Venerdì 2026-05-29 Verde

Omelia
A II VIII Ordinario IV Salterio Feria Verde San Paolo VI, papa Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Gesù salvatore, luce vera del mondo, accogli le primizie della nostra preghiera. Risveglia in noi la fede, la speranza, l’amore; dona pace e concordia e letizia perfetta. Lenisci con le lacrime la durezza dei cuori, accendi il desiderio della patria beata. A te sia gloria, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
SALMO 50 Pietà di me, o Signore Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo (cfr. Ef 4, 23-24).
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; * nel tuo grande amore cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, * mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, * il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, * quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; perciò sei giusto quando parli, * retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, * nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore * e nell’intimo m’insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondato; * lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, * esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, * cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, * rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza * e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, * sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie * e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, * la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra * e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio * e se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito * è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato * tu, o Dio, non disprezzi. Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, * rialza le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, * l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime * sopra il tuo altare. 1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
Salmodia — 2
2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
CANTICO Tb 13, 10-13. 15. 16c-17a Ringraziamento per la liberazione del popolo Mi mostrò la città santa, Gerusalemme... risplendente della gloria di Dio (Ap 21, 10-11).
Tutti parlino del Signore * e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, † ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, * e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Da’ lode degnamente al Signore * e benedici il re dei secoli; egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, * per allietare in te tutti i deportati, per far contenti in te tutti gli sventurati, * per tutte le generazioni dei secoli. Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; * nazioni numerose verranno a te da lontano; gli abitanti di tutti i confini della terra † verranno verso la dimora del tuo santo nome, * portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza * e il nome della città eletta durerà nei secoli. Sorgi ed esulta per i figli dei giusti: † tutti presso di te si raduneranno * e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, * beati coloro che gioiscono per la tua pace. Anima mia, benedici il Signore, il gran sovrano: † Gerusalemme sarà ricostruita * come città della sua residenza per sempre. 2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
Salmodia — 3
3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
SALMO 147 La Gerusalemme riedificata Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9).
Glorifica il Signore, Gerusalemme, * loda, Sion, il tuo Dio. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, * in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Egli ha messo pace nei tuoi confini * e ti sazia con fior di frumento. Manda sulla terra la sua parola, * il suo messaggio corre veloce. Fa scendere la neve come lana, * come polvere sparge la brina. Getta come briciole la grandine, * di fronte al suo gelo chi resiste? Manda una sua parola ed ecco si scioglie, * fa soffiare il vento e scorrono le acque. Annunzia a Giacobbe la sua parola, * le sue leggi e i suoi decreti a Israele. Così non ha fatto con nessun altro popolo, * non ha manifestato ad altri i suoi precetti. 3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
Lettura Breve
Gal 2, 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Responsorio
R. Invocherò l’Altissimo: * da lui ogni mio bene. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene. V. Dal cielo manderà la sua salvezza: da lui ogni mio bene. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.
Dal Biennale
VIII · Ordinario · Venerdì · Ciclo II
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo (11,30–12,13) Quando sono debole, è allora che sono forte Fratelli: se è necessario vantarsi, mi vanterò di quanto si riferisce alla mia debolezza. Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città dei Damasceni per catturarmi, ma da una finestra fui calato per il muro in una cesta e così sfuggii dalle sue mani. Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Conosco un uomo in Cristo che quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza il corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi solo la verità; ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità» negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte. Sono diventato pazzo; ma siete voi che mi ci avete costretto. Infatti avrei dovuto essere raccomandato io da voi, perché non sono per nulla inferiore a quei “superapostoli”, anche se sono un nulla. Certo, in mezzo a voi si sono compiuti i segni del vero apostolo, in una pazienza a tutta prova, con segni, prodigi e miracoli. In che cosa infatti siete stati inferiori alle altre Chiese, se non in questo, che io non vi sono stato d’aggravio? Perdonatemi questa ingiustizia!
Responsorio
Responsorio (2Cor 12,9; 4,7) R. Ben volentieri mi vanterò delle mie debolezze,perché dimori in me la potenza di Cristo. *La sua potenza infatti simanifesta pienamente nella debolezza. V. Abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perchéappaia che la potenza straordinaria viene da Dio. R. La sua potenza infatti si manifesta pienamentenella debolezza.
Seconda Lettura
Dai “Discorsi” di sant’Agostino, vescovo (247,5-6) Non io solo, ma la grazia di Dio che è con me Presta attenzione all’apostolo Paolo, rifletti sulle sue parole: «Il mio sangue sta per essere sparso in libagione, ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno» (2Tm 4,6-8). Non negherà il dovuto, colui che ha donato ciò che non era dovuto. Il giudice giusto darà la corona, la darà: ha infatti a chi darla «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede». Darà la corona per questi meriti, e non negherà il dovuto, come ho detto, egli che ha donato il non dovuto. Che significa il non dovuto? Sentiamo Paolo stesso mentre si confessa e loda il datore della grazia confessando la propria vita. In precedenza, dice, «ero stato un bestemmiatore, un persecutore, un violento» (1Tm 1,13). E dunque, ti era dovuto l’essere apostolo? Cosa era dovuto a un bestemmiatore, a un persecutore, a un violento? Cosa, se non la dannazione eterna? E al suo posto cosa hai ricevuto? «Mi è stata usata misericordia perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede» (ivi). Questa è la misericordia che Dio concesse, senza che fosse dovuta. Stai ancora a sentire un’altra sua affermazione fatta altrove: «Non sono degno, dice, di chiamarmi apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio» (1Cor 15,9). È proprio chiaro, Apostolo, che non eri degno. E di dove ti è venuto l’essere degno? Per quale ragione ora sei degno? «Ma per grazia di Dio sono quello che sono» (1Cor 15,10). Era colpa mia di essere quel che ero, ma per la grazia di Dio sono quel che sono. «Per la grazia di Dio, dici, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro» (ivi). Hai corrisposto, dunque, alla grazia di Dio? Hai ricevuto, ma hai anche restituito? Bada bene, Paolo, a quel che hai detto. Ci bado, dice: «non io, però, ma la grazia di Dio che è con me» (ivi). E dunque, a questo apostolo che si dà da fare, che conduce una buona gara, che si avvia verso la fine, che si conserva fedele, negherà Dio, giudice giusto, il premio dovuto, dopo di avergli dato una grazia non dovuta? Hai constatato che esiste nel tuo corpo un’altra legge che si oppone alle tue convinzioni, e ti trascina schiavo sotto la legge del peccato, e la percepisci in ogni parte del tuo corpo. Come riportare la vittoria, senza tener conto di quanto segue? «Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!» (Rm 7,24-25). La lotta, la fatica, la perseveranza, la vittoria ti vengono da qui. Osservate quest’uomo che combatte: «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità; il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello» (Rm 8,35-36). Quanta debolezza, fatica, miseria, pericoli, tentazioni! E di dove la vittoria per chi combatte? Senti cosa segue: «Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati» (Rm 8,37). Hai percorso intero il tuo cammino: sotto la guida, il comando, con l’aiuto di chi? Cosa affermi a questo punto? Sei stato fedele, è vero. Ma anzitutto, di che fedeltà si tratta? Di quella che ti sei stabilita da te stesso? È falso quel che hai affermato: «Valutatevi ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato» (Rm 12,3)? Non sei tu che ti rivolgi ad alcuni tuoi compagni di battaglia, compagni di fatica e di corsa nello stadio di questa vita, e che dici loro «A voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo, ma anche di soffrire per lui» (Fil 1,29)? Ecco, credere in Cristo e patire per lui: queste sono cose date in dono.
Responsorio
Responsorio (1Cor 2,3-4.5.1) R. Io venni in mezzo a voi in debolezza e conmolto timore e trepidazione; la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, *perché la vostra fede nonfosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. V. Non mi presentai ad annunziarvi latestimonianza di Dio con sublimità di parola e di sapienza, R. perché la vostra fede non fosse fondata sullasapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe 12, 1-25 Risposta di Giobbe: Dio ha in mano ogni vivente; egli domina l’umana sapienza Giobbe allora rispose agli amici: È vero, sì, che voi siete la voce del popolo e la sapienza morirà con voi! Anch’io però ho senno come voi, e non sono da meno di voi; chi non sa cose simili? Ludibrio del suo amico è diventato chi grida a Dio perché gli risponda; ludibrio il giusto, l’integro! «Per la sventura, disprezzo», pensa la gente prosperosa, «spinte a colui che ha il piede tremante». Le tende dei ladri sono tranquille, c’è sicurezza per chi provoca Dio, per chi vuol ridurre Dio in suo potere. Ma interroga pure le bestie, perché ti ammaestrino, gli uccelli del cielo, perché ti informino, o i rettili della terra, perché ti istruiscano, o i pesci del mare, perché te lo facciano sapere. Chi non sa, fra tutti questi esseri, che la mano del Signore ha fatto questo? Egli ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio d’ogni carne umana. L’orecchio non distingue forse le parole e il palato non assapora i cibi? Nei canuti sta la saggezza e nella vita lunga la prudenza. In lui risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza! Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire, se imprigiona uno, non si può liberare. Se trattiene le acque, tutto si secca, se le lascia andare, devastano la terra. Presso di lui c’è potenza e sagacia, a lui appartiene l’ingannato e l’ingannatore. Rende stolti i consiglieri della terra, priva i giudici di senno; scioglie la cintura dei re e cinge i loro fianchi d’una corda. Fa andare scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti. Toglie la favella ai più veraci e priva del senno i vegliardi. Sui nobili spande il disprezzo e allenta la cintura ai forti. Strappa dalle tenebre i segreti e porta alla luce le cose oscure. Fa grandi i popoli e li lascia perire, estende le nazioni e le abbandona. Toglie il senno ai capi del paese e li fa vagare per solitudini senza strade, vanno a tastoni per le tenebre, senza luce, e barcollano come ubriachi.
Responsorio
Cfr. Gb 12, 13. 14; 23, 13 R. In Dio risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza. * Se egli demolisce, non puoi ricostruire; se imprigiona, non ti puoi liberare. V. Egli è l’unico: se sceglie, chi lo farà cambiare? Ciò che vuole, lo fa. R. Se egli demolisce, non puoi ricostruire; se imprigiona, non ti puoi liberare.
Seconda Lettura
Dal «Commento al libro di Giobbe» di san Gregorio Magno, papa (Lib. 10, 47-48; PL 75, 946-947) La testimonianza interiore «Chi è deriso dal suo amico, come lo sono io, invocherà Dio ed egli lo esaudirà» (Gb 12, 4 volgata). Spesso la mente inferma, quando per le buone azioni è raggiunta dalla lode e dal plauso umano, si lascia andare alle gioie esteriori, dà poca importanza alle aspirazioni interiori, e si adagia volentieri in ciò che sente dire. Così si rallegra più di essere proclamata buona, che di esserlo veramente. Mentre brama parole di lode, abbandona ciò che aveva incominciato a essere. Si allontana da Dio proprio per quelle lodi che sembravano unirla a lui. Talvolta poi attende con impegno a operare rettamente, e tuttavia è tormentata dalla derisione degli uomini. Compie cose mirabili e ne riceve insulti; e mentre le lodi l’avrebbero tirata fuori di sé, gli oltraggi la costringono a rientrare in se stessa; e tanto più saldamente si attacca a Dio nel suo interno, quanto non ha trovato all’esterno dove riposare. Allora dirige tutta la speranza nel Creatore e, tra i biasimi e le derisioni, invoca unicamente il suo testimone interiore. L’anima afflitta si fa tanto più vicina a Dio quanto più si fa estranea alla stima e al favore umano; si dà subito alla preghiera, e, sotto la pressione esteriore, diventa più pura e più limpida, per penetrare più facilmente nel mondo interiore. A ragione dunque si dice ora: «Chi è deriso dal suo amico, come lo sono io, invocherà Dio ed egli lo esaudirà»; i malvagi infatti, mentre rimproverano la coscienza dei buoni, dimostrano quale testimone cerchino delle loro azioni. E così i buoni vengono stimolati a raccogliersi in preghiera, e a procurarsi il favore divino nella sfera interiore proprio mentre vengono privati della lode umana nella sfera esteriore. È da notare poi quanto saggiamente si soggiunga: «Come lo sono io», perché vi sono alcuni che sono oppressi dalle irrisioni umane, e tuttavia non trovano ascolto alle orecchie di Dio. Quando infatti la derisione è diretta contro la colpa, non si acquista certo alcun merito di virtù nella derisione. «Ma viene derisa la semplicità del giusto» (Gb 12, 4 volgata). La sapienza di questo mondo sta nel coprire con astuzia i propri sentimenti, nel velare il pensiero con le parole, nel mostrare vero il falso e falso il vero. Al contrario, la sapienza del giusto sta nel fuggire ogni finzione, nel manifestare con le parole il proprio pensiero, nell’amare il bene così com’è, nell’evitare la falsità, nel donare gratuitamente i propri beni, nel sopportare più volentieri il male che farlo, nel non cercare di vendicarsi delle ingiurie, nel ritenere un guadagno l’offesa subita a causa della verità. Ma questa semplicità del giusto viene derisa, perché la purezza d’intenzione è creduta stoltezza dai sapienti di questo mondo. Infatti tutto ciò che si fa con innocenza, è ritenuto da questi senz’altro una cosa stolta; e tutto ciò che la verità approva nell’agire, suona come sciocchezza per la sapienza di questo mondo.
Responsorio
Cfr. Sal 118, 104-105; Gv 6, 68 R. Ho in odio ogni via di menzogna. * Lampada ai miei passi è la tua parola, e luce sul mio cammino. V. Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. R. Lampada ai miei passi è la tua parola, e luce sul mio cammino.
Vangelo della Messa
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio! Dal Vangelo secondo Marco Mc 11,11-25 [Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l'udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Invocazioni
Invochiamo la provvidenza del Padre, che veglia su coloro che ha creati e redenti per mezzo del suo Figlio, e diciamo: Conferma ciò che hai operato in noi, Signore. Dio di misericordia, guidaci sulla via della santità, — perché cerchiamo sempre ciò che è vero, buono e giusto. Non abbandonarci, o Dio, per il tuo grande amore, — non dimenticare la tua alleanza. Accogli l’offerta del nostro cuore contrito e umiliato, — fa’ che non siano confusi quelli che si affidano a te. Tu che ci hai resi partecipi della missione profetica del Cristo, — fa’ che annunziamo con le parole e le opere le meraviglie del tuo amore. Padre nostro.
Orazione
Concedi al tuo popolo, o Dio, l’abbondanza dei tuoi doni, perché sia sempre fedele agli impegni del suo battesimo, e viva nella prosperità e nella pace in attesa della gioia eterna. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Il Signore è il mio sostegno, mi ha portato al largo, mi ha liberato perché mi vuol bene. (Cf. Sal 17,19-20)
Colletta
Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà di pace e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1Pt 4,7-13 Carissimi, la fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 95 (96) R. Vieni, Signore, a giudicare la terra. Oppure: R. Viene il Signore a giudicare la terra. Dite tra le genti: «Il Signore regna!». È stabile il mondo, non potrà vacillare! Egli giudica i popoli con rettitudine. R. Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta. R. Davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Io ho scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. (Cf. Gv 15,16) Alleluia.
Vangelo
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio! Dal Vangelo secondo Marco Mc 11,11-25 [Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l'udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe». Parola del Signore.
Sulle offerte
O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti come segno del nostro servizio sacerdotale: fa’ che, per tua misericordia, l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Canterò al Signore, che mi ha beneficato, e loderò il nome del Signore Altissimo. (Cf. Sal 12,6) Oppure: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo. (Mt 28,20)
Dopo la comunione
Saziati dal dono di salvezza, invochiamo la tua misericordia, o Signore: questo sacramento, che ci nutre nel tempo, ci renda partecipi della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
San Paolo VI, papa

San Paolo VI, papa

Dal Martirologio
Giovanni Battista Montini, nato a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897 in una famiglia ricca di fede, fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1920. Prestò servizio alla Sede Apostolica, finché nel 1954 venne nominato Arcivescovo di Milano. Eletto Sommo Pontefice il 21 giugno 1963, condusse felicemente a termine il Concilio Ecumenico Vaticano II, impegnandosi in ogni modo nel dialogo con il mondo contemporaneo e promuovendo un’immagine di Chiesa «esperta in umanità», chiamata a diffondere la «civiltà dell’amore» portata da Cristo. Morì il 6 agosto 1978. (dal Messale)
Altri Santi
Sant’Esichio, martire
Ad Antiochia di Siria, oggi in Turchia, sant’Esichio, martire, che, funzionario di palazzo, durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, udito l’ordine che chiunque si rifiutava di sacrificare agli idoli doveva abbandonare l’esercito, depose immediatamente le armi e fu per questo precipitato nel fiume Oronte con un grande masso legato al braccio destro.
San Massimino, vescovo
A Treviri nella Gallia belgica, nell’odierna Germania, san Massimino, vescovo, che, intrepido difensore dell’integrità della fede contro l’arianesimo, accolse fraternamente sant’Atanasio di Alessandria e altri vescovi esuli e, pur scacciato dalla sua sede da parte dei suoi nemici, morì in patria a Poitiers.
Santi martiri Sisinio, diacono, Martirio, lettore, e Alessandro, ostiario
In Val di Non nel Trentino, santi martiri Sisinio, diacono, Martirio, lettore, e Alessandro, ostiario: cappadoci di origine, fondarono in questa regione una chiesa e introdussero l’uso dei cantici di lode al Signore, finendo poi uccisi da alcuni pagani che stavano offrendo sacrifici di purificazione.
Sant’Esuperanzio, vescovo
A Ravenna sant’Esuperanzio, vescovo, che governò con prudenza questa Chiesa, al tempo in cui il re Odoacre si impadronì dell’Italia e della città.
San Senatore, vescovo
A Milano, san Senatore, vescovo, che, ancora sacerdote, il papa san Leone Magno aveva mandato come legato a Costantinopoli.
San Gerardo, vescovo
A Mâcon in Borgogna, in Francia, san Gerardo, che, dapprima monaco e poi eletto vescovo, condusse infine vita eremitica nella foresta.
Santa Bona, vergine
A Pisa, santa Bona, vergine, che compì con devozione frequenti pellegrinaggi in Terra Santa, a Roma e a Compostela.
Beati Guglielmo Arnaud e dieci compagni
Ad Avignonet vicino a Tolosa in Francia, beati Guglielmo Arnaud e dieci compagni, che, uniti nell’impegno di opporsi all’eresia dei catari, furono arrestati con l’inganno a motivo della loro fede in Cristo e dell’obbedienza alla Chiesa di Roma e morirono trafitti con la spada nella notte dell’Ascensione del Signore, mentre intonavano a una sola voce il Te Deum. I loro nomi sono: beati Bernardo da Roquefort, García d’Aure, Stefano da Saint-Thierry, Raimondo Carbonier; Raimondo da Cortisan, detto Escriban, canonico; Bernardo, Pietro d’Arnaud, Fontanerio e Ademaro, chierici; il Priore di Avignonet, di cui è ignoto il nome.
Beata Gherardesca, vedova
A Pisa, beata Gherardesca, vedova, che trascorse la vita in una cella accanto al monastero Camaldolese di San Savino, dedita alle lodi di Dio e all’intimità con il Signore.
Beato Riccardo Thirkeld, sacerdote e martire
A York in Inghilterra, beato Riccardo Thirkeld, sacerdote e martire, che, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I perché sacerdote e per aver riconciliato molti con la Chiesa cattolica, fu consegnato al supplizio del patibolo.
Beato Giuseppe Gérard, sacerdote
In località Roma in Lesotho nell’Africa australe, beato Giuseppe Gérard, sacerdote degli Oblati di Maria Immacolata, che dapprima nella provincia del Natal e poi soprattutto nel Basutoland annunciò instancabilmente Cristo.
Sant’Orsola (Giulia) Ledóchowska, vergine
A Roma, sant’Orsola (Giulia) Ledóchowska, vergine, che fondò l’Istituto delle Suore Orsoline del Cuore di Gesù Agonizzante e affrontò faticosi viaggi attraverso la Polonia, la Scandinavia, la Finlandia e la Russia.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Creati per la gloria del tuo nome, redenti dal tuo sangue sulla croce, segnati dal sigillo del tuo Spirito, noi t’invochiamo: salvaci, o Signore! Tu spezza le catene della colpa, proteggi i miti, libera gli oppressi e conduci nel cielo ai quieti pascoli il popolo che crede nel tuo amore. Sia lode e onore a te, Pastore buono, luce radiosa dell’eterna luce, che vivi con il Padre e il Santo Spirito nei secoli dei secoli glorioso. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Non disprezzare la mia supplica, o Dio, nel clamore degli empi.
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-9) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico, al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». 1 ant. Non disprezzare la mia supplica, o Dio, nel clamore degli empi.
Salmodia — 2
2 ant. Dall’assalto del nemico Dio ci ha liberato.
II (10-15) Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura, † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. 2 ant. Dall’assalto del nemico Dio ci ha liberato.
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
III (17-24) Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà. V. Ascolta, figlio, la voce della sapienza: R. porgi l’orecchio ai miei insegnamenti.
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe 12, 1-25 Risposta di Giobbe: Dio ha in mano ogni vivente; egli domina l’umana sapienza Giobbe allora rispose agli amici: È vero, sì, che voi siete la voce del popolo e la sapienza morirà con voi! Anch’io però ho senno come voi, e non sono da meno di voi; chi non sa cose simili? Ludibrio del suo amico è diventato chi grida a Dio perché gli risponda; ludibrio il giusto, l’integro! «Per la sventura, disprezzo», pensa la gente prosperosa, «spinte a colui che ha il piede tremante». Le tende dei ladri sono tranquille, c’è sicurezza per chi provoca Dio, per chi vuol ridurre Dio in suo potere. Ma interroga pure le bestie, perché ti ammaestrino, gli uccelli del cielo, perché ti informino, o i rettili della terra, perché ti istruiscano, o i pesci del mare, perché te lo facciano sapere. Chi non sa, fra tutti questi esseri, che la mano del Signore ha fatto questo? Egli ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio d’ogni carne umana. L’orecchio non distingue forse le parole e il palato non assapora i cibi? Nei canuti sta la saggezza e nella vita lunga la prudenza. In lui risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza! Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire, se imprigiona uno, non si può liberare. Se trattiene le acque, tutto si secca, se le lascia andare, devastano la terra. Presso di lui c’è potenza e sagacia, a lui appartiene l’ingannato e l’ingannatore. Rende stolti i consiglieri della terra, priva i giudici di senno; scioglie la cintura dei re e cinge i loro fianchi d’una corda. Fa andare scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti. Toglie la favella ai più veraci e priva del senno i vegliardi. Sui nobili spande il disprezzo e allenta la cintura ai forti. Strappa dalle tenebre i segreti e porta alla luce le cose oscure. Fa grandi i popoli e li lascia perire, estende le nazioni e le abbandona. Toglie il senno ai capi del paese e li fa vagare per solitudini senza strade, vanno a tastoni per le tenebre, senza luce, e barcollano come ubriachi.
Responsorio
Cfr. Gb 12, 13. 14; 23, 13 R. In Dio risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza. * Se egli demolisce, non puoi ricostruire; se imprigiona, non ti puoi liberare. V. Egli è l’unico: se sceglie, chi lo farà cambiare? Ciò che vuole, lo fa. R. Se egli demolisce, non puoi ricostruire; se imprigiona, non ti puoi liberare.
Seconda Lettura
Dal «Commento al libro di Giobbe» di san Gregorio Magno, papa (Lib. 10, 47-48; PL 75, 946-947) La testimonianza interiore «Chi è deriso dal suo amico, come lo sono io, invocherà Dio ed egli lo esaudirà» (Gb 12, 4 volgata). Spesso la mente inferma, quando per le buone azioni è raggiunta dalla lode e dal plauso umano, si lascia andare alle gioie esteriori, dà poca importanza alle aspirazioni interiori, e si adagia volentieri in ciò che sente dire. Così si rallegra più di essere proclamata buona, che di esserlo veramente. Mentre brama parole di lode, abbandona ciò che aveva incominciato a essere. Si allontana da Dio proprio per quelle lodi che sembravano unirla a lui. Talvolta poi attende con impegno a operare rettamente, e tuttavia è tormentata dalla derisione degli uomini. Compie cose mirabili e ne riceve insulti; e mentre le lodi l’avrebbero tirata fuori di sé, gli oltraggi la costringono a rientrare in se stessa; e tanto più saldamente si attacca a Dio nel suo interno, quanto non ha trovato all’esterno dove riposare. Allora dirige tutta la speranza nel Creatore e, tra i biasimi e le derisioni, invoca unicamente il suo testimone interiore. L’anima afflitta si fa tanto più vicina a Dio quanto più si fa estranea alla stima e al favore umano; si dà subito alla preghiera, e, sotto la pressione esteriore, diventa più pura e più limpida, per penetrare più facilmente nel mondo interiore. A ragione dunque si dice ora: «Chi è deriso dal suo amico, come lo sono io, invocherà Dio ed egli lo esaudirà»; i malvagi infatti, mentre rimproverano la coscienza dei buoni, dimostrano quale testimone cerchino delle loro azioni. E così i buoni vengono stimolati a raccogliersi in preghiera, e a procurarsi il favore divino nella sfera interiore proprio mentre vengono privati della lode umana nella sfera esteriore. È da notare poi quanto saggiamente si soggiunga: «Come lo sono io», perché vi sono alcuni che sono oppressi dalle irrisioni umane, e tuttavia non trovano ascolto alle orecchie di Dio. Quando infatti la derisione è diretta contro la colpa, non si acquista certo alcun merito di virtù nella derisione. «Ma viene derisa la semplicità del giusto» (Gb 12, 4 volgata). La sapienza di questo mondo sta nel coprire con astuzia i propri sentimenti, nel velare il pensiero con le parole, nel mostrare vero il falso e falso il vero. Al contrario, la sapienza del giusto sta nel fuggire ogni finzione, nel manifestare con le parole il proprio pensiero, nell’amare il bene così com’è, nell’evitare la falsità, nel donare gratuitamente i propri beni, nel sopportare più volentieri il male che farlo, nel non cercare di vendicarsi delle ingiurie, nel ritenere un guadagno l’offesa subita a causa della verità. Ma questa semplicità del giusto viene derisa, perché la purezza d’intenzione è creduta stoltezza dai sapienti di questo mondo. Infatti tutto ciò che si fa con innocenza, è ritenuto da questi senz’altro una cosa stolta; e tutto ciò che la verità approva nell’agire, suona come sciocchezza per la sapienza di questo mondo.
Responsorio
Cfr. Sal 118, 104-105; Gv 6, 68 R. Ho in odio ogni via di menzogna. * Lampada ai miei passi è la tua parola, e luce sul mio cammino. V. Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. R. Lampada ai miei passi è la tua parola, e luce sul mio cammino.
Orazione
Concedi, Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace, e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Gesù salvatore, luce vera del mondo, accogli le primizie della nostra preghiera. Risveglia in noi la fede, la speranza, l’amore; dona pace e concordia e letizia perfetta. Lenisci con le lacrime la durezza dei cuori, accendi il desiderio della patria beata. A te sia gloria, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
SALMO 50 Pietà di me, o Signore Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo (cfr. Ef 4, 23-24).
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; * nel tuo grande amore cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, * mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, * il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, * quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; perciò sei giusto quando parli, * retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, * nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore * e nell’intimo m’insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondato; * lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, * esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, * cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, * rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza * e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, * sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie * e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, * la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra * e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio * e se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito * è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato * tu, o Dio, non disprezzi. Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, * rialza le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, * l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime * sopra il tuo altare. 1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
Salmodia — 2
2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
CANTICO Tb 13, 10-13. 15. 16c-17a Ringraziamento per la liberazione del popolo Mi mostrò la città santa, Gerusalemme... risplendente della gloria di Dio (Ap 21, 10-11).
Tutti parlino del Signore * e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, † ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, * e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Da’ lode degnamente al Signore * e benedici il re dei secoli; egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, * per allietare in te tutti i deportati, per far contenti in te tutti gli sventurati, * per tutte le generazioni dei secoli. Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; * nazioni numerose verranno a te da lontano; gli abitanti di tutti i confini della terra † verranno verso la dimora del tuo santo nome, * portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza * e il nome della città eletta durerà nei secoli. Sorgi ed esulta per i figli dei giusti: † tutti presso di te si raduneranno * e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, * beati coloro che gioiscono per la tua pace. Anima mia, benedici il Signore, il gran sovrano: † Gerusalemme sarà ricostruita * come città della sua residenza per sempre. 2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
Salmodia — 3
3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
SALMO 147 La Gerusalemme riedificata Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9).
Glorifica il Signore, Gerusalemme, * loda, Sion, il tuo Dio. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, * in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Egli ha messo pace nei tuoi confini * e ti sazia con fior di frumento. Manda sulla terra la sua parola, * il suo messaggio corre veloce. Fa scendere la neve come lana, * come polvere sparge la brina. Getta come briciole la grandine, * di fronte al suo gelo chi resiste? Manda una sua parola ed ecco si scioglie, * fa soffiare il vento e scorrono le acque. Annunzia a Giacobbe la sua parola, * le sue leggi e i suoi decreti a Israele. Così non ha fatto con nessun altro popolo, * non ha manifestato ad altri i suoi precetti. 3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
Lettura Breve
Gal 2, 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Responsorio
R. Invocherò l’Altissimo: * da lui ogni mio bene. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene. V. Dal cielo manderà la sua salvezza: da lui ogni mio bene. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.
Antifona al Benedictus
Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Invocazioni
Invochiamo la provvidenza del Padre, che veglia su coloro che ha creati e redenti per mezzo del suo Figlio, e diciamo: Conferma ciò che hai operato in noi, Signore. Dio di misericordia, guidaci sulla via della santità, — perché cerchiamo sempre ciò che è vero, buono e giusto. Non abbandonarci, o Dio, per il tuo grande amore, — non dimenticare la tua alleanza. Accogli l’offerta del nostro cuore contrito e umiliato, — fa’ che non siano confusi quelli che si affidano a te. Tu che ci hai resi partecipi della missione profetica del Cristo, — fa’ che annunziamo con le parole e le opere le meraviglie del tuo amore. Padre nostro.
Orazione
Concedi al tuo popolo, o Dio, l’abbondanza dei tuoi doni, perché sia sempre fedele agli impegni del suo battesimo, e viva nella prosperità e nella pace in attesa della gioia eterna. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)
I potenti mi perseguitano senza motivo, * ma il mio cuore teme le tue parole. Io gioisco per la tua promessa, * come uno che trova grande tesoro. Odio il falso e lo detesto, * amo la tua legge. Sette volte al giorno io ti lodo * per le sentenze della tua giustizia. Grande pace per chi ama la tua legge, * nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, * e obbedisco ai tuoi comandi. Io custodisco i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa. Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: * davanti a te sono tutte le mie vie. 1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).
Ecco quanto è buono e quanto è soave * che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo, † che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, * che scende sull’orlo della sua veste. È come rugiada dell’Ermon, * che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione * e la vita per sempre. 2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
Salmodia — 3
3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).
Salvami, Signore, dal malvagio, * proteggimi dall’uomo violento, da quelli che tramano sventure nel cuore * e ogni giorno scatenano guerre. Aguzzano la lingua come serpenti; * veleno d’aspide è sotto le loro labbra. Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, † salvami dall’uomo violento: * essi tramano per farmi cadere. I superbi mi tendono lacci † e stendono funi come una rete, * pongono agguati sul mio cammino. Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; * ascolta, Signore, la voce della mia preghiera». Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, * proteggi il mio capo nel giorno della lotta. Signore, non soddisfare i desideri degli empi, * non favorire le loro trame. So che il Signore difende la causa dei miseri, * il diritto dei poveri. Sì, i giusti loderanno il tuo nome, * i retti abiteranno alla tua presenza. 3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
Lettura Breve
Rm 12, 17a. 19b-20a. 21 Non rendete a nessuno male per male. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore (Dt 32, 35). Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere (Pro 25, 21-22). Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. V. La grazia del Signore è da sempre e per sempre R. per il popolo che custodisce l’alleanza.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che all’ora terza fosti condotto al supplizio della croce per la redenzione del mondo, nella tua bontà perdona le nostre colpe passate e preservaci da quelle future. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)
I potenti mi perseguitano senza motivo, * ma il mio cuore teme le tue parole. Io gioisco per la tua promessa, * come uno che trova grande tesoro. Odio il falso e lo detesto, * amo la tua legge. Sette volte al giorno io ti lodo * per le sentenze della tua giustizia. Grande pace per chi ama la tua legge, * nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, * e obbedisco ai tuoi comandi. Io custodisco i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa. Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: * davanti a te sono tutte le mie vie. 1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).
Ecco quanto è buono e quanto è soave * che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo, † che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, * che scende sull’orlo della sua veste. È come rugiada dell’Ermon, * che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione * e la vita per sempre. 2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
Salmodia — 3
3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).
Salvami, Signore, dal malvagio, * proteggimi dall’uomo violento, da quelli che tramano sventure nel cuore * e ogni giorno scatenano guerre. Aguzzano la lingua come serpenti; * veleno d’aspide è sotto le loro labbra. Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, † salvami dall’uomo violento: * essi tramano per farmi cadere. I superbi mi tendono lacci † e stendono funi come una rete, * pongono agguati sul mio cammino. Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; * ascolta, Signore, la voce della mia preghiera». Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, * proteggi il mio capo nel giorno della lotta. Signore, non soddisfare i desideri degli empi, * non favorire le loro trame. So che il Signore difende la causa dei miseri, * il diritto dei poveri. Sì, i giusti loderanno il tuo nome, * i retti abiteranno alla tua presenza. 3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
Lettura Breve
1 Gv 3, 16 Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. V. Rendete grazie al Signore: egli è buono, R. eterna è la sua misericordia.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che all’ora sesta, mentre le tenebre avvolgevano il mondo, fosti inchiodato sulla croce, vittima innocente per la nostra salvezza, donaci sempre quella luce, che guida gli uomini sulla via della vita eterna. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)
I potenti mi perseguitano senza motivo, * ma il mio cuore teme le tue parole. Io gioisco per la tua promessa, * come uno che trova grande tesoro. Odio il falso e lo detesto, * amo la tua legge. Sette volte al giorno io ti lodo * per le sentenze della tua giustizia. Grande pace per chi ama la tua legge, * nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, * e obbedisco ai tuoi comandi. Io custodisco i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa. Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: * davanti a te sono tutte le mie vie. 1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).
Ecco quanto è buono e quanto è soave * che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo, † che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, * che scende sull’orlo della sua veste. È come rugiada dell’Ermon, * che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione * e la vita per sempre. 2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
Salmodia — 3
3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).
Salvami, Signore, dal malvagio, * proteggimi dall’uomo violento, da quelli che tramano sventure nel cuore * e ogni giorno scatenano guerre. Aguzzano la lingua come serpenti; * veleno d’aspide è sotto le loro labbra. Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, † salvami dall’uomo violento: * essi tramano per farmi cadere. I superbi mi tendono lacci † e stendono funi come una rete, * pongono agguati sul mio cammino. Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; * ascolta, Signore, la voce della mia preghiera». Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, * proteggi il mio capo nel giorno della lotta. Signore, non soddisfare i desideri degli empi, * non favorire le loro trame. So che il Signore difende la causa dei miseri, * il diritto dei poveri. Sì, i giusti loderanno il tuo nome, * i retti abiteranno alla tua presenza. 3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
Lettura Breve
1 Gv 4, 9-11 In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. V. Guarda, o Dio, nostro scudo, R. guarda il volto del tuo Cristo.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che al ladrone pentito facesti la grazia di passare dalla croce alla gloria del tuo regno, ricevi l’umile confessione delle nostre colpe e nell’ora della morte apri anche a noi la porta del tuo paradiso. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Gesù redentore, immagine del Padre, luce d’eterna luce, accogli il nostro canto. Per radunare i popoli nel patto dell’amore, distendi le tue braccia sul legno della croce. Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare i misteri pasquali della nostra salvezza. A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ogni giorno, Signore, ti benedico, ricordo i prodigi del tuo amore.
SALMO 144, 1-13 (I) Lode alla Maestà divina Imperscrutabili sono le ricchezze di Cristo. Si manifesta per mezzo della Chiesa la multiforme sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo nostro Signore (cfr. Ef 3, 8-11).
O Dio, mio re, voglio esaltarti * e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Ti voglio benedire ogni giorno, * lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Grande è il Signore * e degno di ogni lode, la sua grandezza * non si può misurare. Una generazione narra all’altra le tue opere, * annunzia le tue meraviglie. Proclamano lo splendore della tua gloria * e raccontano i tuoi prodigi. Dicono la stupenda tua potenza * e parlano della tua grandezza. Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, * acclamano la tua giustizia. Paziente e misericordioso è il Signore, * lento all’ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, * la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere * e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno * e parlino della tua potenza, per manifestare agli uomini i tuoi prodigi * e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è regno di tutti i secoli, * il tuo dominio si estende ad ogni generazione. 1 ant. Ogni giorno, Signore, ti benedico, ricordo i prodigi del tuo amore.
Salmodia — 2
2 ant. Gli occhi di tutti guardano a te: sei vicino, Signore, a quelli che ti cercano.
SALMO 144, 14-21 (II) Il tuo regno è un regno eterno Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale (Ef 1, 3).
Fedele è il Signore in tutte le sue parole, * santo in tutte le sue opere. Il Signore sostiene quelli che vacillano * e rialza chiunque è caduto. Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa * e tu provvedi loro il cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano * e sazi la fame di ogni vivente. Giusto è il Signore in tutte le sue vie, * santo in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a quanti lo invocano, * a quanti lo cercano con cuore sincero. Appaga il desiderio di quelli che lo temono, * ascolta il loro grido e li salva. Il Signore protegge quanti lo amano, * ma disperde tutti gli empi. Canti la mia bocca * la lode del Signore. Ogni vivente benedica il suo nome santo, * in eterno e sempre. 2 ant. Gli occhi di tutti guardano a te: sei vicino, Signore, a quelli che ti cercano.
Salmodia — 3
3 ant. Giuste e vere le tue vie, o re delle genti!
CANTICO Cfr. Ap 15, 3-4
Inno di adorazione e di lode Grandi e mirabili sono le tue opere, † o Signore Dio onnipotente; * giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà il tuo nome, † chi non ti glorificherà, o Signore? * Tu solo sei santo! Tutte le genti verranno a te, Signore, † davanti a te si prostreranno, * perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati. 3 ant. Giuste e vere le tue vie, o re delle genti!
Lettura Breve
Rm 8, 1-2 Non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.
Responsorio
R. Cristo è morto per i nostri peccati * per ricondurci al Padre. Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre. V. Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito, per ricondurci al Padre. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre
Antifona al Magnificat
Ricordati, Signore, della tua misericordia, come hai promesso ai nostri padri.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Ricordati, Signore, della tua misericordia, come hai promesso ai nostri padri.
Intercessioni
Benediciamo il Cristo, principio e fondamento della nostra speranza, e invochiamo il suo nome: Signore, abbi pietà di noi. Cristo, guarda la nostra debolezza che ci inclina a cedere, — sostienici con la tua grazia. Tu conosci quanto è forte per noi la suggestione del male, — guarisci le nostre anime con la larghezza del tuo perdono. Tu, che sei offeso dal peccato e placato dalla penitenza, — allontana i flagelli della tua ira, che meritiamo a causa delle nostre colpe. Hai perdonato la peccatrice e hai preso sulle tue spalle la pecorella smarrita, — non privarci mai della tua misericordia. Ci hai aperto le porte del cielo mediante la tua croce, — accogli in paradiso tutti coloro che hanno sperato in te. Padre nostro.
Orazione
Padre misericordioso, che hai redento il mondo con la passione del tuo Figlio, fa’ che la tua Chiesa si offra a te come sacrificio vivo e santo e sperimenti sempre la pienezza del tuo amore. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.
SALMO 87 Preghiera di un uomo gravemente malato Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22, 53).
Signore, Dio della mia salvezza, * davanti a te grido giorno e notte. Giunga fino a te la mia preghiera, * tendi l’orecchio al mio lamento. Io sono colmo di sventure, * la mia vita è vicino alla tomba. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, * sono come un uomo ormai privo di forza. È tra i morti il mio giaciglio, * sono come gli uccisi stesi nel sepolcro, dei quali tu non conservi il ricordo * e che la tua mano ha abbandonato. Mi hai gettato nella fossa profonda, * nelle tenebre e nell’ombra di morte. Pesa su di me il tuo sdegno * e con tutti i tuoi flutti mi sommergi. Hai allontanato da me i miei compagni, * mi hai reso per loro un orrore. Sono prigioniero senza scampo; * si consumano i miei occhi nel patire. Tutto il giorno ti chiamo, Signore, * verso di te protendo le mie mani. Compi forse prodigi per i morti? * O sorgono le ombre a darti lode? Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, * la tua fedeltà negli inferi? Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, * la tua giustizia nel paese dell’oblio? Ma io a te, Signore, grido aiuto, * e al mattino giunge a te la mia preghiera. Perché, Signore, mi respingi, * perché mi nascondi il tuo volto? Sono infelice e morente dall’infanzia, * sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori. Sopra di me è passata la tua ira, * i tuoi spaventi mi hanno annientato, mi circondano come acqua tutto il giorno, * tutti insieme mi avvolgono. Hai allontanato da me amici e conoscenti * mi sono compagne solo le tenebre. Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.
Lettura Breve
Ger 14, 9 Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Donaci, o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. Oppure: Alma Redemptóris Mater, quæ pérvia cæli porta manes, et stella maris, succúrre cadénti, súrgere qui curat, pópulo: tu quæ genuísti, natúra miránte, tuum sanctum Genitórem, Virgo prius ac postérius, Gabriélis ab ore sumens illud Ave, peccatórum miserére.