di Giosia, re di Giuda, fu rivolta a Geremia questa parola da parte del Signore. Disse il Signore: «Va' nell'atrio del tempio del Signore e riferisci a tutte le città di Giuda che vengono per adorare nel tempio del Signore tutte le parole che ti ho comandato di annunziare loro; non tralasciare neppure una parola. Forse ti ascolteranno e ognuno abbandonerà la propria condotta perversa; in tal caso disdirò tutto il male che pensavo di fare loro a causa della malvagità delle loro azioni. Tu dirai dunque loro: Dice il Signore: Se non mi ascolterete, se non camminerete secondo la legge che ho posto davanti a voi e se non ascolterete le parole dei profeti miei servi che ho inviato a voi con costante premura, ma che voi non avete ascoltato, io ridurrò questo tempio come quello di Silo e farò di questa città un esempio di maledizione per tutti i popoli della terra». I sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che diceva queste parole nel tempio del Signore. Ora, quando Geremia finì di riferire quanto il Signore gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti e i profeti lo arrestarono dicendo: «Devi morire! Perché hai predetto nel nome del Signore: Questo tempio diventerà come Silo e questa città sarà devastata, disabitata?». Tutto il popolo si radunò contro Geremia nel tempio del Signore. I capi di Giuda vennero a sapere queste cose e salirono dalla reggia nel tempio del Signore e sedettero all'ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore. Allora i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Quest'uomo merita una sentenza di morte, perché ha profetizzato contro questa città come avete udito con i vostri orecchi!». Ma Geremia rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. Or dunque migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore vostro Dio e il Signore ritratterà il male che ha annunziato contro di voi. Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, attirerete sangue innocente su di voi, su questa città e sui suoi abitanti, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per esporre ai vostri orecchi tutte queste cose».
Responsorio
Cfr. Ger 26, 15; Mt 27, 24 R. Sappiate e considerate: Se mi ucciderete, * il sangue innocente cadrà su di voi, su questa città e sui suoi abitanti. V. Pilato si lavò le mani davanti alla folla: Non sono responsabile, disse, di questo sangue, R. il sangue innocente cadrà su di voi, su questa città e sui suoi abitanti.
Seconda Lettura
Dal «Commento su Giovanni» di Origène, sacerdote (Tomo 10, 20; PG 14, 370-371) Cristo parlava del tempio del suo corpo «Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere» (Gv 2, 19). Gli uomini grossolani e limitati alla pura sfera materiale mi sembrano simboleggiati da quei Giudei che si erano irritati perché Gesù aveva cacciato i venditori dalla casa del Padre suo. Essi chiedevano un segno a prova che agiva giustamente e che operava come Figlio di Dio, cosa che essi nella loro incredulità non volevano ammettere. Ma il Salvatore rispose unendo insieme figura e realtà, cioè il tempio e il suo corpo. A coloro che gli chiedevano: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?», disse: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Ambedue, sia il tempio che il corpo di Gesù, secondo un'interpretazione possibile, mi sembrano figura della Chiesa. Questa infatti è edificata con pietre viventi. È divenuta «un edificio spirituale per un sacerdozio santo» ( 1 Pt 2, 5). È edificata «sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù» (Ef 2, 20) e perciò si chiama tempio. È vero però anche che «voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1 Cor 12, 27). Se così è, può bensì venire distrutto ciò che congiunge le pietre del tempio. Può certo accadere che queste pietre vengano disperse come sta scritto nel salmo 21, il che significa, fuori metafora, che le ossa di Cristo possono essere scompaginate dalle tribolazioni e dalle persecuzioni di coloro che combattono l'unità del tempio. Tuttavia il tempio verrà riedificato e il corpo risusciterà il terzo giorno, cioè dopo il giorno della sua tribolazione e dopo il giorno seguente, che è il giorno della consumazione. Ci sarà effettivamente un terzo giorno nel cielo nuovo e nella terra nuova, quando queste ossa, che sono la casa d'Israele, nel grande giorno del Signore saranno rianimate in seguito alla sua vittoria sulla morte. Così la risurrezione di Cristo, seguita alle sofferenze della croce, racchiude il mistero della risurrezione di tutto il corpo di Cristo. Il corpo sensibile di Gesù fu crocifisso e sepolto e dopo risuscitò. Così tutto il corpo dei santi di Cristo viene prima affisso alla croce con Cristo e in un certo senso cessa di vivere. In effetti, come Paolo, ciascuno di noi non si deve gloriare se non nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per il quale egli è crocifisso al mondo e il mondo a lui. Ciascuno di noi non solo fu crocifisso insieme a Cristo e crocifisso al mondo, ma anche seppellito insieme a Cristo. Infatti «siamo stati sepolti insieme a lui», dice Paolo (Rm 6, 4). Egli però aggiunge, come se già possedesse una certa caparra della risurrezione: E con lui siamo risorti anche noi (cfr. Rm 6,4).
Responsorio
Cfr. 1 Cor 6, 19-20; Lv 11, 43. 44 R. Il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi; non appartenete a voi stessi: perché siete stati comprati a caro prezzo. * Glorificate Dio nel vostro corpo. V. Non lasciatevi contaminare: siate santi, perché io sono santo. R. Glorificate Dio nel vostro corpo.
Orazione
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l'amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Notte, tenebre e nebbia, fuggite: entra la luce, viene Cristo Signore. Il sole di giustizia trasfigura ed accende l’universo in attesa. Con gioia pura ed umile, fra i canti e le preghiere, accogliamo il Signore. Salvatore dei poveri, la gloria del tuo volto splenda su un mondo nuovo! A te sia lode, o Cristo, al Padre e al Santo Spirito, oggi e sempre nei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr. 2 Cor 4, 8. 14).
La mia voce sale a Dio e grido aiuto; * la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti. Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, † tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; * io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, * medito e viene meno il mio spirito. Tu trattieni dal sonno i miei occhi, * sono turbato e senza parole. Ripenso ai giorni passati, * ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: * rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, * non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, * è finita la sua promessa per sempre? Può Dio aver dimenticato la misericordia, * aver chiuso nell’ira il suo cuore? E ho detto: «Questo è il mio tormento: * è mutata la destra dell’Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, * ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, * considero tutte le tue gesta. O Dio, santa è la tua via; * quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie, * manifesti la tua forza fra le genti. È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * i figli di Giacobbe e di Giuseppe. Ti videro le acque, Dio, † ti videro e ne furono sconvolte; * sussultarono anche gli abissi. Le nubi rovesciarono acqua, † scoppiò il tuono nel cielo; * le tue saette guizzarono. Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † i tuoi fulmini rischiararono il mondo, * la terra tremò e fu scossa. Sul mare passava la tua via, † i tuoi sentieri sulle grandi acque * e le tue orme rimasero invisibili. Guidasti come gregge il tuo popolo * per mano di Mosè e di Aronne. 1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
Salmodia — 2
2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La gioia e la speranza degli umili è in Dio «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel Signore, * la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio. — Si apre la mia bocca contro i miei nemici, * perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c’è santo come il Signore, * non c’è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, † dalla vostra bocca non esca arroganza; * perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L’arco dei forti s’è spezzato, * ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, * mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte * e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, * scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, * abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, * innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, * e assegnare loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra * e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti egli veglia, † ma gli empi svaniscono nelle tenebre. * Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza. Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! * L’Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; † al suo re darà la forza * ed eleverà la potenza del suo Messia. 2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore regna, esulti la terra. †
SALMO 96 La gloria del Signore nel giudizio Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant’Atanasio).
Il Signore regna, esulti la terra, * † gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, * giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco * e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: * vede e sussulta la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, * davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia * e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue † e chi si gloria dei propri idoli. * Si prostrino a lui tutti gli dèi! Ascolta Sion e ne gioisce, † esultano le città di Giuda * per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, * tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. Odiate il male, voi che amate il Signore: † lui che custodisce la vita dei suoi fedeli * li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per il giusto, * gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, * rendete grazie al suo santo nome. 3 ant. Il Signore regna, esulti la terra.
Lettura Breve
Rm 8, 35. 37 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
Responsorio
R. Benedirò il Signore * in ogni tempo. Benedirò il Signore in ogni tempo. V. Sulla mia bocca sempre la sua lode in ogni tempo. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Antifona al Benedictus
In santità e giustizia tutti i nostri giorni serviamo il Signore.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. In santità e giustizia tutti i nostri giorni serviamo il Signore.
Invocazioni
Lodiamo il Cristo, che ha promesso di rimanere con noi tutti i giorni sino alla fine dei secoli, e rivolgiamogli la nostra preghiera: Resta con noi, Signore. Resta con noi, Signore, durante questo giorno, — non tramonti mai nel nostro spirito il sole della tua grazia. Ti offriamo, Signore, le azioni e le sofferenze di questa giornata, — promettiamo di servirti sempre con cuore puro e leale. Fa’ che viviamo il tempo che ci dai come un dono della tua bontà, — per divenire il sale della terra e la luce del mondo. Il tuo Spirito orienti i nostri pensieri e le nostre parole, — perché rimaniamo sempre nel tuo amore e nella tua lode. Padre nostro.
Orazione
Risplenda su di noi, Signore, la luce della tua sapienza, perché, liberi da ogni compromesso col peccato, camminiamo sempre nella via dei tuoi comandamenti. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere. 1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
Salmodia — 2
2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. 2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
Lettura Breve
Dt 1,16-17a In quel tempo diedi quest’ordine ai vostri giudici: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e giudicate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che sta presso di lui. Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali, darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio. V. Il Signore è giusto, ama la giustizia: R. i buoni contempleranno il suo volto.
Orazione
Signore, Padre santo, Dio fedele, che hai mandato lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, per riunire l'umanità dispersa a causa del peccato, donaci di essere nel mondo operatori di unità e di pace. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere. 1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
Salmodia — 2
2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. 2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
Lettura Breve
Is 55, 8-9 I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie, oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. V. Chi è come te, Dio dell’universo? R. Sei forte, Signore, fedele alla parola.
Orazione
O Dio grande e misericordioso, che ci doni una sosta nella fatica quotidiana, sostieni la nostra debolezza, e aiutaci a portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere. 1 ant. Ho ripensato la mia via, o Signore: camminerò secondo la tua legge.
Salmodia — 2
2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. 2 ant. Il timore mi assale, o Dio: prestami ascolto e rispondimi!
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
Lettura Breve
Cfr. 1 Sam 16, 7 Dice il Signore: Non guardate all’aspetto, né alla statura. Io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore. V. Scrutami, o Dio, e vedi il mio cuore; R. guidami nella via della vita.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che per la salvezza di tutti gli uomini hai steso le braccia sulla croce, accogli l'offerta delle nostre azioni e fa' che tutta la nostra vita sia segno e testimonianza della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Artefice e Signore della terra e del cielo, aurora inestinguibile, giorno senza tramonto, dona alle stanche membra la gioia del riposo, e nel sonno rimargina le ferite dell’anima. Se le tenebre scendono sulla città degli uomini, non si spenga la fede nel cuore dei credenti. Te la voce proclami, o Dio trino ed unico, te canti il nostro cuore, te adori il nostro spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Si compia la beata speranza, si manifesti la gloria del nostro Salvatore.
SALMO 61 Solo in Dio la nostra pace Il Dio della speranza vi riempia d’ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).
Solo in Dio riposa l’anima mia; * da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, * mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, † per abbatterlo tutti insieme, * come muro cadente, come recinto che crolla? Tramano solo di precipitarlo dall’alto, * si compiacciono della menzogna. Con la bocca benedicono, * nel loro cuore maledicono. Solo in Dio riposa l’anima mia, * da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, * mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; * il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. Confida sempre in lui, o popolo, † davanti a lui effondi il tuo cuore, * nostro rifugio è Dio. Sì, sono un soffio i figli di Adamo, † una menzogna tutti gli uomini, * insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio. Non confidate nella violenza, * non illudetevi della rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, * non attaccate il cuore. Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: † il potere appartiene a Dio, * tua, Signore, è la grazia; secondo le sue opere * tu ripaghi ogni uomo. 1 ant. Si compia la beata speranza, si manifesti la gloria del nostro Salvatore.
Salmodia — 2
2 ant. Fa’ risplendere su di noi il tuo volto, donaci, o Dio, la tua benedizione.
SALMO 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28).
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, * su di noi faccia splendere il suo volto perché si conosca sulla terra la tua via, * fra tutte le genti la tua salvezza. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino, † perché giudichi i popoli con giustizia, * governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. * Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio * e lo temano tutti i confini della terra. 2 ant. Fa’ risplendere su di noi il tuo volto, donaci, o Dio, la tua benedizione.
Salmodia — 3
3 ant. In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.
CANTICO Cfr. Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti Ringraziamo con gioia Dio, * Padre del Signore nostro Gesù Cristo, perché ci ha messi in grado di partecipare * alla sorte dei santi nella luce, ci ha liberati dal potere delle tenebre, * ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, * la remissione dei peccati. Cristo è immagine del Dio invisibile, * generato prima di ogni creatura; è prima di tutte le cose * e tutte in lui sussistono. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui * e in vista di lui: quelle nei cieli e quelle sulla terra, * quelle visibili e quelle invisibili. Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; * è il principio di tutto, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, * per ottenere il primato su tutte le cose. Piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza, * per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificare con il sangue della sua croce * gli esseri della terra e quelli del cielo. 3 ant. In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.
Lettura Breve
1 Pt 5, 5b-7 Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili (Pro 3, 34). Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione (Sal 54, 23), perché egli ha cura di voi.
Responsorio
R. Come la pupilla dell’occhio * difendici, Signore. Come la pupilla dell’occhio difendici, Signore. V. Nascondici all’ombra delle tue ali, difendici, Signore. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come la pupilla dell’occhio difendici, Signore.
Antifona al Magnificat
Con la potenza del tuo braccio, Signore, disperdi i superbi, innalza gli umili.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Con la potenza del tuo braccio, Signore, disperdi i superbi, innalza gli umili.
Intercessioni
Lieti e riconoscenti, preghiamo Dio nostro Padre, che gode nel dispensare i suoi benefici: Colma di grazia e di pace il tuo popolo, Signore. Dio eterno, mille anni per te sono come il giorno che è passato, — fa’ che non dimentichiamo che la nostra vita è come il fiore del campo che spunta al mattino e avvizzisce la sera. Concedi al popolo cristiano la tua manna, perché non muoia di fame, — e l’acqua viva perché non soffra di sete inestinguibile. Fa’ che non perdiamo mai la fede e il senso cristiano della vita, — perché il nostro tempo, nella fatica e nel riposo, sia tutto orientato alla tua gloria. Concedi a noi una stagione favorevole: — la terra produca un raccolto abbondante. Dona ai defunti la visione del tuo volto, — fa’ che un giorno possiamo godere con loro la gloria dei beati. Padre nostro.
Orazione
Santo è il tuo nome, Signore, e la tua misericordia è benedetta nei secoli; guarda con benevolenza il tuo popolo in preghiera e fa’ che la sua lode si unisca alla liturgia dei santi nel cielo. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.
SALMO 30, 2-6 Supplica fiduciosa nell'afflizione Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46).
In te, Signore, mi sono rifugiato, † mai sarò deluso; * per la tua giustizia salvami. Porgi a me l'orecchio, * vieni presto a liberarmi. Sii per me la rupe che mi accoglie, * la cinta di riparo che mi salva. Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, * per il tuo nome dirigi i miei passi. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, * perché sei tu la mia difesa. Mi affido alle tue mani; * tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. 1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore! †
SALMO 129 Dal profondo a te grido Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1, 21).
Dal profondo a te grido, o Signore; * † Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti * alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, * Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono, * perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, * l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signore * più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, * perché presso il Signore è la misericordia, grande è presso di lui la redenzione; * egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. 2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore!
Lettura Breve
Ef 4, 26-27. 31-32 Non peccate (Sal 4, 5); non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Signore Gesù Cristo, mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa' che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta. Oppure: Sub tuum præsídium confúgimus, sancta Dei Génetrix; nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus; sed a perículis cunctis líbera nos semper Virgo gloriósa et benedícta.