Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Donna gloriosa,
alta sopra le stelle,
tu nutri sul tuo seno
il Dio che ti ha creato.
La gioia che Eva ci tolse
ci rendi nel tuo Figlio
e dischiudi il cammino
verso il regno dei cieli.
Sei la via della pace,
sei la porta regale:
ti acclamino le genti
redente dal tuo Figlio.
A Dio Padre sia lode,
al Figlio e al Santo Spirito,
che ti hanno adornata
di una veste di grazia. Amen.
Oppure:
Solis, o Virgo, rádiis amícta,
bis caput senis redimíta stellis,
luna cui præbet pédibus scabéllum,
ínclita fulges.
Mortis, inférni domitríxque culpæ,
ássides Christo studiósa nostri,
teque regínam célebrat poténtem
terra polúsque.
Asseclas diæ fídei tuére;
díssitos adduc ad ovíle sacrum;
quas diu gentes tegit umbra mortis
úndique coge.
Sóntibus mitis véniam precáre,
ádiuva flentes, ínopes et ægros,
spes mica cunctis per acúta vitæ
certa salútis.
Laus sit excélsæ Tríadi perénnis,
quæ tibi, Virgo, tríbuit corónam,
atque regínam statuítque nostram
próvida matrem. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Beata sei tu, Maria:
da te è nato il salvatore del mondo,
ora splendi nella gloria di Dio.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore
La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe *
l’anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.
1 ant. Beata sei tu, Maria:
da te è nato il salvatore del mondo,
ora splendi nella gloria di Dio.
Salmodia — 2
2 ant. Maria entra nella luce del regno:
con gioia benediciamo il Signore.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore
Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.
Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli,
il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.
Benedite, piogge e rugiade, il Signore, *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.
Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.
Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra,
il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.
Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell’acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici,
il Signore, *
benedite, figli dell’uomo, il Signore.
Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.
Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Alla fine di questo cantico non si dice il
Gloria al Padre
.
2 ant. Maria entra nella luce del regno:
con gioia benediciamo il Signore.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore ha reso grande il tuo nome:
la tua lode è senza fine
sulla bocca degli uomini.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio
I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.
Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.
Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,
per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;
per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.
3 ant. Il Signore ha reso grande il tuo nome:
la tua lode è senza fine
sulla bocca degli uomini.
Lettura Breve
Cfr. Is 61, 10
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa che si adorna di gioielli.
Responsorio
R. Oggi la Vergina Maria * è accolta nei cieli.
Oggi la Vergine Maria è accolta nei cieli.
V. Trionfa per sempre con Cristo,
è accolta nei cieli.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Oggi la Vergine Maria è accolta nei cieli.
Dal Proprio
Assunzione della B. V. Maria — Solennità
Prima Lettura
Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo (1,16–2,10)
Dio ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù
Fratelli, non cesso di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l’efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi (cfr. Sal 8,7) e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose. Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.
Responsorio
Responsorio
R. Bella, e tutta gloriosa, la Vergine Mariapassa da questo mondo a Cristo,
*splende tra i santi come il sole tra gliastri.
V. Godono gli angeli, si rallegrano gli arcangeliper l’esaltazione di Maria:
R. splende tra i santi come il sole tra gli astri.Seconda Lettura
Seconda Lettura
Dalla costituzione apostolica “Munificentissimus Deus” di Pio XII, papa (AAS 42[1950], 760-762. 767-769)
Santità, splendore e gloria il corpo della Vergine! I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne approfondivano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù. San Giovanni Damasceno, che si distingue fra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità, doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei che fu data in sposa al Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce; lei che, preservata dal dolore quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre e ancella di Dio». San Germano di Costantinopoli pensava che l’incorruzione e l’assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio, non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: Tu, come fu scritto, sei «tutta splendore» (Sal 44,14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta. Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro Salvatore e Dio, donatore della vita e dell’immortalità, fu lui a restituire la vita alla madre. Fu lui a rendere colei che l’aveva generato, uguale a se stesso nell’incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota». Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione. Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva , intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (Gen 3,15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l’Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm cc. 5-6; 1Cor 15,21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell’Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1Cor 15,54; cfr. Os 13,14). In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli
Responsorio
Responsorio (Cfr. Lc 1,42)
R. Ecco il giorno luminoso, nel quale la Madre diDio è salita al cielo; lodiamo e acclamiamo tutti:
*Benedetta tu fra ledonne, e benedetto il frutto del tuo grembo.
V. Beata sei tu, santa Vergine Maria e meritevoled’ogni lode: da te è nato il sole di giustizia, Cristo Salvatore.
R. Benedetta tu fra le donne, e benedetto ilfrutto del tuo grembo.
Seconda Lettura (oppure)
Dalle “Omelie” di san Germano di Costantinopoli, vescovo (Om. 1)
Maria non si è allontanata dal mondo
Lo ripeterò una prima, una seconda e una terza volta con tutta l’esultanza della mia anima riconoscente: veramente, o Maria, benché tu sia emigrata da questa terra, non ti sei però allontanata dal popolo cristiano. Non ti sei allontanata da questo mondo che sta invecchiando, tu che sei al pari di Cristo vita incorrotta; anzi a coloro che t’invocano ti avvicini ancora di più e ti fai trovare da quelli che ti cercano con fede. Queste cose dimostrano chiaramente che lo spirito di vita continua a spirare, e che il tuo corpo è libero dalla caducità e dalla corruzione. Come la dissoluzione del corpo avrebbe potuto ridurre in polvere e cenere te, che per mezzo della carne data a tuo Figlio, avevi liberato dalla corruzione della morte il genere umano? Tu sei emigrata da noi uomini perché il mirabile mistero dell’incarnazione, impenetrabile ai nostri sensi, risultasse ben confermato su solida verità. Tu sei emigrata perché quel Dio che è nato da te e che per divina disposizione, sollecitato dall’incalzare dei tempi, veniva donato per la salvezza del mondo, per la tua dipartita dal mondo e dalle cose temporali fosse riconosciuto tuo vero figlio in senso perfetto, in quanto venuto al mondo da una vera madre, soggetta alle leggi della nostra natura umana. Il tuo corpo, seguendo la sorte delle altre donne, non poté evitare il comune incontro con la morte: allo stesso modo anche il tuo Figlio re dell’universo, per la salvezza del genere umano destinato alla morte, volle egli stesso nella sua carne sperimentare la morte (cfr. Eb 2,9). In verità egli ha operato cose meravigliose sia nel suo sepolcro, fonte di vita, sia nel tuo sepolcro di dormizione che riceveva la vita. Cosicché questi due sepolcri accolsero realmente i corpi di ambedue, ma non causarono la loro corruzione. Non poteva infatti avvenire che tu vaso sacro capace di Dio, ti dissolvessi nella polvere della morte che corrompe. Colui che si era esinanito in te era Dio fin dal principio: «Egli era in principio presso Dio e in lui era la vita» (Gv 1,2.4); era dunque conveniente che la Madre della Vita fosse ugualmente compagna della Vita e, ricevuta la morte come un sonno, quale Madre della vita, la sua partenza da questa terra fosse pari a un risveglio
Responsorio
Responsorio
R. Sopra tutto ciò che vi è di nobile e bello seistata prediletta dal Signore e sei degna di essere chiamata Regina dei cieli.
*Si rallegrano i cori degli angeli, divenuti tuoi concittadini ecoeredi della stessa sorte.
V. La porta del paradiso per causa di Eva a tuttifu chiusa, ma per merito della Vergine Maria fu di nuovo riaperta.
R. Si rallegrano i cori degli angeli, divenutituoi concittadini e coeredi della stessa sorte.
Seconda Lettura (oppure)
Dall’“Omelia sulla dormizione della Madre di Dio” di Nicola Cabasilas (Nn. 12-13)
Bisognava che la Vergine fosse compagna del Figlio in tutto quello che riguardava la nostra salvezza Bisognava che la Vergine fosse compagna del Figlio in tutto quello che riguardava la nostra salvezza. E come avendogli dato il sangue e la carne, in cambio fu resa partecipe dei suoi benefici, allo stesso modo condivise anche la sua angoscia e tutti i suoi dolori. Egli fu confitto alla croce ed ebbe il cuore trafitto dalla lancia; a lei, come predisse il profeta Simeone, una spada trapassò il cuore. Così, per prima divenne conforme, in una morte simile a quella del Salvatore; perciò prima di tutti fu partecipe anche della risurrezione. Infatti, dopo aver goduto della visione e del saluto del Figlio risorto che aveva annientato la tirannide dell’inferno, lo accompagnò quanto le fu possibile finché salì al cielo. E dopo l’ascensione del Salvatore fu reputata a tenere il posto di lui in mezzo agli apostoli e gli altri discepoli, aggiungendo così ai tanti benefici concessi agli uomini, quello di completare quel che mancava del Cristo (cfr. Col 1,24), molto meglio di chiunque altro. A chi infatti conveniva tutto questo più che alla Madre? Ma bisognava che quell’anima santissima si staccasse da quel corpo altrettanto sacro. Lo lascia infatti, e si unisce all’anima del Figlio, luce creata alla Luce increata. Il corpo poi, rimasto per poco sulla terra, salì anch’esso al cielo. Bisognava infatti che esso percorresse tutte le vie per le quali era passato il Salvatore, che risplendesse ai vivi e ai morti, che in tutto santificasse la natura per poi ricevere il posto di cui era degno. Perciò fu sì ricevuto dal sepolcro, ma poi fu il cielo ad accogliere quella nuova terra, quel corpo spirituale, quel tesoro della nostra vita, più glorioso degli angeli, più santo degli arcangeli. E al Re fu restituito il suo trono, all’albero della vita il paradiso, alla luce il mondo, al frutto l’albero, al Figlio la Madre. Infatti per averlo generato le si addiceva tutto questo. Qual discorso, o Beata, potrà mai celebrare la tua santità e annunciare i benefici che hai ricevuto dal Salvatore e quelli che tu stessa hai dato a tutto il genere umano? Neppure se uno «parlasse le lingue degli uomini e degli angeli» (1Cor 13,1) come dice Paolo. Mi sembra che anche questo faccia parte della felicità eterna riservata ai giusti: conoscere e saper narrare bene e degnamente i tuoi privilegi, «cose che occhio non vide né orecchio udì» (1Cor 2,9); cose che, secondo il grande Giovanni, il mondo non può neppure comprendere. Le tue meraviglie risplendono solo in quel teatro che è il nuovo cielo e la nuova terra, dove sfolgora il Sole di giustizia, il quale né precede né segue le tenebre. Di queste sue meraviglie è araldo il Salvatore, mentre gli angeli applaudono
Responsorio
Responsorio (Sir 24,18; Sal 65,16; Gdt 13,16; Tt 8,16)
R. Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate.
*Vinarrerò quanto Dio ha fatto per me!
V. Viva il Signore che mi ha protetta, secondo lasua grande misericordia.
R. Vi narrerò quanto Dio ha fatto per me!
Seconda Lettura (oppure)
Dalle “Omelie” di sant’Andrea di Creta, vescovo (Om. 1 nella Dormizione di S. Maria)
Maria adempì la disposizione fissata dalla Provvidenza per tutto il genere umano
Il Signore della vita e della morte, lui che è la vita di tutti e la risurrezione di coloro che dormono (cfr. Gv 11,25), «la luce del mondo» (Gv 8,12), che «ridusse all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere» (Eb 2,14), piegato dalla sua bontà verso il genere umano in un gesto d’amore singolarmente intenso, non credette di dover andare esente da tale legge del morire. Ma, resosi in tutto simile a noi (cfr. Eb 2,17), per dimostrare che anche per lui era necessaria questa discesa nella terra, e volendo che il rigore di tale legge fosse valido anche per lui come lo era per noi, camminando in mezzo all’ombra di morte, come sta scritto (cfr. Sal 22,4 LXX), dimorò per tre giorni nelle parti più profonde della terra (cfr. Ef 4,9), dove le anime di coloro che erano morti prima di lui se ne stavano strette entro catene da cui nessuno poteva scioglierle. E anche a loro annunziò la salvezza, come scrive il beato Pietro: «E andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione» (1Pt 3,19). Ritengo ora molto logico e utile approfondire e proporre a coloro che amano e contemplano le divine bellezze, ciò che si riferisce alla misteriosa e gloriosa dormizione di questa sacra sempre Vergine. Di fatto, a dire il vero, la morte naturale ha raggiunto anche lei, non già per chiuderla in un carcere, come avviene per noi, o per soggiogarsela – non sia mai! – se non nei limiti del necessario; in modo che quel sonno fosse come un impeto d’estasi, in forza del quale, trasformato in una certa condizione deiforme, l’uomo viene trasportato dai beni terreni a quelli che formano l’oggetto della speranza. Tale fu, per esempio, quel primo sonno che dormì il primo uomo quando gli fu tolta una costola per completare la specie umana e fu richiusa la carne al suo posto (cfr. Gen 2,21). Penso che anche Maria abbia sperimentato la morte assopendosi in questo modo, ma non ne rimase prigioniera se non quel tanto che le consentisse di sottostare alle leggi della natura, in ossequio alla disposizione della Provvidenza stabilita fin dal principio per il genere umano, volendo che rimanesse immutata. E anche per mostrare apertamente la maniera con cui talvolta è cambiato il passaggio dalle cose corruttibili a quelle incorruttibili, quando non era nemmeno possibile concepire la morte se non come disgregazione delle parti della natura. Non essendovi infatti, secondo la divina parola, nessun uomo che viva senza dover morire (cfr. Sal 88,49), e poiché colei che celebriamo aveva la natura umana, anzi era più che una creatura umana, resta chiaramente provato che anch’essa ha adempiuto insieme con noi alla medesima legge della natura, benché forse non nella stessa nostra maniera, ma in modo più alto e sovrumano, diverso da quello che costringe noi a subirla
Responsorio
Responsorio (Cfr. Lc 1,28.42)
R. Vergine Maria, tra le figlie di Gerusalemmenon vi è una sola uguale a te: tu sei la Madre del Re dei re, la Signora degli Angeli, la Regina del Cielo: beato il tuo seno,
*e benedetto ilfrutto del tuo grembo.
V. Ti saluto, piena di grazia, il Signore è conte, tu sei benedetta fra le donne,
R. benedetto il frutto del tuo grembo.Vangelo Dal vangelo secondo Luca (1,39-56) In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Terza Lettura
Dai “Discorsi” di san Pascasio Radberto, abate (Disc. 3 sull’Assunzione della Beata Maria)
Grandi cose ha fatto m me l’Onnipotente Oggi, dilettissimi fratelli, celebriamo la festa gloriosa della beata Vergine Maria, festa piena di gaudio e colma di doni immensi per la sua assunzione. Solennità illustre per i suoi meriti, ma molto più per la grazia con cui è glorificata non solo la medesima beata Vergine, ma per suo mezzo anche tutta la Chiesa di Cristo. Poiché la verginità gloriosa non ha ricevuto la grazia a causa dei meriti, ma dalla grazia riceve il premio dei meriti. Perciò la solennità odierna in tanto è più gloriosa della morte degli altri santi, in quanto la beata Vergine madre del Signore è illustrata dai privilegi ineffabili dei divini misteri. Infatti i suoi meriti crebbero incominciando da una pienezza di grazia. Credo perciò che nessuno possa pensare e neppure immaginare quanto siano grandi davanti al Signore i suoi meriti e i suoi premi né parlarne adeguatamente, se non chi riuscisse a misurare con verità quale e quanto grande sia la grazia che ricolma colei mediante la quale è venuta nel mondo la maestà di Dio. Oggi da lui chiamata è partita e, con la palma della verginità, ha ricevuto dal Signore una corona immarcescibile. Oggi è stata accolta e si è assisa sul trono regale. Oggi è entrata nella stanza nuziale, perché fu insieme vergine e sposa. Oggi infatti ha udito la voce di colui che dal seggio della sua maestà la invita dicendo: Vieni, o mia eletta, e ti porrò sul mio trono, perché il re ha bramato la tua bellezza (cfr. Ct 2,10; 4,9; Sal 44,12). A tale voce, noi crediamo che quell’anima beata, lieta ed esultante, si è sciolta ed è andata incontro al Signore, ove divenne lei stessa il suo trono, come era stata nella carne il tempio della divinità. Tanto più bella e sublime di tutti gli altri, quanto rifulse più splendida per grazia. Ecco, fratelli, la divina ricompensa della quale è detto: «Chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). Essa infatti era fondata sopra un’umiltà profonda e dilatata nella carità: per questo oggi è stata esaltata in modo così sublime. Ormai la Vergine beata si umilia in tutto per accogliere in sé tutta la grazia del donatore; poiché quella grazia che agli altri è stata data con misura, in lei si è riversata tutta insieme nella sua pienezza. Anche di lei vale ciò che dice l’evangelista: «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto» (Gv 1,16). Infatti, o dilettissimi, la grazia così grande della beata Vergine Maria, meritò grandi premi di eterna ricompensa; immersa fra doni immensi in un intimo rapporto con Dio, ciò nonostante si è molto umiliata, per questo oggi il Signore la esalta tanto nella gloria. Cristo umile venne a una vergine umile, che egli si è scelta per innalzare il trionfo della salvezza partendo da una così profonda umiltà; e per esaltare lei, come abbiamo cantato, al di sopra degli stessi cori angelici. La sua esaltazione è un privilegio di grazia. E questi mistici sacramenti dei doni di Dio vanno ricordati col timore e tremore di una perfetta carità. Così dobbiamo ricambiare i doni di grazia di questa celebrazione. Pensate quindi, fratelli, con quanta riverenza, con quale devoto ossequio dobbiamo partecipare a così grandi misteri! L’angelo stesso le portò riverentemente l’annuncio non senza un santo timore né senza il dovuto onore. Egli sentiva infatti che il Signore dimorava già in modo speciale nella beata Vergine, e conosceva i santi avvenimenti che avrebbero fatto seguito a quel divino mistero. Perciò disse con tanto rispetto: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28). Anche noi dunque ringraziamo il nostro creatore perché i nostri privilegi sono il premio dei suoi doni e sono diventati la nostra pasta, giacché il lievito immesso nella specie si è diffuso in tutto il genere umano fino a che non è fermentata tutta la massa, ed è divenuta «un solo corpo» (1Cor 10,17) e un’unica «pasta nuova» (Gal 5,7): Cristo e la chiesa (cfr. Ef 5,23.25.29.32). Carissimi, facciamo in modo che questa festa, la quale per mezzo della fede ci arde nella mente, sia da tutti posseduta e contemplata nella visione e, mentre adesso risplende nei cuori solamente perché creduta, un giorno i nostri occhi la vedano nel suo splendore. Allora questa festa, che oggi si protrae nella nostra mente per un sol giorno, sarà per noi continua ed eterna; di modo che, mentre ora ci fa ardere nella fede e sospirare nella speranza, possa a buon titolo perpetuarsi vibrando nella carità, perché possiamo entrare in quella festa nella quale vive beata e gloriosa la regina e madre di Dio che oggi è assunta in cielo, per Gesù Cristo Signore nostro, il quale vive e regna con Dio Padre e con lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen
Responsorio
Responsorio (Sal 33,4; Lc 1,48; Sal 65,16)
R. Celebrate con me il Signore, esaltiamo insiemeil suo nome:
*perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poitutte le generazioni mi chiameranno beata.
V. Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, enarrerò quanto per me ha fatto.
R. Perché ha guardato l’umiltà della sua serva.D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Orazione
Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo
1, 16 - 2, 10
Dio ci ha fatto sedre nei cieli, in Cristo Gesù
Fratelli, non cesso di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza
che egli manifestò in Cristo,
quando lo resuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni principato e autorità,
di ogni potenza e dominazione
e di ogni altro nome che si possa nominare
non solo nel secolo presente
ma anche in quello futuro.
Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi (Sal 8, 7) e
lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa,
la quale è il suo corpo,
la pienezza di colui che si realizza interamente
in tutte le cose.
Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d'ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.
Responsorio
R. Bella, e tutta gloriosa, la Vergine Maria passa da
questo mondo a Cristo; * splende tra i santi come il
sole tra gli astri.
V. Godono gli angeli, si rallegrano gli arcangeli per
l'esaltazione di Maria:
R. splende tra i santi come il sole tra gli astri.
Seconda Lettura
Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
(AAS 42 [1950], 760-762. 767-769)
Santo e glorioso è il corpo della Vergine Maria
I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell'Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne approfondivano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù.
San Giovanni Damasceno, che si distingue tra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l'Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre e ancella di Dio».
San Germano di Costantinopoli pensava che l'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta».
Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della vita e dell'immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a rendere colei, che lo aveva generato, uguale a se stesso nell'incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota».
Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione.
Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (cfr. Gn 3,15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l'Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell'Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1 Cor 15, 54; cfr. Os 13, 14).
In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.
Responsorio
R. Ecco il giorno luminoso, nel quale la Madre di
Dio è salita al cielo; lodiamo e acclamiamo tutti: *
Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del
tuo seno.
V. Beata sei tu, santa Vergine Maria, e meritevole
d'ogni lode: da te è nato il sole di giustizia, Cristo
Salvatore.
R. Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto
del tuo seno.
Vangelo della Messa
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umili.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-56
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.
Si dice il Credo.
Silenzio per la preghiera
Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.
00:00
Antifona al Benedictus
Tutta splendore sei, Figlia di Sion,
come l'aurora t'innalzi nel cielo.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79
Il Messia e il suo Precursore
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant al Ben. Tutta splendore sei, Figlia di Sion,
come l'aurora t'innalzi nel cielo.
Invocazioni
Celebriamo il nostro Salvatore, che ha scelto di
nascere da Maria Vergine e, confidando nel suo
amore per lei, preghiamo:
Per Maria, piena di grazia, ascoltaci.
Verbo eterno, che hai eletto Maria come arca
incorruttibile della tua dimora,
– liberaci dalla corruzione del peccato.
Redentore nostro, che hai fatto di Maria il santuario
degnissimo dello Spirito Santo,
– trasformaci in tempio vivo del tuo Spirito.
Re dei Re, che hai voluto esaltare Maria con la sua
assunzione al cielo in anima e corpo,
– fa' che ci sentiamo fin d'ora cittadini della
Gerusalemme celeste.
Signore del cielo e della terra, che hai incoronato
Maria regina dell'universo e l'hai posta alla tua
destra,
– donaci di condividere con lei l'eredità dei tuoi
santi.
Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Antifona d'ingresso
Un segno grandioso apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi
e sul capo una corona di dodici stelle. (Ap 12,1)
Oppure:
Rallegriamoci tutti nel Signore,
in questa solennità della Vergine Maria;
della sua Assunzione si allietano gli angeli
e lodano il Figlio di Dio.
Si dice il Gloria.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima
l’immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio,
fa’ che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 44 (45)
R. Risplende la regina, Signore, alla tua destra.
Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir. R.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. R.
Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.
Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re. R.
Seconda Lettura
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 15,20-27a
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
Parola di Dio.
Antifona alla comunione
Tutte le generazioni mi chiameranno beata:
grandi cose ha fatto per me l' Onnipotente. (Lc 1,48-49)
Tutte le generazioni mi chiameranno beata:
grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e santo è il suo nome. (Lc 1,48-49)
Vangelo
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umili.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-56
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.
Si dice il Credo.
Sulle offerte
Salga a te, o Signore, il nostro sacrificio di lode
e per intercessione della beata Vergine Maria assunta in cielo
i nostri cuori, ardenti del tuo amore,
aspirino continuamente a te.
Per Cristo nostro Signore.
Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con i sacramenti della salvezza,
fa’ che per intercessione della beata Vergine Maria
assunta in cielo giungiamo alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
Assunzione della beata Vergine Maria
Dal MartirologioSolennità dell'Assunzione della beata Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo, che, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta anima e corpo nella gloria celeste.
Questa verità di fede ricevuta dalla tradizione della Chiesa fu solennemente definita dal papa Pio XII.
Altri Santi
San Tarcisio, martire
A Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia, commemorazione di san Tarcisio, martire: per difendere la santissima Eucaristia di Cristo che una folla inferocita di pagani tentava di profanare, preferì essere lapidato a morte piuttosto che lasciare le sacre specie ai cani.
Santi Stratone, Filippo ed Eutichiano, martiri
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, santi Stratone, Filippo ed Eutichiano, martiri.
Sant’Alipio, vescovo
Commemorazione di sant’Alipio, vescovo di Tagaste in Numidia, nell’odierna Algeria, che fu dapprima allievo di sant’Agostino e poi suo compagno nella conversione, collega nel ministero pastorale, strenuo commilitone nelle lotte contro l’eresia e infine compartecipe della gloria celeste.
San Simpliciano, vescovo
A Milano, san Simpliciano, vescovo, che sant’Ambrogio designò come suo successore e sant’Agostino celebrò con lodi.
Sant’Altfrido, vescovo
A Hildesheim nella Sassonia in Germania, sant’Altfrido, vescovo, che costruì la cattedrale e favorì la costruzione di monasteri.
Santo Stefano, re di Ungheria
A Székesfehérvár in Pannonia, nell’odierna Ungheria, anniversario della morte di santo Stefano, re di Ungheria, la cui memoria si celebra domani.
San Giacinto, sacerdote
A Cracovia in Polonia, san Giacinto, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che fu designato da san Domenico a propagare l’Ordine in quella nazione e insieme ai compagni il beato Ceslao ed Enrico il Germanico predicò il Vangelo in Boemia e in Slesia.
Beato Aimone Taparelli, sacerdote
A Savigliano in Piemonte, beato Aimone Taparelli, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, instancabile difensore della verità.
Beata Giuliana da Busto Arsizio, vergine
A Pallanza presso Novara, beata Giuliana da Busto Arsizio, vergine dell’Ordine di Sant’Agostino, insigne per l’invitta forza d’animo, la mirabile pazienza e l’assidua contemplazione delle realtà celesti.
San Stanislao Kostka
A Roma, san Stanislao Kostka, che, di origine polacca, spinto dal desiderio di entrare nella Compagnia di Gesù fuggì dalla casa paterna e si recò a piedi a Roma, dove, ammesso nel noviziato da san Francesco Borgia, morì in fama di santità, stremato in breve tempo nel prestare i più umili servizi.
Beato Isidoro Bakanja, martire
Nella cittadina di Wenga presso Busira nel Congo Belga, ora Repubblica Democratica del Congo, beato Isidoro Bakanja, martire, che, giovane iniziato al cristianesimo, coltivò con diligenza la fede e la testimoniò con grande coraggio durante il suo lavoro; per questo, in odio alla religione cristiana fu sottoposto a continue fustigazioni da parte del direttore della compagnia coloniale e morì pochi mesi più tardi, perdonando il suo persecutore.
Santi martiri Luigi Batis Sáinz, Emanuele Morales, Salvatore Lara Puente e Davide Roldán Lara
In località Chalchihuites nel territorio di Durango in Messico, santi martiri Luigi Batis Sáinz, sacerdote, Emanuele Morales, padre di famiglia, Salvatore Lara Puente e Davide Roldán Lara, uccisi in odio alla fede durante la persecuzione messicana.
Beati Ludovico Masferrer Vila e compagni, martiri
A Barbastro vicino a Huesca nell’Aragona in Spagna, beati Ludovico Masferrer Vila, sacerdote, e diciannove compagni, martiri, che, religiosi della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, durante la persecuzione contro la Chiesa, affidarono la loro vita a Cristo e abbracciarono nella gloria di Dio i loro confratelli uccisi il giorno prima nello stesso luogo.
I loro nomi sono: beati Giuseppe Maria Blasco Juan, Alfonso Sorribes Texidó, accoliti; Giuseppe Maria Badia Mateu, Giuseppe Figuero Beltrán, Edoardo Ripoll Diego, Francesco Maria Roura Farró, Gesù Agostino, Viela Ezcurdìa, lettori; Giuseppe Maria Amorós Hernández, Giovanni Baixeras Berenguer, Raffaele Briega Morales, Ludovico Escalé Binefa, Raimondo Illa Salvia, Ludovico Lladó Teixidó, Michele Masip González, Faustino Pérez García, Sebastiano Riera Coromina, Giuseppe Maria Ros Florensa; Francesco Castán Messeguer e Emanuele Martínez Jarauta, religiosi.
Beato Giuseppe Maria Peris Polo, sacerdote e martire
Nel villaggio di Almazora vicino a Castellón de la Plana sulla costa spagnola, beato Giuseppe Maria Peris Polo, sacerdote della Società dei Sacerdoti Operai Diocesani e martire, che, ucciso nel cimitero, conseguì nella stessa persecuzione la palma del martirio.
Beata Maria del Santuario di San Luigi Gonzaga (Elvira) Moragas Cantarero, vergine
A Madrid sempre in Spagna, beata Maria del Santuario di San Luigi Gonzaga (Elvira) Moragas Cantarero, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martire nella medesima persecuzione.
Beato Domenico (Agostino) Hurtado Soler, sacerdote
Sempre a Madrid, beato Domenico (Agostino) Hurtado Soler, sacerdote del Terz’Ordine Cappuccino della beata Vergine Addolorata e martire, che per aver testimoniato Cristo ricevette la corona della gloria.
Beato Vincenzo Soler, sacerdote e martire
Nel villaggio di Motril presso Granada sulla costa spagnola, beato Vincenzo Soler, sacerdote dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti e martire, che fu condannato a morte nella stessa persecuzione insieme ad altri compagni di prigionia da lui piamente preparati alla morte e trionfò in Cristo, fucilato davanti al muro del cimitero.
Beato Carmelo Sastre Sastre, sacerdote e martire
Nel villaggio di Palma de Gandía nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beato Carmelo Sastre Sastre, sacerdote e martire, che nella stessa persecuzione, seguendo le orme di Cristo, raggiunse per sua grazia il premio della vita eterna.
Beato Giacomo Bonet Nadal, sacerdote e martire
Nella cittadina di Tárrega vicino a Barcellona sempre in Spagna, beato Giacomo Bonet Nadal, sacerdote della Società Salesiana e martire, che, come fedele discepolo, nel sangue di Cristo meritò la salvezza.
Beato Claudio (Riccardo) Granzotto, religioso
A Padova, beato Claudio (Riccardo) Granzotto, religioso dell’Ordine dei Frati Minori, che unì l’esercizio della professione religiosa al suo mestiere di scultore e raggiunse in pochi anni la perfezione nell’imitazione di Cristo.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
«Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore
per lo cui caldo ne l’eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate».
Oppure:
Quem terra, pontus, æthera
colunt, adórant, prædicant
trinam regéntem máchinam,
claustrum Maríæ báiulat.
Cui luna, sol et ómnia
desérviunt per témpora,
perfúsa cæli grátia
gestant puéllæ víscera.
Beáta mater múnere,
cuius, supérnus ártifex,
mundum pugíllo cóntinens,
ventris sub arca clausus est.
Beáta cæli núntio,
fecúnda Sancto Spíritu,
desiderátus géntibus
cuius per alvum fusus est.
Iesu, tibi sit glória,
qui natus es de Vírgine,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Vieni, Vergine Maria, coronata di bellezza:
entra nella casa del tuo Signore.
SALMO 23
Del Signore è la terra e quanto contiene, *
l’universo e i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondata sui mari, *
e sui fiumi l’ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore, *
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, †
chi non pronunzia menzogna, *
chi non giura a danno del suo prossimo.
Egli otterrà benedizione dal Signore, *
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Sollevate, porte, i vostri frontali, †
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria? †
Il Signore forte e potente, *
il Signore potente in battaglia.
Sollevate, porte, i vostri frontali, †
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria? *
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
1 ant. Vieni, Vergine Maria, coronata di bellezza:
entra nella casa del tuo Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Dio ti ha scelta e prediletta:
nella sua tenda ti ha fatto abitare.
SALMO 45
Dio è per noi rifugio e forza, *
aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra, *
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
tremino i monti per i suoi flutti.
Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
la santa dimora dell’Altissimo.
Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
egli tuonò, si sgretolò la terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto portenti sulla terra.
Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà con il fuoco gli scudi.
Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
2 ant. Dio ti ha scelta e prediletta:
nella sua tenda ti ha fatto abitare.
Salmodia — 3
3 ant. Meraviglie si cantano di te,
o Vergine Maria!
SALMO 86
Le sue fondamenta sono sui monti santi; †
il Signore ama le porte di Sion *
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose stupende, *
città di Dio.
Ricorderò Raab e Babilonia
fra quelli che mi conoscono; †
ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: *
tutti là sono nati.
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro è nato in essa *
e l’Altissimo la tiene salda».
Il Signore scriverà nel libro dei popoli: *
«Là costui è nato».
E danzando canteranno: *
«Sono in te tutte le mie sorgenti».
3 ant. Meraviglie si cantano di te,
o Vergine Maria!
V. Te beata, Maria, che hai creduto!
R. In te si compie la parola del Signore.
Prima Lettura
Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo
1, 16 - 2, 10
Dio ci ha fatto sedre nei cieli, in Cristo Gesù
Fratelli, non cesso di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza
che egli manifestò in Cristo,
quando lo resuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni principato e autorità,
di ogni potenza e dominazione
e di ogni altro nome che si possa nominare
non solo nel secolo presente
ma anche in quello futuro.
Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi (Sal 8, 7) e
lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa,
la quale è il suo corpo,
la pienezza di colui che si realizza interamente
in tutte le cose.
Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d'ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.
Responsorio
R. Bella, e tutta gloriosa, la Vergine Maria passa da
questo mondo a Cristo; * splende tra i santi come il
sole tra gli astri.
V. Godono gli angeli, si rallegrano gli arcangeli per
l'esaltazione di Maria:
R. splende tra i santi come il sole tra gli astri.
Seconda Lettura
Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
(AAS 42 [1950], 760-762. 767-769)
Santo e glorioso è il corpo della Vergine Maria
I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell'Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne approfondivano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù.
San Giovanni Damasceno, che si distingue tra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l'Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre e ancella di Dio».
San Germano di Costantinopoli pensava che l'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta».
Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della vita e dell'immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a rendere colei, che lo aveva generato, uguale a se stesso nell'incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota».
Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione.
Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (cfr. Gn 3,15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l'Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell'Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1 Cor 15, 54; cfr. Os 13, 14).
In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.
Responsorio
R. Ecco il giorno luminoso, nel quale la Madre di
Dio è salita al cielo; lodiamo e acclamiamo tutti: *
Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del
tuo seno.
V. Beata sei tu, santa Vergine Maria, e meritevole
d'ogni lode: da te è nato il sole di giustizia, Cristo
Salvatore.
R. Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto
del tuo seno.
Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
* Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
Oppure
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclámant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruisti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
* Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per singulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.
* Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Donna gloriosa,
alta sopra le stelle,
tu nutri sul tuo seno
il Dio che ti ha creato.
La gioia che Eva ci tolse
ci rendi nel tuo Figlio
e dischiudi il cammino
verso il regno dei cieli.
Sei la via della pace,
sei la porta regale:
ti acclamino le genti
redente dal tuo Figlio.
A Dio Padre sia lode,
al Figlio e al Santo Spirito,
che ti hanno adornata
di una veste di grazia. Amen.
Oppure:
Solis, o Virgo, rádiis amícta,
bis caput senis redimíta stellis,
luna cui præbet pédibus scabéllum,
ínclita fulges.
Mortis, inférni domitríxque culpæ,
ássides Christo studiósa nostri,
teque regínam célebrat poténtem
terra polúsque.
Asseclas diæ fídei tuére;
díssitos adduc ad ovíle sacrum;
quas diu gentes tegit umbra mortis
úndique coge.
Sóntibus mitis véniam precáre,
ádiuva flentes, ínopes et ægros,
spes mica cunctis per acúta vitæ
certa salútis.
Laus sit excélsæ Tríadi perénnis,
quæ tibi, Virgo, tríbuit corónam,
atque regínam statuítque nostram
próvida matrem. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Beata sei tu, Maria:
da te è nato il salvatore del mondo,
ora splendi nella gloria di Dio.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore
La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe *
l’anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.
1 ant. Beata sei tu, Maria:
da te è nato il salvatore del mondo,
ora splendi nella gloria di Dio.
Salmodia — 2
2 ant. Maria entra nella luce del regno:
con gioia benediciamo il Signore.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore
Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.
Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli,
il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.
Benedite, piogge e rugiade, il Signore, *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.
Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.
Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra,
il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.
Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell’acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici,
il Signore, *
benedite, figli dell’uomo, il Signore.
Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.
Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Alla fine di questo cantico non si dice il
Gloria al Padre
.
2 ant. Maria entra nella luce del regno:
con gioia benediciamo il Signore.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore ha reso grande il tuo nome:
la tua lode è senza fine
sulla bocca degli uomini.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio
I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.
Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.
Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,
per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;
per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.
3 ant. Il Signore ha reso grande il tuo nome:
la tua lode è senza fine
sulla bocca degli uomini.
Lettura Breve
Cfr. Is 61, 10
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa che si adorna di gioielli.
Responsorio
R. Oggi la Vergina Maria * è accolta nei cieli.
Oggi la Vergine Maria è accolta nei cieli.
V. Trionfa per sempre con Cristo,
è accolta nei cieli.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Oggi la Vergine Maria è accolta nei cieli.
Antifona al Benedictus
Tutta splendore sei, Figlia di Sion,
come l'aurora t'innalzi nel cielo.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79
Il Messia e il suo Precursore
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant al Ben. Tutta splendore sei, Figlia di Sion,
come l'aurora t'innalzi nel cielo.
Invocazioni
Celebriamo il nostro Salvatore, che ha scelto di
nascere da Maria Vergine e, confidando nel suo
amore per lei, preghiamo:
Per Maria, piena di grazia, ascoltaci.
Verbo eterno, che hai eletto Maria come arca
incorruttibile della tua dimora,
– liberaci dalla corruzione del peccato.
Redentore nostro, che hai fatto di Maria il santuario
degnissimo dello Spirito Santo,
– trasformaci in tempio vivo del tuo Spirito.
Re dei Re, che hai voluto esaltare Maria con la sua
assunzione al cielo in anima e corpo,
– fa' che ci sentiamo fin d'ora cittadini della
Gerusalemme celeste.
Signore del cielo e della terra, che hai incoronato
Maria regina dell'universo e l'hai posta alla tua
destra,
– donaci di condividere con lei l'eredità dei tuoi
santi.
Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Spirito Paraclito,
uno col Padre e il Figlio,
discendi a noi benigno
nell'intimo dei cuori.
Voce e mente si accordino
nel ritmo della lode,
il tuo fuoco ci unisca
in un'anima sola.
O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino e unico,
fonte di eterno Amore. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Grande in cielo e sulla terra,
santa Madre di Dio,
come i cedri sul Libano e i cipressi sull'Ermon!
SALMO 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi Egli è la nostra pace... venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Salmodia — 2
SALMO 120 Il custode di Israele
Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il
sole, né arsura di sorta
(Ap 7, 16).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Salmodia — 3
SALMO 128 Rinasce la fiducia nel popolo provato
La Chiesa dei santi parla della zizzania che deve tollerare
fra i suoi membri
(cfr. sant’Agostino).
Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
– lo dica Israele –
dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
ma non hanno prevalso.
Sul mio dorso hanno arato gli aratori, *
hanno fatto lunghi solchi.
Il Signore è giusto: *
ha spezzato il giogo degli empi.
Siano confusi e volgano le spalle *
quanti odiano Sion.
Siano come l’erba dei tetti: *
prima che sia strappata, dissecca;
non se ne riempie la mano il mietitore, *
né il grembo chi raccoglie covoni.
I passanti non possono dire: †
«La benedizione del Signore sia su di voi, *
vi benediciamo nel nome del Signore».
Ant. Grande in cielo e sulla terra,
santa Madre di Dio,
come i cedri sul Libano e i cipressi sull'Ermon!
Lettura Breve
Gdt 13, 22. 23b (volgata)
Il Signore con la sua potenza t'ha benedetta, e per tuo mezzo ha annientato i nostri nemici. Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio Altissimo, più di tutte le donne che vivono sulla terra.
V. Maria è assunta in cielo: godono gli angeli,
R. lodano e benedicono il Signore.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per Cristo nostro Signore.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Glorioso e potente Signore,
che alterni i ritmi del tempo,
irradi di luce il mattino
e accendi di fuochi il meriggio,
tu placa le tristi contese,
estingui la fiamma dell’ira,
infondi vigore alle membra,
ai cuori concedi la pace.
Sia gloria al Padre ed al Figlio,
sia onore al Santo Spirito,
all'unico e trino Signore
sia lode nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Santa Maria, regina del cielo,
da te è nato il sole di giustizia.
SALMO 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi Egli è la nostra pace... venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Salmodia — 2
SALMO 120 Il custode di Israele
Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il
sole, né arsura di sorta
(Ap 7, 16).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Salmodia — 3
SALMO 128 Rinasce la fiducia nel popolo provato
La Chiesa dei santi parla della zizzania che deve tollerare
fra i suoi membri
(cfr. sant’Agostino).
Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
– lo dica Israele –
dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
ma non hanno prevalso.
Sul mio dorso hanno arato gli aratori, *
hanno fatto lunghi solchi.
Il Signore è giusto: *
ha spezzato il giogo degli empi.
Siano confusi e volgano le spalle *
quanti odiano Sion.
Siano come l’erba dei tetti: *
prima che sia strappata, dissecca;
non se ne riempie la mano il mietitore, *
né il grembo chi raccoglie covoni.
I passanti non possono dire: †
«La benedizione del Signore sia su di voi, *
vi benediciamo nel nome del Signore».
Ant. Santa Maria, regina del cielo,
da te è nato il sole di giustizia.
Lettura Breve
Ap 12, 1
Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con una luna sotto i piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.
V. L'umile serva del Signore è innalzata
R. sopra gli angeli e i santi, nel regno dei cieli.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per Cristo nostro Signore.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Signore, forza degli esseri,
Dio immutabile, eterno,
tu segni i ritmi del mondo:
i giorni, i secoli, il tempo.
Irradia di luce la sera,
fa’ sorgere oltre la morte,
nello splendore dei cieli,
il giorno senza tramonto.
Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito,
com’era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. L'umile serva del Signore è innalzata
sopra gli angeli e i santi, nel regno dei cieli.
SALMO 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi Egli è la nostra pace... venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Salmodia — 2
SALMO 120 Il custode di Israele
Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il
sole, né arsura di sorta
(Ap 7, 16).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Salmodia — 3
SALMO 128 Rinasce la fiducia nel popolo provato
La Chiesa dei santi parla della zizzania che deve tollerare
fra i suoi membri
(cfr. sant’Agostino).
Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
– lo dica Israele –
dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
ma non hanno prevalso.
Sul mio dorso hanno arato gli aratori, *
hanno fatto lunghi solchi.
Il Signore è giusto: *
ha spezzato il giogo degli empi.
Siano confusi e volgano le spalle *
quanti odiano Sion.
Siano come l’erba dei tetti: *
prima che sia strappata, dissecca;
non se ne riempie la mano il mietitore, *
né il grembo chi raccoglie covoni.
I passanti non possono dire: †
«La benedizione del Signore sia su di voi, *
vi benediciamo nel nome del Signore».
Ant. L'umile serva del Signore è innalzata
sopra gli angeli e i santi, nel regno dei cieli.
Lettura Breve
2 Cor 5, 1
Sappiamo che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo una abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani d'uomo, nei cieli.
V. Maria entra nella dimora del cielo,
R. dove il Re siede su un trono di stelle.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per Cristo nostro Signore.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Ave, speranza nostra,
ave, benigna e pia,
ave, piena di grazia,
o Vergine Maria.
Ave, fulgida rosa,
roveto sempre ardente,
ave, pianta fiorita
dalla stirpe di Iesse.
In te vinta è la morte,
la schiavitù è redenta,
ridonata la pace,
aperto il paradiso.
O Trinità santissima,
a te l'inno di grazie,
per Maria nostra Madre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Cristo, asceso in cielo,
alla Madre tutta pura apre il suo regno,
alleluia.
SALMO 112
Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?
Solleva l’indigente dalla polvere, *
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.
Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.
1 ant. Cristo, asceso in cielo,
alla Madre tutta pura apre il suo regno,
alleluia.
Salmodia — 2
2 ant. Una donna ha chiuso la porta del cielo,
una donna l'apre per noi:
Maria, madre del Signore, alleluia.
SALMO 147
Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?
Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti.
2 ant. Una donna ha chiuso la porta del cielo,
una donna l'apre per noi:
Maria, madre del Signore, alleluia.
Salmodia — 3
3 ant. Oltre i cieli Maria è innalzata:
gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli!
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10
Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell’amore.
Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,
a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.
In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.
Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,
il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.
Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.
3 ant. Oltre i cieli Maria è innalzata:
gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli!
Lettura Breve
Rm 8, 30
Quelli che Dio ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.
Responsorio
R. È festa per gli angeli in cielo: * Maria è assunta
nella gloria.
È festa per gli angeli in cielo: Maria è assunta nella
gloria.
V. Lode e onore al nostro Dio:
Maria è assunta nella gloria.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
È festa per gli angeli in cielo: Maria è assunta nella
gloria.
Antifona al Magnificat
Tutti i secoli mi diranno beata:
l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose, alleluia.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55
Esultanza dell’anima nel Signore
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. al Magn. Tutti i secoli mi diranno beata:
l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose, alleluia.
Intercessioni
Riuniti nella preghiera di lode, glorifichiamo Dio,
Padre onnipotente, che ci ha dato in Maria un
pegno sicuro di consolazione e di speranza.
Diciamo con fiducia:
Maria, piena di grazia, interceda per noi.
O Dio, operatore di prodigi, che hai concesso alla
santa Vergine Maria di condividere, nell'anima
e nel corpo, la gloria di Cristo risorto,
— guidaci alla gloria immortale.
Tu, che ci hai dato Maria per madre, concedi per sua
intercessione la salute ai malati, il conforto agli
afflitti, il perdono ai peccatori,
— dona a tutti pace e salvezza.
Tu, che hai resa piena di grazia la Vergine Maria,
— allietaci con l'abbondanza dei doni del tuo Spirito.
Fa' che la tua Chiesa sia un cuor solo e un'anima sola.
— Donaci di perseverare unanimi nella preghiera con
Maria, madre di Gesù.
Tu, che hai incoronato Maria regina del cielo,
— fa' che i nostri fratelli defunti godano la gioia
eterna nell'assemblea dei santi.
Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Ave, speranza nostra,
ave, benigna e pia,
ave, piena di grazia,
o Vergine Maria.
Ave, fulgida rosa,
roveto sempre ardente,
ave, pianta fiorita
dalla stirpe di Iesse.
In te vinta è la morte,
la schiavitù è redenta,
ridonata la pace,
aperto il paradiso.
O Trinità santissima,
a te l'inno di grazie,
per Maria nostra Madre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Cristo, asceso in cielo,
alla Madre tutta pura apre il suo regno,
alleluia.
SALMO 112
Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?
Solleva l’indigente dalla polvere, *
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.
Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.
1 ant. Cristo, asceso in cielo,
alla Madre tutta pura apre il suo regno,
alleluia.
Salmodia — 2
2 ant. Una donna ha chiuso la porta del cielo,
una donna l'apre per noi:
Maria, madre del Signore, alleluia.
SALMO 147
Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?
Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti.
2 ant. Una donna ha chiuso la porta del cielo,
una donna l'apre per noi:
Maria, madre del Signore, alleluia.
Salmodia — 3
3 ant. Oltre i cieli Maria è innalzata:
gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli!
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10
Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell’amore.
Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,
a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.
In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.
Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,
il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.
Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.
3 ant. Oltre i cieli Maria è innalzata:
gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli!
Lettura Breve
Rm 8, 30
Quelli che Dio ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.
Responsorio
R. È festa per gli angeli in cielo: * Maria è assunta
nella gloria.
È festa per gli angeli in cielo: Maria è assunta nella
gloria.
V. Lode e onore al nostro Dio:
Maria è assunta nella gloria.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
È festa per gli angeli in cielo: Maria è assunta nella
gloria.
Antifona al Cantico
Tutti i secoli mi diranno beata:
l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose, alleluia.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55
Esultanza dell’anima nel Signore
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. al Magn. Tutti i secoli mi diranno beata:
l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose, alleluia.
Intercessioni
Riuniti nella preghiera di lode, glorifichiamo Dio,
Padre onnipotente, che ci ha dato in Maria un
pegno sicuro di consolazione e di speranza.
Diciamo con fiducia:
Maria, piena di grazia, interceda per noi.
O Dio, operatore di prodigi, che hai concesso alla
santa Vergine Maria di condividere, nell'anima
e nel corpo, la gloria di Cristo risorto,
— guidaci alla gloria immortale.
Tu, che ci hai dato Maria per madre, concedi per sua
intercessione la salute ai malati, il conforto agli
afflitti, il perdono ai peccatori,
— dona a tutti pace e salvezza.
Tu, che hai resa piena di grazia la Vergine Maria,
— allietaci con l'abbondanza dei doni del tuo Spirito.
Fa' che la tua Chiesa sia un cuor solo e un'anima sola.
— Donaci di perseverare unanimi nella preghiera con
Maria, madre di Gesù.
Tu, che hai incoronato Maria regina del cielo,
— fa' che i nostri fratelli defunti godano la gioia
eterna nell'assemblea dei santi.
Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore.
Benedizione
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno,
o sommo Creatore,
vegliaci nel riposo
con amore di Padre.
Dona salute al corpo
e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.
Nel sonno delle membra
resti fedele il cuore,
e al ritorno dell'alba
intoni la tua lode.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
Oppure:
Gesù, luce da luce,
sole senza tramonto,
tu rischiari le tenebre
nella notte del mondo.
In te, santo Signore,
noi cerchiamo il riposo
dall'umana fatica,
al termine del giorno.
Se i nostri occhi si chiudono,
veglia in te il nostro cuore;
la tua mano protegga
coloro che in te sperano.
Difendi, o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.
A te sia gloria, o Cristo,
nato da Maria vergine,
al Padre e allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Pietà di me, o Signore:
ascolta la mia preghiera.
oppure
In te confido, Signore, e in pace mi addormento. SALMO 4 Rendimento di grazie E Dio che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina, che rifulge sul volto di Cristo (2 Cor 4, 6).
Quando ti invoco, rispondimi,
Dio, mia giustizia: †
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *
Perché amate cose vane
e cercate la menzogna?
Sappiate che il Signore
fa prodigi per il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.
Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.
Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?». *
Risplenda su di noi, Signore,
la luce del tuo volto.
Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.
In pace mi corico e subito mi addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
1 ant. Pietà di me, o Signore:
ascolta la mia preghiera.
oppure
In te confido, Signore,
e in pace mi addormento.
Salmodia — 2
2 ant. Nella notte, benedite il Signore.
SALMO 133 Orazione notturna nel tempio
Lodate il nostro Dio, voi suoi servi, voi che lo temete, piccoli e grandi (Ap 19, 5).
Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;
voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.
Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.
Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
2 ant. Nella notte, benedite il Signore.
Lettura Breve
Dt 6, 4-7
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
V. Dio di verità, tu mi hai redento:
nelle tue mani affido il mio spirito.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria di Israele
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Ant. Nella veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo nostro Signore.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.
R. Amen.
Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Ave, regina dei cieli,
ave, signora degli angeli;
porta e radice di salvezza,
rechi nel mondo la luce.
Godi, vergine gloriosa,
bella fra tutte le donne;
salve, o tutta santa,
prega per noi Cristo Signore.
Oppure:
Ave, Regína cælórum,
ave, Dómina angelórum,
salve, radix, salve, porta,
ex qua mundo lux est orta.
Gaude, Virgo gloriósa,
super omnes speciósa;
vale, o valde decóra,
et pro nobis Christum exóra.