Lunedì 2026-07-13 Verde

Omelia
A II XV Ordinario III Salterio Feria Verde Sant'Enrico, imperatore Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale. Per te veniamo al Padre, fonte del primo amore, Padre d’immensa grazia e di perenne gloria. Lieto trascorra il giorno in umiltà e fervore; la luce della fede non conosca tramonto. Sia Cristo il nostro cibo, sia Cristo l’acqua viva: in lui gustiamo sobrii l’ebbrezza dello Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Beato chi abita la tua casa, o Signore!
SALMO 83 Desiderio del tempio del Signore Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura (Eb 13, 14).
Quanto sono amabili le tue dimore, * Signore degli eserciti! L’anima mia languisce * e brama gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne * esultano nel Dio vivente. Anche il passero trova la casa, * la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, * mio re e mio Dio. Beato chi abita la tua casa: * sempre canta le tue lodi! Beato chi trova in te la sua forza * e decide nel suo cuore il santo viaggio. Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente, * anche la prima pioggia l’ammanta di benedizioni. Cresce lungo il cammino il suo vigore, * finché compare davanti a Dio in Sion. Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, * porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe. Vedi, Dio, nostro scudo, * guarda il volto del tuo consacrato. Per me un giorno nei tuoi atri * è più che mille altrove, stare sulla soglia della casa del mio Dio * è meglio che abitare nelle tende degli empi. Poiché sole e scudo è il Signore Dio; † il Signore concede grazia e gloria, * non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine. Signore degli eserciti, * beato l’uomo che in te confida. 1 ant. Beato chi abita la tua casa, o Signore!
Salmodia — 2
2 ant. Venite, saliamo al monte del Signore!
CANTICO Is 2, 2-5 La nuova città di Dio, centro dell’umanità intera Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te (Ap 15, 4).
Alla fine dei giorni, † il monte del tempio del Signore * sarà elevato sulla cima dei monti, e sarà più alto dei colli; * ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: † «Venite, saliamo sul monte del Signore, * al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie * e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge * e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti * e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, * le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, * non si eserciteranno più nell’arte della guerra. Casa di Giacobbe, vieni, * camminiamo nella luce del Signore. 2 ant. Venite, saliamo al monte del Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Cantate al Signore, benedite il suo nome.
SALMO 95 Dio, re e giudice dell’universo Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono dell’Agnello (cfr. Ap 14, 3).
Cantate al Signore un canto nuovo, * cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, * annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli narrate la sua gloria, * a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Grande è il Signore e degno di ogni lode, * terribile sopra tutti gli dèi. Tutti gli dèi delle nazioni sono un nulla, * ma il Signore ha fatto i cieli. Maestà e bellezza sono davanti a lui, * potenza e splendore nel suo santuario. Date al Signore, o famiglie dei popoli, † date al Signore gloria e potenza, * date al Signore la gloria del suo nome. Portate offerte ed entrate nei suoi atri, * prostratevi al Signore in sacri ornamenti. Tremi davanti a lui tutta la terra. * Dite tra i popoli: «Il Signore regna!». Sorregge il mondo, perché non vacilli; * giudica le nazioni con rettitudine. Gioiscano i cieli, esulti la terra, † frema il mare e quanto racchiude; * esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta † davanti al Signore che viene, * perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia * e con verità tutte le genti. 3 ant. Cantate al Signore, benedite il suo nome.
Lettura Breve
Gc 2, 12-13 Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio.
Responsorio
R. Da sempre e per sempre * benedetto il Signore! Da sempre e per sempre benedetto il Signore! V. Egli solo ha fatto prodigi: benedetto il Signore! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Da sempre e per sempre benedetto il Signore!
Dal Biennale
XV · Ordinario · Lunedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe (2,1-13) Giobbe, tutto ricoperto di piaghe, è visitato dagli amici Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche Satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra che ho percorsa». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha l’uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e toccalo nell’osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra. Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita, e si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo. Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere. Poi sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore
Responsorio
Responsorio (Sal 37,2.3.4.12) R. Signore, non castigarmi nel tuo sdegno. Le tuefrecce mi hanno trafitto; *per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano. V. Gli amici si scostano dalle mie piaghe, i mieivicini stanno a distanza; R. per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano.
Seconda Lettura
Dal “Commento sul libro di Giobbe” di san Gregorio Magno, papa (Lib. 3,15-16) Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male? Paolo, osservando in se stesso le ricchezze della sapienza interiore e vedendo che all’esterno egli era corpo corruttibile, disse: «Abbiamo questo tesoro in vasi di creta» (2Cor 4,7). Ecco che nel beato Giobbe il vaso di creta sentì all’esterno i colpi e le rotture, ma questo tesoro internamente rimase intatto. Al di fuori si screpolò a causa delle ferite, ma il tesoro della sapienza all’interno rinasceva inesauribilmente, tanto da manifestarsi all’esterno in queste sante espressioni: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?» (Gb 2,10). Chiama beni i doni di Dio sia temporali che eterni; mali invece i flagelli presenti, dei quali il Signore dice per bocca del profeta: «Io sono il Signore e non c’è alcun altro; fuori di me non c’è dio. Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura» (Is 45,5.7). «Io formo la luce e creo le tenebre», perché, mentre con i flagelli si creano all’esterno le tenebre del dolore, si accende all’interno la luce delle grandi esperienze spirituali. «Faccio il bene e provoco la sciagura», perché alla pace con Dio veniamo riportati quando le cose create bene, ma non bene desiderate, si mutano per noi in flagelli e sofferenze. Noi entrammo in conflitto con Dio a causa della colpa. È giusto dunque che torniamo in pace con lui per mezzo dei flagelli. Quando infatti ogni cosa creata bene si volge per noi in sofferenza, siamo ricondotti sulla retta via, e l’anima nostra è rigenerata con l’umiltà alla pace del Creatore. Ma nelle parole di Giobbe bisogna osservare attentamente con quanta abilità di ragionamento egli sappia concludere contro le affermazioni di sua moglie, dicendo: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?». È certamente un grande conforto nelle tribolazioni richiamare alla memoria i benefici del nostro Creatore, mentre si sopportano le avversità. Né ciò che viene dal dolore ci può scoraggiare, se subito richiamiamo alla mente il conforto che i doni ci recano. Per questo è stato scritto: Nel tempo della prosperità non dimenticare la sventura e nel tempo della sventura non dimenticare il benessere (cfr. Sir 11,25). Chiunque gode prosperità, ma nel tempo di essa non ha timore anche dei flagelli, a causa del benessere cade nell’arroganza. Chi invece, oppresso da flagelli, non cerca al tempo stesso di consolarsi con la memoria dei doni ricevuti, è annientato dai sentimenti di sconforto o anche di disperazione. Bisogna dunque unire assieme le due cose, in modo che l’una sia sempre sostenuta dall’altra; il ricordo del bene mitigherà la sofferenza del flagello; la diffidenza circa le gioie terrestri e il timore del flagello freneranno la gioia del dono. L’uomo santo perciò, per alleviare il suo animo oppresso in mezzo alle ferite, nella sofferenza dei flagelli consideri la dolcezza dei doni, e dica: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?».
Responsorio
Responsorio (Gb 2,10; 1,21-22) R. Da Dio accettiamo il bene; perché nonaccettare anche il male? *Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; siabenedetto il nome del Signore. V. In tutto questo Giobbe non peccò, e nonattribuì a Dio nulla di ingiusto: R. il Signore ha dato, il Signore ha tolto; siabenedetto il nome del Signore.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal primo libro dei Re 18, 16b-39 Elia vince la sfida contro i sacerdoti di Baal In quei giorni Acab si diresse verso Elia. Appena lo vide, Acab disse a Elia: «Sei tu la rovina di Israele!». Quegli rispose: «Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito Baal. Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele». Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete da entrambi i piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!». Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché certo egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione. Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Sistemò di nuovo l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro brocche d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
Responsorio
1 Re 18, 21; Mt 6, 24 R. Elia disse a tutto il popolo: Fino a quando zoppicherete con i due piedi? * Se il Signore è Dio, seguitelo! V. Nessuno può servire a due padroni: non potete servire a Dio e a mammona. R. Se il Signore è Dio, seguitelo!
Seconda Lettura
Dal trattato «Sui misteri» di sant’Ambrogio, vescovo (Nn. 8-11; SC 25 bis, 158-160) Rinasciamo dall’acqua e dallo Spirito Santo Che cosa hai visto nel battistero? L’acqua certamente, ma non essa sola: là c’erano i leviti che servivano e il sommo sacerdote che interrogava e consacrava. Prima di ogni altra cosa l’Apostolo ti ha insegnato che non dobbiamo «fissare lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili invece sono eterne» (2 Cor 4, 18). E altrove tu leggi che «dalla creazione del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità» (Rm 1, 20) è riconosciuta attraverso le sue opere. Per questo il Signore stesso dice: «Anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere» (Gv 10, 38). Credi dunque che là vi è la presenza della divinità. Crederesti, infatti, alla sua azione e non crederesti alla sua presenza? Come potrebbe seguirne l’azione, se prima non precedesse la presenza? Considera, del resto, come questo mistero è antico e prefigurato fin dall’origine stessa del mondo. In principio, quando Dio fece il cielo e la terra, «lo Spirito», dice il testo, «aleggiava sulle acque» (Gn 1, 2). Forse non agiva quello che aleggiava? Riconosci che era in azione quando si costruiva il mondo, mentre il profeta ti dice: «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32, 6). Sulla testimonianza profetica sono appoggiate ambedue le cose: che aleggiava e che operava. Che aleggiasse lo dice Mosè, che operasse lo attesta Davide. Ecco un’altra testimonianza. Ogni uomo era corrotto a causa dei suoi peccati. E soggiunge: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne» (Gn 6, 3). Con ciò Dio dimostra che con l’immondezza della carne e con la macchia di una colpa assai grave la grazia spirituale si allontana. Così Dio, volendo ristabilire quello che aveva dato, fece venire il diluvio e ingiunse a Noè, giusto, di salire nell’arca. Cessando il diluvio, prima mandò fuori il corvo, in un secondo tempo fece uscire la colomba, la quale, a quanto si legge, ritornò con un ramo d’olivo. Tu vedi l’acqua, tu vedi l’arca, tu osservi la colomba, e dubiti del mistero? L’acqua è quella nella quale viene immersa la carne perché sia lavato ogni suo peccato. In essa è sepolta ogni vergogna. Il legno è quello al quale fu affisso il Signore Gesù quando pativa per noi. La colomba è quella nella cui figura discese lo Spirito Santo, come hai imparato nel Nuovo Testamento: lo Spirito Santo che ti ispira pace nell’anima e tranquillità alla mente.
Responsorio
Is 44, 3. 4; Gv 4, 14 R. Io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio Spirito, * cresceranno come salici lungo acque correnti. V. L’acqua che io darò diventerà una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna; R. cresceranno come salici lungo acque correnti.
Vangelo della Messa
Sono venuto a portare non pace, ma spada. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,34-11,1 In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Benedetto il Signore, nostro Dio!
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Benedetto il Signore, nostro Dio!
Invocazioni
Preghiamo Dio nostro Padre, che ha posto gli uomini nel mondo, perché cooperino in unità di intenti al gran disegno della creazione. Diciamo con fede: Fa’ che ti rendiamo gloria, o Signore. Sii benedetto, o Dio creatore, noi ti ringraziamo per le meraviglie dell’universo, — e per la vita che ci hai donato. Guarda i tuoi figli che, attraverso le occupazioni quotidiane, partecipano alla tua opera, — fa’ che si conformino alla tua volontà. Il nostro lavoro giovi al bene dei fratelli, — concedici di edificare con loro e per loro un mondo come a te piace. Dona pace e gioia — a noi e a quanti incontreremo oggi sul nostro cammino. Padre nostro.
Orazione
Signore Dio, re del cielo e della terra, guida, santifica e custodisci il nostro corpo e il nostro spirito, sentimenti, parole e opere, nell’amore della tua legge, a servizio della tua volontà, perché oggi e sempre con il tuo aiuto procediamo sicuri nella via della salvezza. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)
Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Dal libro del profeta Isaia Is 1,10-17 Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra! «Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? - dice il Signore. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l'incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 49 (59) R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio. «Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti. Non prenderò vitelli dalla tua casa né capri dai tuoi ovili». R. «Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che hai in odio la disciplina e le mie parole ti getti alle spalle? R. Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa. Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,10) Alleluia.
Vangelo
Sono venuto a portare non pace, ma spada. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,34-11,1 In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. Parola del Signore.
Sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Anche il passero trova una casa e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,4-5) Oppure: Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)
Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con i tuoi doni, fa’ che per la celebrazione di questi santi misteri cresca in noi il frutto della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Sant'Enrico, imperatore

Sant'Enrico, imperatore

Dal Martirologio
Sant'Enrico, che imperatore dei Romani, si adoperò insieme alla moglie santa Cunegonda per rinnovare la vita della Chiesa e propagare la fede di Cristo in tutta l’Europa; mosso da zelo missionario, istituì molte sedi episcopali e fondò monasteri. A Grona vicino a Göttingen in Germania lasciò in questo giorno la vita.
Altri Santi
Sant’Esdra, sacerdote e scriba
Commemorazione di sant’Esdra, sacerdote e scriba, che, al tempo del re persiano Artaserse, tornato da Babilonia in Giudea, radunò il popolo disperso e si adoperò con grande impegno per studiare, mettere in pratica e insegnare la legge del Signore in Israele.
San Sila
Commemorazione di san Sila, che, destinato dagli Apostoli alle Chiese dei gentili insieme ai santi Paolo e Barnaba, pervaso della grazia di Dio, svolse senza sosta il suo ministero.
San Serapione, martire
Ad Alessandria d’Egitto, san Serapione, martire, che sotto l’imperatore Settimio Severo e il governatore Aquila ottenne sul rogo la corona del martirio.
Santa Mirópe, martire
Nell’isola di Chio nel mare Egeo, santa Mirópe, martire.
Santi Alessandro e trenta soldati, martiri
A Filomelio in Frigia, nell’odierna Turchia, santi Alessandro e trenta soldati, martiri, che si dice abbiano subito il martirio sotto Magno prefetto di Antiochia di Pisidia.
Sant’Eugenio, vescovo di Cartagine
Ad Albi in Aquitania, in Francia, transito di sant’Eugenio, vescovo di Cartagine, che, insigne per fede e virtù, fu mandato in esilio durante la persecuzione dei Vandali.
San Turiavo, abate
In Bretagna, san Turiavo, abate del monastero di Dol e vescovo.
Beato Giacomo da Varazze, vescovo
A Genova, beato Giacomo da Varazze, vescovo, dell’Ordine dei Predicatori, che per promuovere la vita cristiana nel popolo presentò nei suoi scritti esempi numerosi di virtù.
Beato Tommaso Tunstal, sacerdote
A Norwich in Inghilterra, beato Tommaso Tunstal, sacerdote dell’Ordine di San Benedetto e martire, che, condannato sotto il re Giacomo I per essere entrato in Inghilterra da sacerdote, morì sospeso al patibolo.
Beati Ludovico Armando Giuseppe Adam
In una sordida galera all’ancora davanti a Rochefort sulla costa francese, beati Ludovico Armando Giuseppe Adam, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars, sacerdoti e martiri, che, condannati durante la persecuzione contro la Chiesa per il loro sacerdozio ad essere confinati agli arresti navali, morirono di malattia, vittime della loro carità per i compagni di prigionia.
Beata Maddalena della Madre di Dio (Elisabetta) Verchière e cinque compagne, vergini e martiri
A Orange in Francia, beata Maddalena della Madre di Dio (Elisabetta) Verchière e cinque compagne23, vergini e martiri nella stessa persecuzione. I loro nomi sono: beate Teresa Enrica dell’Annunciazione Faurie, Anna Andrea di Sant’Alessio Minutte, Marianna di San Francesco Lambert, Marianna di Santa Francesca Depeyre e Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard.
Sant’Emanuele Lê Van Phung, martire
Nella città di Châu Doc in Cocincina, ora Viet Nam, sant’Emanuele Lê Van Phung, martire, che padre di famiglia, sebbene detenuto in carcere, non cessò di esortare figli e familiari alla carità verso i persecutori e morì infine decapitato per ordine dell’imperatore Tu Duc.
Santa Clelia Barbieri, vergine
A Budrie in Romagna, santa Clelia Barbieri, vergine, che si adoperò per il bene spirituale della gioventù femminile e fondò la Congregazione delle Minime della Vergine Addolorata per la formazione umana e cristiana specialmente delle ragazze povere e bisognose.
Beato Ferdinando Maria Baccillieri, sacerdote
A Galeazza vicino a Bologna, beato Ferdinando Maria Baccillieri, sacerdote, che attese con cura al popolo affidatogli e fondò la Congregazione delle Serve di Maria per l’assistenza alle famiglie povere e in particolare per l’istruzione della gioventù femminile.
San Paolo Liu Jinde, martire
Nel territorio di Langziqiao presso Hengshui nella provincia dello Hebei in Cina, san Paolo Liu Jinde, martire, che, di età ormai avanzata, durante la persecuzione dei Boxer era rimasto l’unico cristiano nel villaggio; fattosi allora incontro ai suoi persecutori con in mano il rosario e il libro delle preghiere, li salutò secondo l’uso cristiano e fu per questo da loro ucciso sul posto.
San Giuseppe Wang Guiji, martire
Nella città di Nangong sempre nello Hebei, san Giuseppe Wang Guiji, martire, che nella medesima persecuzione, rigettata la tentazione di avere salva la vita con una lieve menzogna, preferì la morte gloriosa per Cristo.
Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos, sacerdote
Nella città di Angostura in Colombia, beato Mariano di Gesù Euse Hoyos, sacerdote, che fu insigne per semplicità e integrità di vita e si dedicò con tutto se stesso alla preghiera, agli studi e alla formazione cristiana dei fanciulli.
Beato Carlo Emanuele Rodríguez Santiago
A San Juan in Portorico, beato Carlo Emanuele Rodríguez Santiago, che si consacrò instancabilmente al rinnovamento della sacra liturgia e alla diffusione della fede tra i giovani.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Trinità beata, oceano di pace, la Chiesa a te consacra la sua lode perenne. Padre d’immensa gloria, Verbo d’eterna luce, Spirito di sapienza e carità perfetta. Rovéto inestinguibile di verità e d’amore, ravviva in noi la gioia dell’àgape fraterna. O principio e sorgente della vita immortale, rivelaci il tuo volto nella gloria dei cieli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Viene il nostro Dio, non si nasconde e non tace.
SALMO 49 Il culto gradito a Dio Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua perfezione; disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento (cfr. Mt 5, 17).
I (1-6) Parla il Signore, Dio degli dèi, * cònvoca la terra da oriente a occidente. Da Sion, splendore di bellezza, * Dio rifulge. Viene il nostro Dio e non sta in silenzio; † davanti a lui un fuoco divorante, * intorno a lui si scatena la tempesta. Cònvoca il cielo dall’alto * e la terra al giudizio del suo popolo: «Davanti a me riunite i miei fedeli, * che hanno sancito con me l’alleanza offrendo un sacrificio». Il cielo annunzi la sua giustizia: * Dio è il giudice. 1 ant. Viene il nostro Dio, non si nasconde e non tace.
Salmodia — 2
2 ant. Offri a Dio un sacrificio di lode.
II (7-15) «Ascolta, popolo mio, voglio parlare, † testimonierò contro di te, Israele: * Io sono Dio, il tuo Dio. Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; * i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi. Non prenderò giovenchi dalla tua casa, * né capri dai tuoi recinti. Sono mie tutte le bestie della foresta, * animali a migliaia sui monti. Conosco tutti gli uccelli del cielo, * è mio ciò che si muove nella campagna. Se avessi fame, a te non lo direi: * mio è il mondo e quanto contiene. Mangerò forse la carne dei tori, * berrò forse il sangue dei capri? Offri a Dio un sacrificio di lode * e sciogli all’Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno della sventura: * ti salverò e tu mi darai gloria». 2 ant. Offri a Dio un sacrificio di lode.
Salmodia — 3
3 ant. Amore voglio, non sacrifici; non offerte, ma comunione con me, dice il Signore.
III (16-23) All’empio dice Dio: † «Perché vai ripetendo i miei decreti * e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina * e le mie parole te le getti alle spalle? Se vedi un ladro, corri con lui; * e degli adùlteri ti fai compagno. Abbandoni la tua bocca al male * e la tua lingua ordisce inganni. Ti siedi, parli contro il tuo fratello, * getti fango contro il figlio di tua madre. Hai fatto questo e dovrei tacere? † Forse credevi ch’io fossi come te! * Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati». Capite questo voi che dimenticate Dio, * perché non mi adiri e nessuno vi salvi. Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora, † a chi cammina per la retta via * mostrerò la salvezza di Dio. 3 ant. Amore voglio, non sacrifici; non offerte, ma comunione con me, dice il Signore. V. Ascolta, mio popolo, ti voglio parlare: R. io sono Dio, il tuo Dio.
Prima Lettura
Dal primo libro dei Re 18, 16b-39 Elia vince la sfida contro i sacerdoti di Baal In quei giorni Acab si diresse verso Elia. Appena lo vide, Acab disse a Elia: «Sei tu la rovina di Israele!». Quegli rispose: «Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito Baal. Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele». Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete da entrambi i piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!». Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché certo egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione. Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Sistemò di nuovo l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro brocche d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
Responsorio
1 Re 18, 21; Mt 6, 24 R. Elia disse a tutto il popolo: Fino a quando zoppicherete con i due piedi? * Se il Signore è Dio, seguitelo! V. Nessuno può servire a due padroni: non potete servire a Dio e a mammona. R. Se il Signore è Dio, seguitelo!
Seconda Lettura
Dal trattato «Sui misteri» di sant’Ambrogio, vescovo (Nn. 8-11; SC 25 bis, 158-160) Rinasciamo dall’acqua e dallo Spirito Santo Che cosa hai visto nel battistero? L’acqua certamente, ma non essa sola: là c’erano i leviti che servivano e il sommo sacerdote che interrogava e consacrava. Prima di ogni altra cosa l’Apostolo ti ha insegnato che non dobbiamo «fissare lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili invece sono eterne» (2 Cor 4, 18). E altrove tu leggi che «dalla creazione del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità» (Rm 1, 20) è riconosciuta attraverso le sue opere. Per questo il Signore stesso dice: «Anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere» (Gv 10, 38). Credi dunque che là vi è la presenza della divinità. Crederesti, infatti, alla sua azione e non crederesti alla sua presenza? Come potrebbe seguirne l’azione, se prima non precedesse la presenza? Considera, del resto, come questo mistero è antico e prefigurato fin dall’origine stessa del mondo. In principio, quando Dio fece il cielo e la terra, «lo Spirito», dice il testo, «aleggiava sulle acque» (Gn 1, 2). Forse non agiva quello che aleggiava? Riconosci che era in azione quando si costruiva il mondo, mentre il profeta ti dice: «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32, 6). Sulla testimonianza profetica sono appoggiate ambedue le cose: che aleggiava e che operava. Che aleggiasse lo dice Mosè, che operasse lo attesta Davide. Ecco un’altra testimonianza. Ogni uomo era corrotto a causa dei suoi peccati. E soggiunge: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne» (Gn 6, 3). Con ciò Dio dimostra che con l’immondezza della carne e con la macchia di una colpa assai grave la grazia spirituale si allontana. Così Dio, volendo ristabilire quello che aveva dato, fece venire il diluvio e ingiunse a Noè, giusto, di salire nell’arca. Cessando il diluvio, prima mandò fuori il corvo, in un secondo tempo fece uscire la colomba, la quale, a quanto si legge, ritornò con un ramo d’olivo. Tu vedi l’acqua, tu vedi l’arca, tu osservi la colomba, e dubiti del mistero? L’acqua è quella nella quale viene immersa la carne perché sia lavato ogni suo peccato. In essa è sepolta ogni vergogna. Il legno è quello al quale fu affisso il Signore Gesù quando pativa per noi. La colomba è quella nella cui figura discese lo Spirito Santo, come hai imparato nel Nuovo Testamento: lo Spirito Santo che ti ispira pace nell’anima e tranquillità alla mente.
Responsorio
Is 44, 3. 4; Gv 4, 14 R. Io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio Spirito, * cresceranno come salici lungo acque correnti. V. L’acqua che io darò diventerà una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna; R. cresceranno come salici lungo acque correnti.
Orazione
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale. Per te veniamo al Padre, fonte del primo amore, Padre d’immensa grazia e di perenne gloria. Lieto trascorra il giorno in umiltà e fervore; la luce della fede non conosca tramonto. Sia Cristo il nostro cibo, sia Cristo l’acqua viva: in lui gustiamo sobrii l’ebbrezza dello Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Beato chi abita la tua casa, o Signore!
SALMO 83 Desiderio del tempio del Signore Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura (Eb 13, 14).
Quanto sono amabili le tue dimore, * Signore degli eserciti! L’anima mia languisce * e brama gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne * esultano nel Dio vivente. Anche il passero trova la casa, * la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, * mio re e mio Dio. Beato chi abita la tua casa: * sempre canta le tue lodi! Beato chi trova in te la sua forza * e decide nel suo cuore il santo viaggio. Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente, * anche la prima pioggia l’ammanta di benedizioni. Cresce lungo il cammino il suo vigore, * finché compare davanti a Dio in Sion. Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, * porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe. Vedi, Dio, nostro scudo, * guarda il volto del tuo consacrato. Per me un giorno nei tuoi atri * è più che mille altrove, stare sulla soglia della casa del mio Dio * è meglio che abitare nelle tende degli empi. Poiché sole e scudo è il Signore Dio; † il Signore concede grazia e gloria, * non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine. Signore degli eserciti, * beato l’uomo che in te confida. 1 ant. Beato chi abita la tua casa, o Signore!
Salmodia — 2
2 ant. Venite, saliamo al monte del Signore!
CANTICO Is 2, 2-5 La nuova città di Dio, centro dell’umanità intera Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te (Ap 15, 4).
Alla fine dei giorni, † il monte del tempio del Signore * sarà elevato sulla cima dei monti, e sarà più alto dei colli; * ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: † «Venite, saliamo sul monte del Signore, * al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie * e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge * e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti * e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, * le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, * non si eserciteranno più nell’arte della guerra. Casa di Giacobbe, vieni, * camminiamo nella luce del Signore. 2 ant. Venite, saliamo al monte del Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Cantate al Signore, benedite il suo nome.
SALMO 95 Dio, re e giudice dell’universo Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono dell’Agnello (cfr. Ap 14, 3).
Cantate al Signore un canto nuovo, * cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, * annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli narrate la sua gloria, * a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Grande è il Signore e degno di ogni lode, * terribile sopra tutti gli dèi. Tutti gli dèi delle nazioni sono un nulla, * ma il Signore ha fatto i cieli. Maestà e bellezza sono davanti a lui, * potenza e splendore nel suo santuario. Date al Signore, o famiglie dei popoli, † date al Signore gloria e potenza, * date al Signore la gloria del suo nome. Portate offerte ed entrate nei suoi atri, * prostratevi al Signore in sacri ornamenti. Tremi davanti a lui tutta la terra. * Dite tra i popoli: «Il Signore regna!». Sorregge il mondo, perché non vacilli; * giudica le nazioni con rettitudine. Gioiscano i cieli, esulti la terra, † frema il mare e quanto racchiude; * esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta † davanti al Signore che viene, * perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia * e con verità tutte le genti. 3 ant. Cantate al Signore, benedite il suo nome.
Lettura Breve
Gc 2, 12-13 Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio.
Responsorio
R. Da sempre e per sempre * benedetto il Signore! Da sempre e per sempre benedetto il Signore! V. Egli solo ha fatto prodigi: benedetto il Signore! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Da sempre e per sempre benedetto il Signore!
Antifona al Benedictus
Benedetto il Signore, nostro Dio!
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Benedetto il Signore, nostro Dio!
Invocazioni
Preghiamo Dio nostro Padre, che ha posto gli uomini nel mondo, perché cooperino in unità di intenti al gran disegno della creazione. Diciamo con fede: Fa’ che ti rendiamo gloria, o Signore. Sii benedetto, o Dio creatore, noi ti ringraziamo per le meraviglie dell’universo, — e per la vita che ci hai donato. Guarda i tuoi figli che, attraverso le occupazioni quotidiane, partecipano alla tua opera, — fa’ che si conformino alla tua volontà. Il nostro lavoro giovi al bene dei fratelli, — concedici di edificare con loro e per loro un mondo come a te piace. Dona pace e gioia — a noi e a quanti incontreremo oggi sul nostro cammino. Padre nostro.
Orazione
Signore Dio, re del cielo e della terra, guida, santifica e custodisci il nostro corpo e il nostro spirito, sentimenti, parole e opere, nell’amore della tua legge, a servizio della tua volontà, perché oggi e sempre con il tuo aiuto procediamo sicuri nella via della salvezza. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
SALMO 118, 89-96 XII (Lamed) Meditazione della parola di Dio nella legge Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13, 34).
La tua parola, Signore, * è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; * hai fondato la terra ed essa è salda. Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, * perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia gioia, * sarei perito nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti: * per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, * perché ho cercato il tuo volere. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, * ma io medito i tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, * ma la tua legge non ha confini. 1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
Salmodia — 2
2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
SALMO 70 Tu, Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza Lieti nella speranza, forti nella tribolazione (Rm 12, 12).
I (1-13) In te mi rifugio, Signore, * ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, * porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, † baluardo inaccessibile, * poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio, * dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore. Sei tu, Signore, la mia speranza, * la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, † dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; * a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: * eri tu il mio rifugio sicuro. Della tua lode è piena la mia bocca, * della tua gloria, tutto il giorno. Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, * non abbandonarmi quando declinano le mie forze. Contro di me parlano i miei nemici, * coloro che mi spiano congiurano insieme: «Dio lo ha abbandonato, † inseguitelo, prendetelo, * perché non ha chi lo liberi». O Dio, non stare lontano: * Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Siano confusi e annientati quanti mi accusano, † siano coperti d’infamia e di vergogna * quanti cercano la mia sventura. 2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
II (14-24) Io, invece, non cesso di sperare, * moltiplicherò le tue lodi. La mia bocca annunzierà la tua giustizia, † sempre proclamerà la tua salvezza, * che non so misurare. Dirò le meraviglie del Signore, * ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza * e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, * Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, * a tutte le generazioni le tue meraviglie. La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, † tu hai fatto cose grandi: * chi è come te, o Dio? Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: † mi darai ancora vita, * mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza * e tornerai a consolarmi. Allora ti renderò grazie sull’arpa, † per la tua fedeltà, o mio Dio; * ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra * e la mia vita, che tu hai riscattato. Anche la mia lingua tutto il giorno proclamerà la tua giustizia, * quando saranno confusi e umiliati quelli che cercano la mia rovina. 3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
Lettura Breve
2 Cor 13, 11 Fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi. V. L’occhio del Signore sui giusti, R. l’orecchio di lui al loro grido.
Orazione
O Dio nostro Padre, che al lavoro solidale di tutti gli uomini hai affidato il compito di promuovere sempre nuove conquiste, donaci di collaborare all’opera della creazione con adesione filiale al tuo volere in spirito di vera fraternità. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
SALMO 118, 89-96 XII (Lamed) Meditazione della parola di Dio nella legge Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13, 34).
La tua parola, Signore, * è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; * hai fondato la terra ed essa è salda. Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, * perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia gioia, * sarei perito nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti: * per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, * perché ho cercato il tuo volere. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, * ma io medito i tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, * ma la tua legge non ha confini. 1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
Salmodia — 2
2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
SALMO 70 Tu, Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza Lieti nella speranza, forti nella tribolazione (Rm 12, 12).
I (1-13) In te mi rifugio, Signore, * ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, * porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, † baluardo inaccessibile, * poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio, * dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore. Sei tu, Signore, la mia speranza, * la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, † dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; * a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: * eri tu il mio rifugio sicuro. Della tua lode è piena la mia bocca, * della tua gloria, tutto il giorno. Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, * non abbandonarmi quando declinano le mie forze. Contro di me parlano i miei nemici, * coloro che mi spiano congiurano insieme: «Dio lo ha abbandonato, † inseguitelo, prendetelo, * perché non ha chi lo liberi». O Dio, non stare lontano: * Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Siano confusi e annientati quanti mi accusano, † siano coperti d’infamia e di vergogna * quanti cercano la mia sventura. 2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
II (14-24) Io, invece, non cesso di sperare, * moltiplicherò le tue lodi. La mia bocca annunzierà la tua giustizia, † sempre proclamerà la tua salvezza, * che non so misurare. Dirò le meraviglie del Signore, * ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza * e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, * Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, * a tutte le generazioni le tue meraviglie. La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, † tu hai fatto cose grandi: * chi è come te, o Dio? Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: † mi darai ancora vita, * mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza * e tornerai a consolarmi. Allora ti renderò grazie sull’arpa, † per la tua fedeltà, o mio Dio; * ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra * e la mia vita, che tu hai riscattato. Anche la mia lingua tutto il giorno proclamerà la tua giustizia, * quando saranno confusi e umiliati quelli che cercano la mia rovina. 3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
Lettura Breve
Rm 6, 22 Ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. V. O Dio, ritorna a darci la vita: R. e il tuo popolo si rallegri in te.
Orazione
O Dio, che sei il padrone della vigna e della messe, e assegni a ciascuno il suo lavoro e la giusta ricompensa, aiutaci a portare il peso della nostra giornata accettando serenamente la tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
SALMO 118, 89-96 XII (Lamed) Meditazione della parola di Dio nella legge Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13, 34).
La tua parola, Signore, * è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; * hai fondato la terra ed essa è salda. Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, * perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia gioia, * sarei perito nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti: * per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, * perché ho cercato il tuo volere. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, * ma io medito i tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, * ma la tua legge non ha confini. 1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
Salmodia — 2
2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
SALMO 70 Tu, Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza Lieti nella speranza, forti nella tribolazione (Rm 12, 12).
I (1-13) In te mi rifugio, Signore, * ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, * porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, † baluardo inaccessibile, * poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio, * dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore. Sei tu, Signore, la mia speranza, * la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, † dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; * a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: * eri tu il mio rifugio sicuro. Della tua lode è piena la mia bocca, * della tua gloria, tutto il giorno. Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, * non abbandonarmi quando declinano le mie forze. Contro di me parlano i miei nemici, * coloro che mi spiano congiurano insieme: «Dio lo ha abbandonato, † inseguitelo, prendetelo, * perché non ha chi lo liberi». O Dio, non stare lontano: * Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Siano confusi e annientati quanti mi accusano, † siano coperti d’infamia e di vergogna * quanti cercano la mia sventura. 2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
II (14-24) Io, invece, non cesso di sperare, * moltiplicherò le tue lodi. La mia bocca annunzierà la tua giustizia, † sempre proclamerà la tua salvezza, * che non so misurare. Dirò le meraviglie del Signore, * ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza * e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, * Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, * a tutte le generazioni le tue meraviglie. La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, † tu hai fatto cose grandi: * chi è come te, o Dio? Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: † mi darai ancora vita, * mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza * e tornerai a consolarmi. Allora ti renderò grazie sull’arpa, † per la tua fedeltà, o mio Dio; * ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra * e la mia vita, che tu hai riscattato. Anche la mia lingua tutto il giorno proclamerà la tua giustizia, * quando saranno confusi e umiliati quelli che cercano la mia rovina. 3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
Lettura Breve
Col 1, 21-22 Voi un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere cattive che facevate, ma ora Dio vi ha riconciliati per mezzo della morte del corpo di carne del Cristo, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto. V. Inneggiate al Signore, suoi fedeli, R. ricordate il suo santo nome.
Orazione
O Dio, che ci chiami a celebrare la tua lode nell’ora stessa in cui gli apostoli salivano al tempio, accogli la nostra preghiera nel nome del tuo Figlio e dona la tua salvezza a coloro che lo invocano. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio. Memoria principale LUNEDI' - XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - III SETTIMANA DEL SALTERIO Memoria facoltativa SANT’ENRICO - Memoria facoltativa
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O immenso creatore, che all’impeto dei flutti segnasti il corso e il limite nell’armonia del cosmo, tu all’aspre solitudini della terra assetata donasti il refrigerio dei torrenti e dei mari. Irriga, o Padre buono, i deserti dell’anima coi fiumi d’acqua viva che sgorgano dal Cristo. Ascolta, o Padre altissimo, tu che regni nei secoli con il Cristo tuo Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Solleviamo i nostri occhi al Signore, finché di noi abbia pietà.
SALMO 122 La fiducia del popolo è nel Signore Due ciechi... gridarono: Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide (Mt 20, 30).
A te levo i miei occhi, * a te che abiti nei cieli. Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; * come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona, così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, * finché abbia pietà di noi. Pietà di noi, Signore, pietà di noi, * già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, * del disprezzo dei superbi. 1 ant. Solleviamo i nostri occhi al Signore, finché di noi abbia pietà.
Salmodia — 2
2 ant. Il nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto il cielo e la terra.
SALMO 123 Il nostro aiuto è nel nome del Signore Il Signore disse a Paolo: «Non aver paura..., perché io sono con te» (At 18, 9-10).
Se il Signore non fosse stato con noi, - lo dica Israele - † se il Signore non fosse stato con noi, * quando uomini ci assalirono, ci avrebbero inghiottiti vivi, * nel furore della loro ira. Le acque ci avrebbero travolti; † un torrente ci avrebbe sommersi, * ci avrebbero travolti acque impetuose. Sia benedetto il Signore, * che non ci ha lasciati in preda ai loro denti. Noi siamo stati liberati come un uccello * dal laccio dei cacciatori: il laccio si è spezzato * e noi siamo scampati. Il nostro aiuto è nel nome del Signore, * che ha fatto cielo e terra. 2 ant. Il nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto il cielo e la terra.
Salmodia — 3
3 ant. In Cristo il Padre ci ha scelti per essere suoi figli.
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10 Dio salvatore
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, * che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti * prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, * santi e immacolati nell’amore. Ci ha predestinati * a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, * secondo il beneplacito del suo volere, a lode e gloria della sua grazia, * che ci ha dato nel suo Figlio diletto. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, * la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, * poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere, il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, * quelle del cielo come quelle della terra. Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito * per realizzarlo nella pienezza dei tempi. 3 ant. In Cristo il Padre ci ha scelti per essere suoi figli.
Lettura Breve
Gc 4, 11-12 Non sparlate gli uni degli altri, fratelli. Chi sparla del fratello o giudica il fratello, parla contro la legge e giudica la legge. E se tu giudichi la legge, non sei più uno che osserva la legge, ma uno che la giudica. Ora, uno solo è legislatore e giudice, colui che può salvare e rovinare; ma chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?
Responsorio
R. Risanami, Signore: * ho peccato contro di te. Risanami, Signore: ho peccato contro di te. V. Io ho detto: Mio Dio, fammi grazia, ho peccato contro di te. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Risanami, Signore: ho peccato contro di te.
Antifona al Magnificat
L’anima mia magnifica il Signore: umile e povera egli mi ha guardata.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. L’anima mia magnifica il Signore: umile e povera egli mi ha guardata.
Intercessioni
Il Cristo vuole che tutti gli uomini siano salvi. Preghiamo perché si compia il disegno della sua misericordia: Attira ogni essere a te, Signore. Benedetto sii tu, Signore, che a prezzo del tuo sangue ci hai riscattati dalla schiavitù del peccato, — donaci la libertà e la gloria dei figli di Dio. Dona la tua grazia al nostro vescovo N. e a tutti i vescovi della Chiesa, — perché dispensino i tuoi misteri nella letizia e nel fervore dello spirito. A quanti cercano la verità, concedi la gioia di trovarla, — e il desiderio di cercarla ancora, dopo averla trovata. Soccorri gli orfani, le vedove, gli emarginati, — fa’ che ti sentano vicino nella necessità e nella sventura. Accogli i defunti nella Gerusalemme del cielo, — dove con il Padre e con lo Spirito Santo sarai tutto in tutti. Padre nostro.
Orazione
O Dio, eterna luce e giorno senza tramonto, guarda i tuoi figli raccolti nella lode della sera: illumina le tenebre della notte e perdona le colpe dei tuoi figli. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
SALMO 85 Preghiera a Dio nell’afflizione Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, * perché io sono povero e infelice. Custodiscimi perché sono fedele; * tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera. Pietà di me, Signore, * a te grido tutto il giorno. Rallegra la vita del tuo servo, * perché a te, Signore, innalzo l’anima mia. Tu sei buono, Signore, e perdoni, * sei pieno di misericordia con chi ti invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera * e sii attento alla voce della mia supplica. Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido * e tu mi esaudirai. Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, * e non c’è nulla che uguagli le tue opere. Tutti i popoli che hai creato verranno † e si prostreranno davanti a te, o Signore, * per dare gloria al tuo nome; grande tu sei e compi meraviglie: * tu solo sei Dio. Mostrami, Signore, la tua via, * perché nella tua verità io cammini; donami un cuore semplice * che tema il tuo nome. Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore * e darò gloria al tuo nome sempre, perché grande con me è la tua misericordia: * dal profondo degli inferi mi hai strappato. Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, † una schiera di violenti attenta alla mia vita, * non pongono te davanti ai loro occhi. Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, * lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele, volgiti a me e abbi misericordia: † dona al tuo servo la tua forza, * salva il figlio della tua ancella. Dammi un segno di benevolenza; † vedano e siano confusi i miei nemici, * perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato. Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
Lettura Breve
1Ts 5, 9-10 Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa’ che i germi di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. Oppure: Alma Redemptóris Mater, quæ pérvia cæli porta manes, et stella maris, succúrre cadénti, súrgere qui curat, pópulo: tu quæ genuísti, natúra miránte, tuum sanctum Genitórem, Virgo prius ac postérius, Gabriélis ab ore sumens illud Ave, peccatórum miserére.