Martedì 2026-06-16 Verde

Omelia
A II XI Ordinario III Salterio Feria Verde Santi Quirico e Giulitta, martiri Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Già l’ombra della notte si dilegua, un’alba nuova sorge all’orizzonte: con il cuore e la mente salutiamo il Dio di gloria. O Padre santo, fonte d’ogni bene, effondi la rugiada del tuo amore sulla Chiesa raccolta dal tuo Figlio nel Santo Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Sei stato buono con noi, Signore: hai perdonato l’iniquità del tuo popolo.
SALMO 84 La nostra salvezza è vicina Cristo Gesù è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione (1 Cor 1, 30).
Signore, sei stato buono con la tua terra, * hai ricondotto i deportati di Giacobbe. Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo, * hai cancellato tutti i suoi peccati. Hai deposto tutto il tuo sdegno * e messo fine alla tua grande ira. Rialzaci, Dio, nostra salvezza, * e placa il tuo sdegno verso di noi. Forse per sempre sarai adirato con noi, * di età in età estenderai il tuo sdegno? Non tornerai tu forse a darci vita, * perché in te gioisca il tuo popolo? Mostraci, Signore, la tua misericordia * e donaci la tua salvezza. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: † egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, * per chi ritorna a lui con tutto il cuore. La sua salvezza è vicina a chi lo teme * e la sua gloria abiterà la nostra terra. Misericordia e verità s’incontreranno, * giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra * e la giustizia si affaccerà dal cielo. Quando il Signore elargirà il suo bene, * la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia * e sulla via dei suoi passi la salvezza. 1 ant. Sei stato buono con noi, Signore: hai perdonato l’iniquità del tuo popolo.
Salmodia — 2
2 ant. L’anima mia anela a te di notte, al mattino il mio spirito ti cerca.
CANTICO Is 26, 1-4. 7-9. 12 Inno dopo la vittoria Le mura della città poggiano su dodici fondamenti (cfr. Ap 21, 14).
Abbiamo una città forte; * egli ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: * entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; † tu gli assicurerai la pace, * pace perché in te ha fiducia. Confidate nel Signore sempre, * perché il Signore è una roccia eterna; il sentiero del giusto è diritto, * il cammino del giusto tu rendi piano. Sì, nella via dei tuoi giudizi, Signore, in te noi speriamo; * al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Di notte anela a te l’anima mia, * al mattino ti cerca il mio spirito, perché quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra, * giustizia imparano gli abitanti del mondo. Signore, ci concederai la pace, * poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese. 2 ant. L’anima mia anela a te di notte, al mattino il mio spirito ti cerca.
Salmodia — 3
3 ant. Fa’ splendere su di noi il tuo volto, Signore.
SALMO 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28).
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, * su di noi faccia splendere il suo volto perché si conosca sulla terra la tua via, * fra tutte le genti la tua salvezza. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino, † perché giudichi i popoli con giustizia, * governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. * Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio * e lo temano tutti i confini della terra. 3 ant. Fa’ splendere su di noi il tuo volto, Signore.
Lettura Breve
1 Gv 4, 14-15 Noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.
Responsorio
R. Dio, mia roccia di salvezza, * in te la mia speranza. Dio, mia roccia di salvezza, in te la mia speranza. V. Mio scudo, mia difesa, in te la mia speranza. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Dio, mia roccia di salvezza, in te la mia speranza.
Dal Biennale
XI · Ordinario · Martedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro di Esdra (4,1-5.24–5,5) Opposizioni alla ricostruzione del tempio Quando i nemici di Giuda e di Beniamino vennero a sapere che gli esuli rimpatriati stavano ricostruendo il tempio del Signore Dio d’Israele, si presentarono a Zorobabele e ai capifamiglia e dissero: «Vogliamo costruire anche noi insieme con voi, perché anche noi, come voi, cerchiamo il vostro Dio; a lui noi facciamo sacrifici dal tempo di Assaràddon re di Assiria, che ci ha fatti immigrare in questo paese». Ma Zorobabele, Giosuè e gli altri capifamiglia d’Israele dissero loro: «Non conviene che costruiamo insieme la casa del nostro Dio; ma noi soltanto la ricostruiremo al Signore Dio d’Israele, come Ciro re di Persia ci ha ordinato». Allora la popolazione indigena si mise a scoraggiare il popolo dei Giudei e a molestarlo per impedirgli di costruire. Inoltre sobillarono contro di loro alcuni funzionari per mandar fallito il loro piano; ciò per tutto il tempo di Ciro re di Persia fino al regno di Dario re di Persia. Così fu sospeso il lavoro per il tempio in Gerusalemme e rimase sospeso fino all’anno secondo del regno di Dario re di Persia. Ma i profeti Aggeo e Zaccaria figlio di Iddo si rivolsero ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme, profetando in nome del Dio d’Israele che li ispirava. Allora Zorobabele figlio di Sealtièl, e Giosuè figlio di Iozadàk subito ripresero a costruire il tempio di Gerusalemme; con essi erano i profeti di Dio che li incoraggiavano. In quel tempo Tattènai, governatore della regione d’Oltrefiume, Setar-Boznai e i loro colleghi vennero da loro e dissero: «Chi vi ha dato ordine di ricostruire questa casa e di rialzare questa cinta di mura? Chi sono e come si chiamano gli uomini che costruiscono questo edificio?». Ma l’occhio vigile del loro Dio era sugli anziani dei Giudei: quelli non li costrinsero a desistere dai lavori in attesa che fosse portata a Dario una interpellanza e ne venisse in risposta un decreto su questo affare.
Responsorio
Responsorio (Sal 84,2.5.3) R. Signore, sei stato buono con la tua terra, hairicondotto i deportati di Giacobbe. *Rialzaci, Dio nostra salvezza, eplaca il tuo sdegno verso di noi. V. Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo; haicancellato tutti i suoi peccati. R. Rialzaci, Dio nostra salvezza, e placa il tuosdegno verso di noi.
Seconda Lettura
Dal “Commento sui salmi” di sant’Agostino, vescovo (Sal 126,2-3) Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Sal 126,1). È il Signore quindi a edificare la casa, il Signore Gesù Cristo edifica la sua casa. Molti si affaticano, ma se non è lui a costruire, «invano vi faticano i costruttori». Chi sono coloro che si affaticano nell’edificare? Tutti quelli che nella Chiesa predicano la parola di Dio, i dispensatori dei sacramenti di Dio. Tutti corriamo, tutti ci diamo da fare, tutti partecipiamo alla costruzione; ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». Perciò gli apostoli e particolarmente Paolo, vedendo alcuni scivolare afferma: «Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo» (Gal 4,10-11). Conoscendo di essere lui stesso costruito interiormente da Dio, si rammaricava per costoro, perché vanamente si era affaticato per loro. Noi dunque parliamo all’esterno, Dio costruisce interiormente. Mi rendo conto che mi udite; che cosa poi pensiate lui solo lo conosce, egli che vede i vostri pensieri. Lui edifica, lui ammonisce, lui incute timore, lui apre la mente, lui vi rende sensibili alla fede. E tuttavia anche noi lavoriamo come operai, ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». E la casa è la stessa città di Dio. Il popolo di Dio è la sua casa, perché casa di Dio è il tempio di Dio. Che dice infatti l’Apostolo? «Santo è il tempio di Dio, che siete voi» (1Cor 3,17). Tutti i fedeli sono la casa di Dio; non solo i presenti, ma anche quelli che ci hanno preceduto e sono morti, e tutti quelli che verranno dopo e che ancora devono nascere alla realtà umana, fino alla consumazione del tempo: fedeli innumerevoli radunati insieme, ma dei quali il Signore sa il numero, come dice l’Apostolo: «Il Signore conosce i suoi» (2Tm 2,19). Quei chicchi di grano che ora gemono tra la paglia sono destinati a formare una sola massa quando l’aia alla fine dei tempi verrà mondata. Tutta dunque la moltitudine dei santi fedeli, che sono in attesa di essere trasformati da uomini in angeli di Dio e messi insieme agli stessi angeli, i quali ora non sono in cammino ma aspettano noi quando torneremo dal nostro pellegrinare: tutti insieme costituiscono un’unica casa di Dio, una sola città. Questa è Gerusalemme. Possiede dei custodi: come ha dei costruttori che si affaticano per edificarla, così vi sono quelli che la custodiscono. Si riferisce alla custodia ciò che dice l’Apostolo: «Temo che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo» (2Cor 11,3). Era un custode attento, vigilante per quanto poteva, di coloro cui era a capo. Anche i vescovi fanno questo. Il vescovo infatti è posto più in alto proprio perché sorvegli e quasi custodisca il popolo. Quest’altezza diventa per noi pericolosa se nel cuore non ci sentiamo umilmente al di sotto di voi, e se non preghiamo per voi affinché colui che conosce i vostri pensieri vi custodisca. Noi ora possiamo vedere come agite, non però cosa meditate nei vostri cuori; anzi neppure cosa fate nelle vostre case. Come dunque custodirvi? Da uomini, in quanto possiamo, in quanto ci è stato dato. Ci affatichiamo nel custodirvi, ma la nostra fatica è vana se non custodisce colui che vede i vostri pensieri. Egli vi custodisce quando siete svegli, e anche quando dormite. Egli una sola volta si è addormentato, sulla croce; ma è risorto, non dorme più. Siate Israele, poiché «non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele» (Sal 120,4). Su dunque, fratelli, se vogliamo essere protetti all’ombra delle ali di Dio, siamo Israele. Vi custodiamo per compito del nostro ufficio, ma vogliamo essere custoditi insieme a voi. Siamo per voi come pastori, ma siamo con voi le pecore di quel Pastore. Da questo posto parliamo a voi come maestri, ma siamo con voi discepoli di quella scuola sotto l’unico maestro.
Responsorio
Responsorio (Ef 2,20.21.22) R. Edificati sopra il fondamento degli apostoli edei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù *in luianche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. V. In lui ogni costruzione cresce ben ordinataper esser tempio santo nel Signore; R. in lui anche voi insieme con gli altri veniteedificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro dei Giudici 6, 1-6. 11-24a Vocazione di Gedeone In quei giorni gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani di Madian per sette anni. La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese. Quando Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalek e i figli dell’oriente venivano contro di lui, si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino all’ingresso di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore, né buoi, né asini. Poiché venivano con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette – essi e i loro cammelli erano senza numero – e venivano nel paese per devastarlo. Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. Ora l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita; Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel tino per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Signor mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: Il Signore non ci ha fatto forse uscire dall’Egitto? Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha messi nelle mani di Madian». Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Signor mio, come salverò Israele? Ecco la mia famiglia è la più povera di Manàsse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo». Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò finché tu torni». Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina preparò focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi. Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Signore-Pace».
Responsorio
Cfr. Is 45, 34; Gdc 6, 14; Is 45, 6 R. Io sono il Signore, che ti chiamo per nome, per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto. * Forte di questo, va’ e salva Israele. V. Sappiano tutti che io sono il Signore e non v’è alcun altro. R. Forte di questo, va’ e salva Israele.
Seconda Lettura
Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano, vescovo e martire (Nn. 11-12; CSEL 3, 274-275) Sia santificato il tuo nome Quanto è preziosa la grazia del Signore, quanto alta la sua degnazione e magnifica la sua bontà verso di noi! Egli ha voluto che noi celebrassimo la nostra preghiera davanti a lui e lo invocassimo col nome di Padre, e come Cristo è Figlio di Dio, così noi pure ci chiamassimo figli di Dio. Questo nome nessuno di noi oserebbe pronunziarlo nella preghiera, se egli stesso non ci avesse permesso di pregare così. Dobbiamo dunque ricordare e sapere, fratelli carissimi, che, se diciamo Dio nostro Padre, dobbiamo comportarci come figli di Dio perché allo stesso modo con cui noi ci compiacciamo di Dio Padre, così anch’egli si compiaccia di noi. Comportiamoci come tempio di Dio, perché si veda che Dio abita in noi. E il nostro agire non sia in contrasto con lo spirito, perché, dal momento che abbiamo incominciato ad essere creature spirituali e celesti, non abbiamo a pensare e compiere se non cose spirituali e celesti, giacché lo stesso Signore dice: «Chi mi onorerà, anch’io lo onorerò; chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo» (1 Sam 2, 30). Anche il beato Apostolo in una sua lettera ha scritto: «Non appartenete a voi stessi; infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1 Cor 6, 20). Dopo questo diciamo: «Sia santificato il tuo nome», non perché auguriamo a Dio che sia santificato dalle nostre preghiere, ma perché chiediamo al Signore che in noi sia santificato il suo nome. D’altronde da chi può essere santificato Dio, quando è lui stesso che santifica? Egli disse: «Siate santi, perché anch’io sono santo» (Lv 11, 45). Perciò noi chiediamo e imploriamo che, santificati dal battesimo, perseveriamo in ciò che abbiamo incominciato ad essere. E questo lo chiediamo ogni giorno. Infatti abbiamo bisogno di una quotidiana santificazione. Siccome pecchiamo ogni giorno, dobbiamo purificarci dai nostri delitti con una ininterrotta santificazione. Quale sia poi la santificazione che viene operata in noi dalla misericordia di Dio lo annunzia l’Apostolo dicendo: «Né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!» (1 Cor 6, 9-11). Ci dice santificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio. Noi preghiamo perché rimanga in noi questa santificazione. E poiché il Signore e giudice nostro impone a chi è stato da lui guarito o risuscitato di mai più peccare, perché non abbia ad accadergli qualcosa di peggio, chiediamogli giorno e notte di custodire in noi quella santità e quella vita, che viene dalla sua grazia.
Responsorio
Ez 36, 23. 25. 26. 27; Lv 11, 44 R. Santificherò il mio nome. Vi aspergerò con acqua pura; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo; * vi farò vivere secondo i miei statuti e osservare le mie leggi. V. Siate santi, perché io sono santo: R. vi farò vivere secondo i miei statuti e osservare le mie leggi.
Vangelo della Messa
Amate i vostri nemici. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,43-48 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Ha suscitato per noi una salvezza potente, come aveva promesso per bocca dei profeti.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Ha suscitato per noi una salvezza potente, come aveva promesso per bocca dei profeti.
Invocazioni
Adoriamo il Cristo che con il suo sangue, versato sulla croce, ha fatto di noi un popolo nuovo e supplichiamo: Ricordati del tuo popolo, o Signore. Cristo, re e salvatore, accogli la lode della tua Chiesa all’alba del nuovo giorno, — insegnale ad unirsi a te in perenne rendimento di grazie. In te poniamo ogni speranza, — il tuo amore non lasci deluse le nostre attese. Guarda la nostra debolezza e vieni in nostro aiuto, — perché nulla possiamo senza di te. Non dimenticare i poveri e coloro che vivono nella solitudine e nell’abbandono, — il nuovo giorno non li opprima sotto il peso della tristezza, ma rechi loro gioia e consolazione. Padre nostro.
Orazione
O Dio, creatore e Signore di tutte le cose, donaci di iniziare lietamente questo giorno e di concluderlo nel generoso servizio tuo e dei nostri fratelli. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. (Sal 26,7.9)
Colletta
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici sempre con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Hai fatto peccare Israele. Dal primo libro dei Re 1Re 21,17-29 [Dopo che Nabot fu lapidato,] la parola del Signore fu rivolta a Elìa il Tisbìta: «Su, scendi incontro ad Acab, re d'Israele, che abita a Samarìa; ecco, è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderne possesso. Poi parlerai a lui dicendo: "Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!". Gli dirai anche: "Così dice il Signore: Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue"». Acab disse a Elìa: «Mi hai dunque trovato, o mio nemico?». Quello soggiunse: «Ti ho trovato, perché ti sei venduto per fare ciò che è male agli occhi del Signore. Ecco, io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. Renderò la tua casa come la casa di Geroboàmo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achìa, perché tu mi hai irritato e hai fatto peccare Israele. Anche riguardo a Gezabèle parla il Signore, dicendo: "I cani divoreranno Gezabèle nel campo di Izreèl". Quanti della famiglia di Acab moriranno in città, li divoreranno i cani; quanti moriranno in campagna, li divoreranno gli uccelli del cielo». In realtà nessuno si è mai venduto per fare il male agli occhi del Signore come Acab, perché sua moglie Gezabèle l'aveva istigato. Commise molti abomìni, seguendo gli idoli, come avevano fatto gli Amorrèi, che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò; si coricava con il sacco e camminava a testa bassa. La parola del Signore fu rivolta a Elìa, il Tisbìta: «Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me, non farò venire la sciagura durante la sua vita; farò venire la sciagura sulla sua casa durante la vita di suo figlio». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 50 (51) R. Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato. Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro. R. Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi, Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto. R. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia lingua esalterà la tua giustizia. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. (Gv 13,34) Alleluia.
Vangelo
Amate i vostri nemici. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,43-48 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore.
Sulle offerte
O Dio, che nel pane e nel vino doni all’uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa’ che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (Sal 26,4) Oppure: Padre santo, custodiscili nel tuo nome, perché siano, come noi, una cosa sola. (Gv 17,11)
Dopo la comunione
La partecipazione ai tuoi santi misteri, o Signore, come prefigura la nostra unione in te, così realizzi l’unità nella tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.
Santi Quirico e Giulitta, martiri

Santi Quirico e Giulitta, martiri

Dal Martirologio
In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri.
Altri Santi
Santi Ferréolo e Ferruccio, martiri
A Besançon nella Gallia lugdunense, ora in Francia, santi Ferréolo e Ferruccio, martiri.
San Similiano, vescovo
A Nantes sempre nella Gallia lugdunense, san Similiano, vescovo, che san Gregorio di Tours loda come grande confessore.
San Ticone, vescovo
A Limassol nell’isola di Cipro, san Ticone, vescovo, al tempo dell’imperatore Teodosio il Giovane.
Santi Aureo, Giustina e compagni, martiri
A Magonza nella Gallia belgica, ora in Germania, santi Aureo, vescovo, Giustina, sua sorella, e compagni, martiri, che, si tramanda siano stati trucidati dagli Unni pagani mentre celebravano l’Eucaristia.
Sant’Aureliano, vescovo
A Lione in Francia, deposizione di sant’Aureliano, vescovo di Arles, che, nominato vicario in Francia dal papa Vigilio, eresse due monasteri nella sua città, l’uno maschile, l’altro femminile, dando loro una regola da lui redatta.
San Cecardo, vescovo
A Carrara in Toscana, transito di san Cecardo, vescovo di Luni e Sarzana, che, iniquamente ucciso da alcuni tagliapietre presso le cave di marmo, ebbe fama di martire.
San Benno, vescovo
A Meissen nella Sassonia in Germania, san Benno, vescovo, che per aver voluto conservare l’unità della Chiesa e la fedeltà al Romano Pontefice fu scacciato dalla sua sede e mandato in esilio.
Santa Lutgarda, vergine
Nel monastero delle monache cistercensi di Aywières in Brabante, nell’odierno Belgio, santa Lutgarda, vergine, insigne per la devozione verso il Sacro Cuore di Gesù.
Beato Tommaso Reding, martire
A Londra in Inghilterra, beato Tommaso Reding, martire, monaco della Certosa della città, che sotto il re Enrico VIII sostenne con fermezza l’unità della Chiesa e, tenuto per questo in catene in un sordido carcere, morì stremato dalla fame e dalla malattia.
Beato Antonio Costanzo Auriel, sacerdote e martire
All’àncora davanti al porto di Rochefort in Francia, beato Antonio Costanzo Auriel, sacerdote e martire, che, vicario parrocchiale di Cahors, durante la rivoluzione francese fu rinchiuso per il suo sacerdozio in una sudicia galera e, rimasto contagiato mentre prestava assistenza ai suoi compagni di prigionia, rese al Signore lo spirito.
Santi martiri Domenico Nguyên, Domenico Nhi, Domenico Mao, Vincenzo e Andrea Tuong
Nella città di Lang Coc nel Tonchino, ora Viet Nam, santi martiri Domenico Nguyên, medico, Domenico Nhi, Domenico Mao, Vincenzo e Andrea Tuong, contadini, che, arrestati per la loro fede cristiana e a lungo torturati in carcere, morirono infine decapitati sotto l’imperatore Tu Duc.
Beata Maria Teresa (Anna Maria Caterina) Scherer, vergine
Nel territorio di Ingenbohl nel cantone di Schwyz in Svizzera, beata Maria Teresa (Anna Maria Caterina) Scherer, vergine, che per prima resse le Suore della Carità della Santa Croce.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Ascolta, o Padre santo, la voce dei fedeli, che invocano il tuo nome. Tu spezza le catene, guarisci le ferite, perdona i nostri errori. Senza te siam sommersi in un gorgo profondo di peccati e di tenebre. Il tuo braccio potente ci conduca a un approdo di salvezza e di pace. Sia onore e gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Sorga Dio, e i suoi nemici fuggano lontano.
SALMO 67 L’ingresso trionfale del Signore Ascendendo in cielo ha portato con sé i prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4, 8. 10).
I (2-11) Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano * e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano. Come si disperde il fumo, tu li disperdi; † come fonde la cera di fronte al fuoco, * periscano gli empi davanti a Dio. I giusti invece si rallegrino, † esultino davanti a Dio * e cantino di gioia. Cantate a Dio, inneggiate al suo nome, * spianate la strada a chi cavalca le nubi: «Signore» è il suo nome, * gioite davanti a lui. Padre degli orfani e difensore delle vedove * è Dio nella sua santa dimora. Ai derelitti Dio fa abitare una casa, † fa uscire con gioia i prigionieri; * solo i ribelli abbandona in arida terra. Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, * quando camminavi per il deserto, tremò la terra, stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai, * davanti a Dio, il Dio di Israele. Pioggia abbondante riversavi, o Dio, * rinvigorivi la tua eredità esausta. E il tuo popolo abitò il paese * che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero. 1 ant. Sorga Dio, e i suoi nemici fuggano lontano.
Salmodia — 2
2 ant. Il nostro Dio è un Dio che salva, è lui che ci libera dalla morte.
II (12-24) Il Signore annunzia una notizia, * le messaggere di vittoria sono grande schiera: «Fuggono i re, fuggono gli eserciti, * anche le donne si dividono il bottino. Mentre voi dormite tra gli ovili, † splendono d’argento le ali della colomba, * le sue piume di riflessi d’oro». Quando disperdeva i re l’Onnipotente, * nevicava sullo Zalmon. Monte di Dio il monte di Basan, * monte dalle alte cime, il monte di Basan. Perché invidiate, o monti dalle alte cime, † il monte che Dio ha scelto a sua dimora? * Il Signore lo abiterà per sempre. I carri di Dio sono migliaia e migliaia: * il Signore viene dal Sinai nel santuario. Sei salito in alto conducendo prigionieri, † hai ricevuto uomini in tributo: * anche i ribelli abiteranno presso il Signore Dio. Benedetto il Signore sempre; * ha cura di noi il Dio della salvezza. Il nostro Dio è un Dio che salva; * il Signore Dio libera dalla morte. Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici, * la testa altèra di chi percorre la via del delitto. Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare, * li farò tornare dagli abissi del mare, perché il tuo piede si bagni nel sangue, * e la lingua dei tuoi cani riceva la sua parte tra i nemici». 2 ant. Il nostro Dio è un Dio che salva, è lui che ci libera dalla morte.
Salmodia — 3
3 ant. Cantate a Dio, popoli del mondo, cantate inni al Signore.
III (25-36) Appare il tuo corteo, Dio, * il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario. Precedono i cantori, † seguono ultimi i citaredi, * in mezzo le fanciulle che battono cèmbali. «Benedite Dio nelle vostre assemblee, * benedite il Signore, voi della stirpe di Israele». Ecco, Beniamino, il più giovane, † guida i capi di Giuda nelle loro schiere, * i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali. Dispiega, Dio, la tua potenza, * conferma, Dio, quanto hai fatto per noi. Per il tuo tempio, in Gerusalemme, * a te i re porteranno doni. Minaccia la belva dei canneti, † il branco dei tori con i vitelli dei popoli: * si prostrino portando verghe d’argento; disperdi i popoli che amano la guerra. † Verranno i grandi dall’Egitto, * l’Etiopia tenderà le mani a Dio. Regni della terra, cantate a Dio, * cantate inni al Signore; egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni, * ecco, tuona con voce potente. Riconoscete a Dio la sua potenza, † la sua maestà su Israele, * la sua potenza sopra le nubi. Terribile sei, Dio, dal tuo santuario; † il Dio d’Israele dà forza e vigore al suo popolo, * sia benedetto Dio. 3 ant. Cantate a Dio, popoli del mondo, cantate inni al Signore. V. Ascolterò la parola del Signore: R. egli parla di pace al suo popolo.
Prima Lettura
Dal libro dei Giudici 6, 1-6. 11-24a Vocazione di Gedeone In quei giorni gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani di Madian per sette anni. La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese. Quando Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalek e i figli dell’oriente venivano contro di lui, si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino all’ingresso di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore, né buoi, né asini. Poiché venivano con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette – essi e i loro cammelli erano senza numero – e venivano nel paese per devastarlo. Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. Ora l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita; Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel tino per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Signor mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: Il Signore non ci ha fatto forse uscire dall’Egitto? Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha messi nelle mani di Madian». Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Signor mio, come salverò Israele? Ecco la mia famiglia è la più povera di Manàsse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo». Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò finché tu torni». Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina preparò focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi. Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Signore-Pace».
Responsorio
Cfr. Is 45, 34; Gdc 6, 14; Is 45, 6 R. Io sono il Signore, che ti chiamo per nome, per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto. * Forte di questo, va’ e salva Israele. V. Sappiano tutti che io sono il Signore e non v’è alcun altro. R. Forte di questo, va’ e salva Israele.
Seconda Lettura
Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano, vescovo e martire (Nn. 11-12; CSEL 3, 274-275) Sia santificato il tuo nome Quanto è preziosa la grazia del Signore, quanto alta la sua degnazione e magnifica la sua bontà verso di noi! Egli ha voluto che noi celebrassimo la nostra preghiera davanti a lui e lo invocassimo col nome di Padre, e come Cristo è Figlio di Dio, così noi pure ci chiamassimo figli di Dio. Questo nome nessuno di noi oserebbe pronunziarlo nella preghiera, se egli stesso non ci avesse permesso di pregare così. Dobbiamo dunque ricordare e sapere, fratelli carissimi, che, se diciamo Dio nostro Padre, dobbiamo comportarci come figli di Dio perché allo stesso modo con cui noi ci compiacciamo di Dio Padre, così anch’egli si compiaccia di noi. Comportiamoci come tempio di Dio, perché si veda che Dio abita in noi. E il nostro agire non sia in contrasto con lo spirito, perché, dal momento che abbiamo incominciato ad essere creature spirituali e celesti, non abbiamo a pensare e compiere se non cose spirituali e celesti, giacché lo stesso Signore dice: «Chi mi onorerà, anch’io lo onorerò; chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo» (1 Sam 2, 30). Anche il beato Apostolo in una sua lettera ha scritto: «Non appartenete a voi stessi; infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1 Cor 6, 20). Dopo questo diciamo: «Sia santificato il tuo nome», non perché auguriamo a Dio che sia santificato dalle nostre preghiere, ma perché chiediamo al Signore che in noi sia santificato il suo nome. D’altronde da chi può essere santificato Dio, quando è lui stesso che santifica? Egli disse: «Siate santi, perché anch’io sono santo» (Lv 11, 45). Perciò noi chiediamo e imploriamo che, santificati dal battesimo, perseveriamo in ciò che abbiamo incominciato ad essere. E questo lo chiediamo ogni giorno. Infatti abbiamo bisogno di una quotidiana santificazione. Siccome pecchiamo ogni giorno, dobbiamo purificarci dai nostri delitti con una ininterrotta santificazione. Quale sia poi la santificazione che viene operata in noi dalla misericordia di Dio lo annunzia l’Apostolo dicendo: «Né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!» (1 Cor 6, 9-11). Ci dice santificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio. Noi preghiamo perché rimanga in noi questa santificazione. E poiché il Signore e giudice nostro impone a chi è stato da lui guarito o risuscitato di mai più peccare, perché non abbia ad accadergli qualcosa di peggio, chiediamogli giorno e notte di custodire in noi quella santità e quella vita, che viene dalla sua grazia.
Responsorio
Ez 36, 23. 25. 26. 27; Lv 11, 44 R. Santificherò il mio nome. Vi aspergerò con acqua pura; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo; * vi farò vivere secondo i miei statuti e osservare le mie leggi. V. Siate santi, perché io sono santo: R. vi farò vivere secondo i miei statuti e osservare le mie leggi.
Orazione
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Già l’ombra della notte si dilegua, un’alba nuova sorge all’orizzonte: con il cuore e la mente salutiamo il Dio di gloria. O Padre santo, fonte d’ogni bene, effondi la rugiada del tuo amore sulla Chiesa raccolta dal tuo Figlio nel Santo Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Sei stato buono con noi, Signore: hai perdonato l’iniquità del tuo popolo.
SALMO 84 La nostra salvezza è vicina Cristo Gesù è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione (1 Cor 1, 30).
Signore, sei stato buono con la tua terra, * hai ricondotto i deportati di Giacobbe. Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo, * hai cancellato tutti i suoi peccati. Hai deposto tutto il tuo sdegno * e messo fine alla tua grande ira. Rialzaci, Dio, nostra salvezza, * e placa il tuo sdegno verso di noi. Forse per sempre sarai adirato con noi, * di età in età estenderai il tuo sdegno? Non tornerai tu forse a darci vita, * perché in te gioisca il tuo popolo? Mostraci, Signore, la tua misericordia * e donaci la tua salvezza. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: † egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, * per chi ritorna a lui con tutto il cuore. La sua salvezza è vicina a chi lo teme * e la sua gloria abiterà la nostra terra. Misericordia e verità s’incontreranno, * giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra * e la giustizia si affaccerà dal cielo. Quando il Signore elargirà il suo bene, * la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia * e sulla via dei suoi passi la salvezza. 1 ant. Sei stato buono con noi, Signore: hai perdonato l’iniquità del tuo popolo.
Salmodia — 2
2 ant. L’anima mia anela a te di notte, al mattino il mio spirito ti cerca.
CANTICO Is 26, 1-4. 7-9. 12 Inno dopo la vittoria Le mura della città poggiano su dodici fondamenti (cfr. Ap 21, 14).
Abbiamo una città forte; * egli ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: * entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; † tu gli assicurerai la pace, * pace perché in te ha fiducia. Confidate nel Signore sempre, * perché il Signore è una roccia eterna; il sentiero del giusto è diritto, * il cammino del giusto tu rendi piano. Sì, nella via dei tuoi giudizi, Signore, in te noi speriamo; * al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Di notte anela a te l’anima mia, * al mattino ti cerca il mio spirito, perché quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra, * giustizia imparano gli abitanti del mondo. Signore, ci concederai la pace, * poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese. 2 ant. L’anima mia anela a te di notte, al mattino il mio spirito ti cerca.
Salmodia — 3
3 ant. Fa’ splendere su di noi il tuo volto, Signore.
SALMO 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28).
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, * su di noi faccia splendere il suo volto perché si conosca sulla terra la tua via, * fra tutte le genti la tua salvezza. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino, † perché giudichi i popoli con giustizia, * governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. * Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio * e lo temano tutti i confini della terra. 3 ant. Fa’ splendere su di noi il tuo volto, Signore.
Lettura Breve
1 Gv 4, 14-15 Noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.
Responsorio
R. Dio, mia roccia di salvezza, * in te la mia speranza. Dio, mia roccia di salvezza, in te la mia speranza. V. Mio scudo, mia difesa, in te la mia speranza. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Dio, mia roccia di salvezza, in te la mia speranza.
Antifona al Benedictus
Ha suscitato per noi una salvezza potente, come aveva promesso per bocca dei profeti.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Ha suscitato per noi una salvezza potente, come aveva promesso per bocca dei profeti.
Invocazioni
Adoriamo il Cristo che con il suo sangue, versato sulla croce, ha fatto di noi un popolo nuovo e supplichiamo: Ricordati del tuo popolo, o Signore. Cristo, re e salvatore, accogli la lode della tua Chiesa all’alba del nuovo giorno, — insegnale ad unirsi a te in perenne rendimento di grazie. In te poniamo ogni speranza, — il tuo amore non lasci deluse le nostre attese. Guarda la nostra debolezza e vieni in nostro aiuto, — perché nulla possiamo senza di te. Non dimenticare i poveri e coloro che vivono nella solitudine e nell’abbandono, — il nuovo giorno non li opprima sotto il peso della tristezza, ma rechi loro gioia e consolazione. Padre nostro.
Orazione
O Dio, creatore e Signore di tutte le cose, donaci di iniziare lietamente questo giorno e di concluderlo nel generoso servizio tuo e dei nostri fratelli. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell'intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un'anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino e unico, fonte di eterno Amore. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. L’amore è la pienezza della legge.
SALMO 118, 97-104 XIII (Mem)
Quanto amo la tua legge, Signore; * tutto il giorno la vado meditando. Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, * perché sempre mi accompagna. Sono più saggio di tutti i miei maestri, * perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più senno degli anziani, * perché osservo i tuoi precetti. Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, * per custodire la tua parola. Non mi allontano dai tuoi giudizi, * perché sei tu ad istruirmi. Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: * più del miele per la mia bocca. Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, * per questo odio ogni via di menzogna. 1 ant. L’amore è la pienezza della legge.
Salmodia — 2
2 ant. Ricorda la tua Chiesa, Signore: è tua da sempre.
SALMO 73 Lamento per la distruzione del tempio Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo (Mt 10, 28).
I (1-12) O Dio, perché ci respingi per sempre, * perché divampa la tua ira contro il gregge del tuo pascolo? Ricordati del popolo * che ti sei acquistato nei tempi antichi. Hai riscattato la tribù che è tuo possesso, * il monte Sion, dove hai preso dimora. Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne: * il nemico ha devastato tutto nel tuo santuario. Ruggirono i tuoi avversari nel tuo tempio, * issarono i loro vessilli come insegna. Come chi vibra in alto la scure * nel folto di una selva, con l’ascia e con la scure * frantumavano le sue porte. Hanno dato alle fiamme il tuo santuario, * hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome; pensavano: «Distruggiamoli tutti»; * hanno bruciato tutti i santuari di Dio nel paese. Non vediamo più le nostre insegne; † non ci sono più profeti * e tra di noi nessuno sa fino a quando. Fino a quando, o Dio, insulterà l’avversario, * il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome? Perché ritiri la tua mano * e trattieni in seno la destra? Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi, * ha operato la salvezza nella nostra terra. 2 ant. Ricorda la tua Chiesa, Signore: è tua da sempre.
Salmodia — 3
3 ant. Sorgi, o Dio, difendi la tua causa.
II (13-23) Tu con potenza hai diviso il mare, * hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque. Al Leviatàn hai spezzato la testa, * lo hai dato in pasto ai mostri marini. Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire, * hai inaridito fiumi perenni. Tuo è il giorno e tua è la notte, * la luna e il sole tu li hai creati. Tu hai fissato i confini della terra, * l’estate e l’inverno tu li hai ordinati. Ricorda: il nemico ha insultato Dio, * un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome. Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda, * non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sii fedele alla tua alleanza; * gli angoli della terra sono covi di violenza. L’umile non torni confuso, * l’afflitto e il povero lodino il tuo nome. Sorgi, Dio, difendi la tua causa, * ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno. Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici; * il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine. 3 ant. Sorgi, o Dio, difendi la tua causa.
Lettura Breve
Ger 22, 3 Dice il Signore: Praticate il diritto e la giustizia, liberate l’oppresso dalle mani dell’oppressore, non fate violenza e non opprimete il forestiero, l’orfano e la vedova, e non spargete sangue innocente in questo luogo. V. Nella giustizia Dio giudica il mondo, R. nel diritto egli giudica i popoli.
Orazione
Dio onnipotente ed eterno, che all’ora terza hai effuso sugli apostoli il tuo Spirito Paraclito, dona anche a noi la fiamma viva del tuo amore, perché ti rendiamo buona testimonianza davanti a tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Glorioso e potente Signore, che alterni i ritmi del tempo, irradi di luce il mattino e accendi di fuochi il meriggio, tu placa le tristi contese, estingui la fiamma dell’ira, infondi vigore alle membra, ai cuori concedi la pace. Sia gloria al Padre ed al Figlio, sia onore al Santo Spirito, all'unico e trino Signore sia lode nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. L’amore è la pienezza della legge.
SALMO 118, 97-104 XIII (Mem)
Quanto amo la tua legge, Signore; * tutto il giorno la vado meditando. Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, * perché sempre mi accompagna. Sono più saggio di tutti i miei maestri, * perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più senno degli anziani, * perché osservo i tuoi precetti. Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, * per custodire la tua parola. Non mi allontano dai tuoi giudizi, * perché sei tu ad istruirmi. Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: * più del miele per la mia bocca. Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, * per questo odio ogni via di menzogna. 1 ant. L’amore è la pienezza della legge.
Salmodia — 2
2 ant. Ricorda la tua Chiesa, Signore: è tua da sempre.
SALMO 73 Lamento per la distruzione del tempio Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo (Mt 10, 28).
I (1-12) O Dio, perché ci respingi per sempre, * perché divampa la tua ira contro il gregge del tuo pascolo? Ricordati del popolo * che ti sei acquistato nei tempi antichi. Hai riscattato la tribù che è tuo possesso, * il monte Sion, dove hai preso dimora. Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne: * il nemico ha devastato tutto nel tuo santuario. Ruggirono i tuoi avversari nel tuo tempio, * issarono i loro vessilli come insegna. Come chi vibra in alto la scure * nel folto di una selva, con l’ascia e con la scure * frantumavano le sue porte. Hanno dato alle fiamme il tuo santuario, * hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome; pensavano: «Distruggiamoli tutti»; * hanno bruciato tutti i santuari di Dio nel paese. Non vediamo più le nostre insegne; † non ci sono più profeti * e tra di noi nessuno sa fino a quando. Fino a quando, o Dio, insulterà l’avversario, * il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome? Perché ritiri la tua mano * e trattieni in seno la destra? Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi, * ha operato la salvezza nella nostra terra. 2 ant. Ricorda la tua Chiesa, Signore: è tua da sempre.
Salmodia — 3
3 ant. Sorgi, o Dio, difendi la tua causa.
II (13-23) Tu con potenza hai diviso il mare, * hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque. Al Leviatàn hai spezzato la testa, * lo hai dato in pasto ai mostri marini. Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire, * hai inaridito fiumi perenni. Tuo è il giorno e tua è la notte, * la luna e il sole tu li hai creati. Tu hai fissato i confini della terra, * l’estate e l’inverno tu li hai ordinati. Ricorda: il nemico ha insultato Dio, * un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome. Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda, * non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sii fedele alla tua alleanza; * gli angoli della terra sono covi di violenza. L’umile non torni confuso, * l’afflitto e il povero lodino il tuo nome. Sorgi, Dio, difendi la tua causa, * ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno. Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici; * il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine. 3 ant. Sorgi, o Dio, difendi la tua causa.
Lettura Breve
Dt 15, 7-8 Se vi sarà qualche tuo fratello bisognoso nella tua città, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. V. Il desiderio degli umili tu ascolti, Signore: R. tendi il tuo orecchio, conferma il nostro cuore.
Orazione
O Dio, che hai rivelato all’apostolo Pietro la volontà di riunire tutti i popoli nell’unica Chiesa, benedici il nostro lavoro quotidiano e fa’ che serva al tuo disegno universale di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Signore, forza degli esseri, Dio immutabile, eterno, tu segni i ritmi del mondo: i giorni, i secoli, il tempo. Irradia di luce la sera, fa’ sorgere oltre la morte, nello splendore dei cieli, il giorno senza tramonto. Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito, com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. L’amore è la pienezza della legge.
SALMO 118, 97-104 XIII (Mem)
Quanto amo la tua legge, Signore; * tutto il giorno la vado meditando. Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, * perché sempre mi accompagna. Sono più saggio di tutti i miei maestri, * perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più senno degli anziani, * perché osservo i tuoi precetti. Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, * per custodire la tua parola. Non mi allontano dai tuoi giudizi, * perché sei tu ad istruirmi. Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: * più del miele per la mia bocca. Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, * per questo odio ogni via di menzogna. 1 ant. L’amore è la pienezza della legge.
Salmodia — 2
2 ant. Ricorda la tua Chiesa, Signore: è tua da sempre.
SALMO 73 Lamento per la distruzione del tempio Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo (Mt 10, 28).
I (1-12) O Dio, perché ci respingi per sempre, * perché divampa la tua ira contro il gregge del tuo pascolo? Ricordati del popolo * che ti sei acquistato nei tempi antichi. Hai riscattato la tribù che è tuo possesso, * il monte Sion, dove hai preso dimora. Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne: * il nemico ha devastato tutto nel tuo santuario. Ruggirono i tuoi avversari nel tuo tempio, * issarono i loro vessilli come insegna. Come chi vibra in alto la scure * nel folto di una selva, con l’ascia e con la scure * frantumavano le sue porte. Hanno dato alle fiamme il tuo santuario, * hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome; pensavano: «Distruggiamoli tutti»; * hanno bruciato tutti i santuari di Dio nel paese. Non vediamo più le nostre insegne; † non ci sono più profeti * e tra di noi nessuno sa fino a quando. Fino a quando, o Dio, insulterà l’avversario, * il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome? Perché ritiri la tua mano * e trattieni in seno la destra? Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi, * ha operato la salvezza nella nostra terra. 2 ant. Ricorda la tua Chiesa, Signore: è tua da sempre.
Salmodia — 3
3 ant. Sorgi, o Dio, difendi la tua causa.
II (13-23) Tu con potenza hai diviso il mare, * hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque. Al Leviatàn hai spezzato la testa, * lo hai dato in pasto ai mostri marini. Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire, * hai inaridito fiumi perenni. Tuo è il giorno e tua è la notte, * la luna e il sole tu li hai creati. Tu hai fissato i confini della terra, * l’estate e l’inverno tu li hai ordinati. Ricorda: il nemico ha insultato Dio, * un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome. Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda, * non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sii fedele alla tua alleanza; * gli angoli della terra sono covi di violenza. L’umile non torni confuso, * l’afflitto e il povero lodino il tuo nome. Sorgi, Dio, difendi la tua causa, * ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno. Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici; * il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine. 3 ant. Sorgi, o Dio, difendi la tua causa.
Lettura Breve
Pro 22, 22-23 Non depredare il povero, perché egli è povero, e non affliggere il misero in tribunale, perché il Signore difenderà la loro causa e spoglierà della vita coloro che li hanno spogliati. V. Dio libera chi non trova aiuto, R. egli salva la vita dei suoi poveri.
Orazione
O Dio, che mandasti il tuo angelo al centurione Cornelio per indicargli la via della salvezza, donaci di collaborare alla redenzione di tutti gli uomini, perché riuniti nella tua Chiesa, possiamo giungere fino a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Accogli, o Padre buono, il canto dei fedeli nel giorno che declina. Tu al sorger della luce ci chiamasti al lavoro nella mistica vigna; or che il sole tramonta, largisci agli operai la mercede promessa. Da’ ristoro alle membra e diffondi nei cuori la pace del tuo Spirito. La tua grazia sia pegno della gioia perfetta nella gloria dei santi. A te sia lode, o Padre, al Figlio e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Circonda il tuo popolo, Signore, ora e sempre.
SALMO 124 Il Signore custodisce il suo popolo Pace e misericordia su tutto l’Israele di Dio (Gal 6, 16).
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: * non vacilla, è stabile per sempre. I monti cingono Gerusalemme: † il Signore è intorno al suo popolo, * ora e sempre. Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi * sul possesso dei giusti, perché i giusti non stendano le mani * a compiere il male. La tua bontà, Signore, sia con i buoni * e con i retti di cuore. Quelli che vanno per sentieri tortuosi † il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi: * Pace su Israele! 1 ant. Circonda il tuo popolo, Signore, ora e sempre.
Salmodia — 2
2 ant. Se non saprete farvi come bambini, nella novità del cuore e della vita, non entrerete nel regno dei cieli.
SALMO 130 Confidare in Dio come il bimbo nella madre Imparate da me, che sono mite e umile di cuore (Mt 11, 29).
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore * e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, * superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno † come bimbo svezzato in braccio a sua madre, * come un bimbo svezzato è l’anima mia. Speri Israele nel Signore, * ora e sempre. 2 ant. Se non saprete farvi come bambini, nella novità del cuore e della vita, non entrerete nel regno dei cieli.
Salmodia — 3
3 ant. Hai fatto di noi, Signore, un popolo regale, sacerdoti per il nostro Dio.
CANTICO Cfr. Ap 4, 11; 5, 9. 10. 12 Inno dei salvati
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, * l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, † per la tua volontà furono create, * per il tuo volere sussistono. Tu sei degno, o Signore, di prendere il libro * e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato † e hai riscattato per Dio con il tuo sangue * uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti * e regneranno sopra la terra. L’Agnello che fu immolato è degno di potenza, † ricchezza, sapienza e forza, * onore, gloria e benedizione. 3 ant. Hai fatto di noi, Signore, un popolo regale, sacerdoti per il nostro Dio.
Lettura Breve
Rm 12, 9-12 La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera.
Responsorio
V. La tua parola, Signore, * rimane in eterno. La tua parola, Signore, rimane in eterno. R. La tua fedeltà per ogni generazione: rimane in eterno. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. La tua parola, Signore, rimane in eterno.
Antifona al Magnificat
Il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.
Intercessioni
Dio ha costituito il suo popolo sul fondamento della speranza. Con animo lieto e riconoscente acclamiamo: Tu sei la nostra speranza, Signore. Ti rendiamo grazie, Padre, perché ci hai donato il tuo Figlio, — in lui ci hai colmato delle ricchezze della tua parola e della tua scienza. O Dio, che hai in mano i cuori e le intelligenze di tutti gli uomini, — illumina i governanti perché ispirino le intenzioni e le opere alla sapienza del Vangelo. Agli artisti affidi la missione di rivelare lo splendore del tuo volto, — fa’ che le loro opere portino all’umanità un messaggio di pace e di speranza. Sei giusto e non permetti che siamo tentati al di sopra delle nostre forze, — aiuta i deboli, sostieni i vacillanti, rialza i caduti. Nel Cristo, tuo Figlio, ci hai dato la certezza della risurrezione nell’ultimo giorno, — accogli nella tua casa i nostri fratelli defunti. Padre nostro.
Orazione
Salga a te, Dio onnipotente, la nostra lode della sera e scenda su di noi la tua benedizione, perché oggi e sempre possiamo gustare il dono della tua salvezza. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall’umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell’alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Non nascondermi il tuo volto, perché in te confido, Signore.
SALMO 142, 1-11 Preghiera nella tribolazione Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2, 16).
Signore, ascolta la mia preghiera, † porgi l’orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele, * e per la tua giustizia rispondimi. Non chiamare in giudizio il tuo servo: * nessun vivente davanti a te è giusto. Il nemico mi perseguita, † calpesta a terra la mia vita, * mi ha relegato nelle tenebre come i morti da gran tempo. In me languisce il mio spirito, * si agghiaccia il mio cuore. Ricordo i giorni antichi, † ripenso a tutte le tue opere, * medito sui tuoi prodigi. A te protendo le mie mani, * sono davanti a te come terra riarsa. Rispondimi presto, Signore, * viene meno il mio spirito. Non nascondermi il tuo volto, * perché non sia come chi scende nella fossa. Al mattino fammi sentire la tua grazia, * poiché in te confido. Fammi conoscere la strada da percorrere, * perché a te si innalza l’anima mia. Salvami dai miei nemici, Signore, * a te mi affido. Insegnami a compiere il tuo volere, † perché sei tu il mio Dio. * Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana. Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, * liberami dall’angoscia, per la tua giustizia. Ant. Non nascondermi il tuo volto, perché in te confido, Signore.
Lettura Breve
1 Pt 5, 8-9 Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Illumina questa notte, o Signore, perché dopo un sonno tranquillo ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno, per camminare lieti nel tuo nome. Per Cristo.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Oppure: Salve, Regína, mater misericórdiæ; vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamámus, éxsules fílii Evæ. Ad te suspirámus, geméntes et flentes in hac lacrimárum valle. Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte. Et Iesum, benedíctum fructum ventris tui, nobis post hoc exsílium osténde. O clemens, o pia, o dulcis Virgo María.