Lunedì 2026-04-06 Bianco

Omelia
A II I Pasqua I Salterio Feria Bianco Sant'Ireneo, vescovo e martire Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra. Dagli abissi della morte Cristo ascende vittorioso insieme agli antichi padri. Accanto al sepolcro vuoto invano veglia il custode: il Signore è risorto. O Gesù, re immortale, unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo. Irradia sulla tua Chiesa, pegno d’amore e di pace, la luce della tua Pasqua. Sia gloria e onore a Cristo, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen. Oppure: Auróra lucis rútilat, cælum resúltat láudibus, mundus exsúltans iúbilat, gemens inférnus úlulat, Cum rex ille fortíssimus, mortis confráctis víribus, pede concúlcans tártara solvit caténa míseros. Ille, quem clausum lápide miles custódit ácriter, triúmphans pompa nóbili victor surgit de fúnere. Inférni iam gemítibus solútis et dolóribus, quia surréxit Dóminus respléndens clamat ángelus. Esto perénne méntibus paschále, Iesu, gáudium, et nos renátos grátiæ tuis triúmphis ággrega. Iesu, tibi sit glória, qui morte victa prǽnites, cum Patre et almo Spíritu, in sempitérna sǽcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Cristo risorto ha illuminato il suo popolo, redento dal suo sangue, alleluia.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, * di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, * come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, * per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, * le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, * nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, * e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Nel mio giaciglio di te mi ricordo, * penso a te nelle veglie notturne, tu sei stato il mio aiuto; * esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe * l’anima mia. La forza della tua destra * mi sostiene. 1 ant. Cristo risorto ha illuminato il suo popolo, redento dal suo sangue, alleluia.
Salmodia — 2
2 ant. Il nostro Redentore è risorto dai morti: cantiamo inni al Signore nostro Dio, alleluia.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, * benedite, cieli, il Signore. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, * benedite, potenze tutte del Signore, il Signore. Benedite, sole e luna, il Signore, * benedite, stelle del cielo, il Signore. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, * benedite, o venti tutti, il Signore. Benedite, fuoco e calore, il Signore, * benedite, freddo e caldo, il Signore. Benedite, rugiada e brina, il Signore, * benedite, gelo e freddo, il Signore. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, * benedite, notti e giorni, il Signore. Benedite, luce e tenebre, il Signore, * benedite, folgori e nubi, il Signore. Benedica la terra il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, * benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. Benedite, sorgenti, il Signore, * benedite, mari e fiumi, il Signore. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, * benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, * benedite, figli dell’uomo, il Signore. Benedica Israele il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, * benedite, o servi del Signore, il Signore. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, * benedite, pii e umili di cuore, il Signore. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, * lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, * degno di lode e di gloria nei secoli. Alla fine di questo cantico non si dice il Gloria al Padre . 2 ant. Il nostro Redentore è risorto dai morti: cantiamo inni al Signore nostro Dio, alleluia.
Salmodia — 3
3 ant. Alleluia, il Signore è risorto, come aveva predetto, alleluia.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; * la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, * esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, * con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, * incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, * sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca * e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli * e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, * i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi * il giudizio già scritto: questa è la gloria * per tutti i suoi fedeli. 3 ant. Alleluia, il Signore è risorto, come aveva predetto, alleluia.
Lettura Breve
Rm 10, 8b-10 Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore (Dt 30, 14): cioè la parola della fede che noi predichiamo. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Invece del responsorio breve si dice: Ant. Questo è il giorno, che ha fatto il Signore, alleluia: rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.
Dal Biennale
I · Pasqua · Lunedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli (1,1-26) Apparizione e ascensione del Signore Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre, «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni». Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostruirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse: «Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue. Infatti sta scritto nel libro dei Salmi: La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti e il suo incarico lo prenda un altro. Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione». Ne furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. Allora essi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai designato a prendere il posto in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto da lui scelto». Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.
Responsorio
Responsorio (1Pt 1,21; Dn 7,14) R. Dio ha risuscitato Cristo dai morti e gli ha dato gloria *ecosì la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio. Alleluia. V. Gli diede potere, gloria e regno R. e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse inDio. Alleluia.
Seconda Lettura
Da una “Omelia” attribuita a sant’Ippolito, sac (6,1-5) O misteriosa sovrabbondanza di grazia! Pasqua divina! Già splendono i raggi della santa luce di Cristo, sorgono gli astri puri del puro Spirito, e mostrano i tesori della gloria celeste e della regale divinità. La notte densa e oscura è stata debellata e l’odiosa morte condannata all’oscurità; la vita irrompe nel mondo, tutto trabocca di luce perenne, e quanti nascono entrano in possesso del mondo nuovo: il Cristo, generato prima dell’aurora, risplende per tutti, immortale e grande più del sole. Perciò a noi che crediamo in lui si avvicina sfolgorante il giorno senza tramonto, la mistica Pasqua, già prefigurata e celebrata dalla legge. La Pasqua, mirabile opera della forza onnipotente di Dio, è davvero la festa e il legittimo memoriale perenne: essa è impassibilità dopo la Passione, immortalità dalla morte, vita dal seme, medicina dalla piaga, risurrezione dalla caduta, ascensione dalla discesa. Così Dio opera cose grandi, dall’impossibile crea cose stupende, per mostrare che lui solo può tutto ciò che vuole. Scioglie i legami della morte, usando del suo potere sovrano, come quando disse: «Lazzaro, vieni fuori» (Gv 11,43); e «Fanciulla, alzati» (Mc 5,41), per mostrare l’efficacia del suo potere. E perciò si consegnò totalmente alla morte, perché in lui fosse uccisa quella belva feroce, e sciolto l’insolubile vincolo. In quel corpo impeccabile la morte cercava ovunque il nutrimento che le è proprio: cercava se vi fossero tendenze voluttuose, o ira, o disobbedienza, o almeno l’antico peccato, prima esca della morte; infatti «il pungiglione della morte è il peccato» (1Cor 15,56). Ma poiché in lui non trovava nulla di cui nutrirsi, prigioniera di se stessa e stremata dalla mancanza di cibo, la morte fu morte a se stessa, come tanti giusti andavano annunciando e profetizzando che sarebbe avvenuto quando il Primogenito fosse risuscitato dai morti. Egli rimase sotto terra per tre giorni, per salvare attraverso di sé tutto il genere umano, anche quello che era esistito prima della Legge Risorto, per prime lo vedono le donne. Come infatti una donna introdusse il peccato nel mondo, così ancora una donna annuncia per prima la vita al mondo. Perciò le donne odono il santo saluto: «Rallegratevi», perché il dolore di prima fosse cancellato dalla gioia della risurrezione; e perché gli increduli credessero che egli era risuscitato dai morti con il corpo. Dopo che ebbe trasformato in uomo celeste l’immagine dell’uomo vecchio che aveva assunta, ascese al cielo portando con sé quell’immagine così trasformata. Le potenze angeliche, al vedere quel grande mistero, l’uomo che ascendeva congiunto con Dio, con gioia ordinarono alle schiere celesti: «Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria» (Sal 23,7). Quelle, a loro volta, vedendo il nuovo prodigio, l’uomo unito con Dio, esclamano a gran voce: «Chi è questo re della gloria?» (Sal 23,8). E le altre di rimando: «Il Signore degli eserciti è il re della gloria, forte e potente, potente in battaglia» (Sal 23,10.8). O misteriosa sovrabbondanza di grazia! O solennità spirituale! O Pasqua divina che discendi dal cielo in terra e dalla terra ascendi al cielo. O Pasqua, nuova luce delle lampade, chiarore verginale delle lucerne! Ormai più non si estinguono le lucerne delle anime; infatti, in modo spirituale e divino è visibile in tutti il fuoco della grazia, offerto dal Corpo, dallo Spirito e dal crisma di Cristo. Ti preghiamo Signore Dio, Cristo, Re spirituale ed eterno, stendi le tue grandi mani sulla tua santa Chiesa e sul tuo popolo santo, difendilo, custodiscilo, conservalo in eterno. Innalza per noi i tuoi trofei e donaci di poter cantare con Mosè il cantico di vittoria, perché tua è la gloria e la potenza nei secoli. Amen.
Responsorio
Responsorio (Sal 95,2; 28,1-2) R. Cantate al Signore, alleluia, cantate al Signore, benediteil suo nome, *annunziate di giorno in giorno la sua salvezza, alleluia,alleluia. V. Date al Signore gloria e potenza, date al Signore la gloriadel suo nome, R. annunziate di giorno in giorno la sua salvezza, alleluia,alleluia. Dove in questo giorno, l’Ufficio comprende il terzo notturno:
Vangelo
Dal vangelo secondo Matteo (28,8-15) In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno». Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: «Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo. E se mai la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia». Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino a oggi
Terza Lettura
Dal “Trattato sulla Passione e Risurrezione del Signore” di un autore del secolo XII (C. 5,38) Ecco, apparirò all’esterno per ricondurti in te stesso perché tu possa trovare dentro di te colui che cerchi al di fuori «Vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Donna – chiesero – perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20,12-13). Ben sapevate, angeli santi, perché piangeva e chi cercava; perché ricordandoglielo l’avete indotta di nuovo al pianto? Ma si avvicina la gioia di una consolazione insperata, perciò scorrano pure il pianto e il dolore in tutta la loro forza. «Si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù» (Gv 20,14). O amabile, consolante spettacolo dell’amore. È sempre lui che è cercato e desiderato, che si nasconde e si manifesta. Si nasconde per essere cercato più ardentemente, per essere trovato con gioia e trattenuto con sollecitudine, per non essere mai più abbandonato, finché non venga introdotto nella stanza del suo amore, per farne sua dimora. In questo modo la sapienza gioca sulla terra e trova le sue delizie tra i figli degli uomini (cfr. Pr 8,30-31). «Donna perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20,15). Possiedi colui che cerchi e lo ignori? Possiedi la vera ed eterna gioia e piangi? Possiedi dentro di te colui che cerchi al di fuori. Davvero sei accanto al sepolcro e piangi di fuori: la tua mente è il mio sepolcro. Qui io riposo, non morto, ma vivente per l’eternità. La tua mente è il mio giardino. Hai giudicato bene: io ne sono il custode. Io, che sono il secondo Adamo, lavoro e custodisco il mio paradiso: il tuo pianto, il tuo amore, il tuo desiderio, sono opera mia. Mi possiedi in te e non lo sai, per questo mi cerchi fuori. Ecco che allora apparirò all’esterno per ricondurti all’interno e tu possa trovare dentro di te colui che cerchi fuori. «Maria» (Gv 20,16), ti ho conosciuta per nome; impara a conoscermi per fede. «Rabbuni!» cioè «Maestro!». È come se dicesse: insegnami a cercarti, insegnami a toccarti e a cospargerti di unguento. «Non toccarmi» come uomo, né come mi toccasti e ungesti prima, quando ero soggetto alla morte. «Non sono ancora salito al Padre mio» (Gv 20,17): non hai ancora creduto che io sono uguale al Padre, coeterno e consustanziale. Credi questo e così mi toccherai. Tu vedi l’uomo e per questo non credi: ciò che si vede non è oggetto di fede. Ma Dio non lo vedi; credi e lo vedrai. Credendo mi toccherai, come quella donna che toccò la frangia della mia veste e subito fu guarita. Perché? Perché mi toccò con la sua fede. Con questa mano toccami, con questi occhi cercami, con questi passi affrettati ad accorrere a me, perché non sono lontano da te. Io sono infatti un Dio che si avvicina, sono parola sulla tua bocca e nel tuo cuore. Che cosa è più vicino all’uomo del suo cuore? Là mi trova, chiunque mi trova. Le cose esteriori, infatti, sono visibili: anch’esse sono opera mia, ma sono transitorie e caduche. Io invece, che ne sono l’artefice, abito nel più profondo dei cuori puri
Responsorio
Responsorio R. Tornata dal sepolcro, Maria Maddalena annunziò aidiscepoli: Ho visto il Signore. *Lei beata che fu degna di portare ilprimo annuncio della vita risorta. Alleluia. V. A lungo piangendo cercò l’amato; vide colui che cercava edopo averlo visto ne portò l’annunzio. R. Lei beata che fu degna di portare il primo annuncio dellavita risorta. Alleluia.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo 1, 1-21 Saluto iniziale e rendimento di grazie Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia, nell’Asia e nella Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza. Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere per un po’ di tempo afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo. Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d’un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo (Lv 11, 44). E se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi. E voi per opera sua credete in Dio, che l’ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio.
Responsorio
Cfr. 1 Pt 1, 3. 13 R. Benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo: nella sua grande misericordia ci ha rigenerati per una speranza viva, * mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, alleluia. V. Perciò, pronti all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data R. mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, alleluia.
Seconda Lettura
Dall’«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 2-7; 100-103; SC 123, 60-64. 120-122) L’agnello immolato ci trasse dalla morte alla vita Prestate bene attenzione, carissimi: il mistero della Pasqua è nuovo e antico, eterno e temporale, corruttibile e incorruttibile, mortale e immortale. Antico secondo la legge, nuovo secondo il Verbo; temporaneo nella figura, eterno nella grazia; corruttibile per l’immolazione dell’agnello, incorruttibile per la vita del Signore; mortale per la sua sepoltura nella terra, immortale per la sua risurrezione dai morti. La legge è antica, ma il Verbo è nuovo; temporale è la figura, eterna la grazia; corruttibile l’agnello, incorruttibile il Signore, che fu immolato come un agnello, ma risorse come Dio. «Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca» (Is 53, 7). La similitudine è passata e ha trovato compimento la realtà espressa: invece di un agnello, Dio, l’uomo-Cristo, che tutto compendia. Perciò l’immolazione dell’agnello, la celebrazione della Pasqua e la scrittura della legge ebbero per fine Cristo Gesù. Nell’antica legge tutto avveniva in vista di Cristo. Nell’ordine nuovo tutto converge a Cristo in una forma assai superiore. La legge è divenuta il Verbo e da antica è fatta nuova, ma ambedue uscirono da Sion e da Gerusalemme. Il precetto si mutò in grazia, la figura in verità, l’agnello nel Figlio, la pecora nell’uomo e l’uomo in Dio. Il Signore, pur essendo Dio, si fece uomo e soffrì per chi soffre, fu prigioniero per il prigioniero, condannato per il colpevole e, sepolto per chi è sepolto, risuscitò dai morti e gridò questa grande parola: Chi è colui che mi condannerà? Si avvicini a me (cfr. Is 50, 8). Io, dice, sono Cristo che ho distrutto la morte, che ho vinto il nemico, che ho messo sotto i piedi l’inferno, che ho imbrigliato il forte e ho elevato l’uomo alle sublimità del cielo; io, dice, sono il Cristo. Venite, dunque, o genti tutte oppresse dai peccati, e ricevete il perdono. Sono io, infatti, il vostro perdono, io la Pasqua della redenzione, io l’Agnello immolato per voi, io il vostro lavacro, io la vostra vita, io la vostra risurrezione, io la vostra luce, io la vostra salvezza, io il vostro re. Io vi porto in alto nei cieli. Io vi risusciterò e vi farò vedere il Padre che è nei cieli. Io vi innalzerò con la mia destra.
Responsorio
Cfr. At 13, 32-33; 10, 42; 2, 36 R. La promessa fatta ai nostri padri Dio l’ha adempiuta, risuscitando Gesù: * e lo ha costituito giudice dei vivi e dei morti, alleluia. V. Dio ha fatto Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso, R. e lo ha costituito giudice dei vivi e dei morti, alleluia.
Vangelo della Messa
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 28,8-15 In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Presto, andate, dite ai discepoli: Il Signore è risorto, alleluia.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Presto, andate, dite ai discepoli: Il Signore è risorto, alleluia.
Invocazioni
Lode e onore a Cristo, costituito dal Padre erede di tutte le genti. A lui s’innalzi la nostra preghiera: Per la tua gloriosa risurrezione salvaci, o Signore. Cristo, che hai vinto l’inferno e hai distrutto il peccato, — donaci oggi e sempre la vittoria sul male. Tu che ci hai liberati dal dominio della morte, — fa’ che gustiamo l’esperienza della vita nuova. Ci hai fatti passare dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio, — dona la tua pace a quanti incontreremo oggi sul nostro cammino. Tu che hai umiliato la prepotenza e l’orgoglio dei tuoi persecutori, — proteggi i poveri, libera gli oppressi, concedi a tutti gli uomini la tua gioia pasquale. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per il nostro Signore. Nel congedare l’assemblea si dice: Andate in pace, alleluia, alleluia. R. Rendiamo grazie a Dio, alleluia, alleluia.
Antifona d'ingresso
Il Signore vi ha fatto entrare in una terra dove scorrono latte e miele; la legge del Signore sia sempre sulla vostra bocca. Alleluia. (Cf. Es 13,5.9) Oppure: Il Signore è risorto, come aveva predetto; rallegriamoci ed esultiamo: egli regna in eterno. Alleluia. Si dice il Gloria.
Colletta
O Padre, che fai crescere la tua Chiesa donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di custodire nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Dagli Atti degli Apostoli At 2,14.22-33 [Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: "Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli ìnferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza". Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli ìnferi, né la sua carne subì la corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 15 (16) R. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Oppure: R. Alleluia, alleluia, alleluia. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene». Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. R. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R. Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita negli ìnferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R. SEQUENZA [Facoltativa]
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo. (Sal 117,24) Alleluia.
Vangelo
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 28,8-15 In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi. Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore, i doni del tuo popolo: tu, che lo hai chiamato alla fede e rigenerato nel Battesimo, guidalo alla beatitudine eterna. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Cristo risorto dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Alleluia. (Rm 6,9) Oppure: Le donne si avvicinarono a Gesù, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Alleluia. (Cf. Mt 28,9)
Dopo la comunione
La grazia di questo sacramento pasquale, o Signore, ricolmi i nostri cuori, perché coloro che hai fatto entrare nella via della salvezza eterna siano resi degni dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Congedo come nel giorno di Pasqua.
Sant'Ireneo, vescovo e martire

Sant'Ireneo, vescovo e martire

Dal Martirologio
A Srijem in Pannonia, nell’odierna Croazia, passione di sant’Ireneo, vescovo e martire, che, al tempo dell’imperatore Massimiano, sotto il governatore Probo, fu dapprima frustato, poi per molti giorni torturato in carcere e infine portò a compimento il suo martirio con la decapitazione.
Altri Santi
Sant’Eutichio, vescovo
A Costantinopoli, sant’Eutichio, vescovo, che presiedette il Concilio Ecumenico Costantinopolitano II, in cui lottò con forza in difesa della retta fede e, dopo aver patito un lungo esilio, morendo professò la resurrezione della carne
Santa Galla
A Roma, santa Galla, che, figlia del console Simmaco, alla morte del marito attese per molti anni presso la chiesa di San Pietro alla preghiera, alle elemosine, ai digiuni e ad altre opere sante; il suo beato transito è stato narrato dal papa san Gregorio Magno.
San Vinebaldo, abate
A Troyes nel territorio della Neustria, in Francia, san Vinebaldo, abate del monastero di Saint-Loup, insigne per austerità di vita
San Prudenzio, vescovo
Nello stesso luogo, san Prudenzio, vescovo, che compilò un compendio del Salterio per chi si metteva in viaggio, raccolse i precetti delle Sacre Scritture per i candidati al sacerdozio e rinnovò la disciplina monastica
Anniversario della morte di san Metodio, vescovo
A Staré Mesto in Moravia, nei confini dell’odierna Repubblica Ceca, anniversario della morte di san Metodio, vescovo, la cui memoria si celebra insieme a quella del fratello san Cirillo il 14 febbraio
Beato Notchero il Balbo, monaco
Nel monastero di San Gallo in Svevia, nel territorio dell’odierna Svizzera, beato Notchero il Balbo, monaco, che trascorse quasi tutta la vita in questo cenobio, dedicandosi alla composizione di numerose sequenze; gracile nel corpo ma non nell’animo, balbuziente nella voce ma non nello spirito, fu profondo nelle scienze divine, paziente nelle avvesità, mite verso tutti, sollecito nella preghiera, nella lettura, nella meditazione e nella scrittura.
San Filarete, monaco
Nel monastero di sant’Elia sul monte Aulina presso Palmi in Calabria, san Filarete, monaco, che fu molto dedito alla preghiera
San Guglielmo, abate
Nell’isola di Eskill vicino a Roeskilde in Danimarca, san Guglielmo, abate, che, chiamato in Danimarca dal cenobio dei Canonici Regolari di Parigi, rinnovò non senza affanni e ostacoli l’osservanza della regola e lasciò la vita all’alba della domenica di Pasqua
San Pietro da Verona, sacerdote
Presso Milano, passione di san Pietro da Verona, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, nato da genitori seguaci del manicheismo, abbracciò ancor fanciullo la fede cattolica e divenuto adolescente ricevette l’abito dallo stesso san Domenico; con ogni mezzo si impegnò nel debellare le eresie, finché fu ucciso dai suoi nemici lungo la strada per Como, proclamando fino all’ultimo respiro il simbolo della fede.
Beata Caterina da Pallanza, vergine
Nel monastero di Santa Maria al Sacro Monte sopra Varese, beata Caterina da Pallanza, vergine, che insieme alle sue compagne praticò vita eremitica sotto la regola di sant’Agostino
San Paolo Lê Bao Tinh, sacerdote e martire
Nella città di V n Tri nel Tonchino, ora Viet Nam, san Paolo Lê Bao Tinh, sacerdote e martire, che, ancora chierico, fu tenuto a lungo in prigione per la sua fede e, diventato sacerdote, fu rettore del Seminario; scrisse un libro di omelie e un compendio di dottrina cristiana e, portato infine di nuovo in giudizio, fu condannato a morte sotto l’imperatore Tu Duc.
Beato Zefirino Agostini, sacerdote
A Verona, beato Zefirino Agostini, sacerdote, che si dedicò al ministero della predicazione, alla catechesi e alla formazione cristiana e con ogni mezzo si prese cura dei giovani, dei poveri e dei malati, fondando per il loro bene anche la Congregazione delle Orsoline Figlie di Maria Immacolata.
Beato Michele Rua, sacerdote
A Torino, beato Michele Rua, sacerdote, insigne propagatore della Società Salesiana.
Beata Pierina Morosini, vergine e martire
Nella cittadina di Fiobbio di Albino vicino a Bergamo, beata Pierina Morosini, vergine e martire, che, a ventisei anni, mentre faceva ritorno a casa dalla fabbrica in cui lavorava, morì ferita a morte al capo nel tentativo di difendere dall’aggressione di un giovane la propria verginità consacrata a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Ecco il gran giorno di Dio, splendente di santa luce: nasce nel sangue di Cristo l’aurora di un mondo nuovo. Torna alla casa il prodigo, splende la luce al cieco; il buon ladrone graziato dissolve l’antica paura. Gli angeli guardano attoniti il supplizio della croce, da cui l’innocente e il reo salgono uniti al trionfo. O mistero insondabile dell’umana redenzione: morendo sopra il patibolo Cristo sconfigge la morte. Giorno di grandi prodigi! La colpa cerca il perdono, l’amore vince il timore, la morte dona la vita. Irradia sulla tua Chiesa la gioia pasquale, o Signore, unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo. Sia lode e onore a Cristo, vincitore della morte, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen. Oppure: Hic est dies verus Dei, sancto serénus lúmine, quo díluit sanguis sacer probrósa mundi crímina. Fidem refúndit pérditis cæcósque visu illúminat; quem non gravi solvit metu latrónis absolútio? Opus stupent et ángeli, poenam vidéntes córporis Christóque adhæréntem reum vitam beátam cárpere. Mystérium mirábile, ut ábluat mundi luem, peccáta tollat ómnium carnis vitia mundans caro. Quid hoc potest sublímius, ut culpa quærat grátiam, metúmque solvat caritas reddátque mors vitam novam? Esto perénne méntibus paschále, Iesu, gáudium, et nos renátos grátiæ tuis triúmphis ággrega. Iesu, tibi sit glória, qui morte victa prǽnites, cum Patre et almo Spíritu, in sempitérna sǽcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io sono colui che sono, e il mio cuore non è con gli empi: la mia volontà è osservare la legge del Signore, alleluia.
SALMO 1
Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, † non indugia nella via dei peccatori * e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, * la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua, * che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; * riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi: * ma come pula che il vento disperde; perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, * né i peccatori nell’assemblea dei giusti. Il Signore veglia sul cammino dei giusti, * ma la via degli empi andrà in rovina. 1 ant. Io sono colui che sono, e il mio cuore non è con gli empi: la mia volontà è osservare la legge del Signore, alleluia.
Salmodia — 2
2 ant. Ho invocato il Padre mio: mi ha fatto erede di tutte le nazioni, alleluia.
SALMO 2
Perché le genti congiurano, * perché invano cospirano i popoli? Insorgono i re della terra † e i principi congiurano insieme * contro il Signore e contro il suo Messia: «Spezziamo le loro catene, * gettiamo via i loro legami». Se ne ride chi abita i cieli, * li schernisce dall’alto il Signore. Egli parla loro con ira, * li spaventa nel suo sdegno: «Io l’ho costituito mio sovrano * sul Sion, mio santo monte». Annunzierò il decreto del Signore. † Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, * io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti * e in dominio i confini della terra. Le spezzerai con scettro di ferro, * come vasi di argilla le frantumerai». E ora, sovrani, siate saggi, * istruitevi, giudici della terra; servite Dio con timore * e con tremore esultate; che non si sdegni e voi perdiate la via. Improvvisa divampa la sua ira. * Beato chi in lui si rifugia. 2 ant. Ho invocato il Padre mio: mi ha fatto erede di tutte le nazioni, alleluia.
Salmodia — 3
3 ant. Dormivo nel sonno della morte, e mi sono risvegliato: il Signore mi ha preso accanto a sé, alleluia.
SALMO 3
Signore, quanti sono i miei oppressori! * Molti contro di me insorgono. Molti di me vanno dicendo: * «Neppure Dio lo salva!». Ma tu, Signore, sei mia difesa, * tu sei mia gloria e sollevi il mio capo. Al Signore innalzo la mia voce * e mi risponde dal suo monte santo. Io mi corico e mi addormento * mi sveglio perché il Signore mi sostiene. Non temo la moltitudine di genti † che contro di me si accampano. * Sorgi, Signore, salvami, Dio mio. Hai colpito sulla guancia i miei nemici, * hai spezzato i denti ai peccatori. Del Signore è la salvezza: * sul tuo popolo la tua benedizione. 3 ant. Dormivo nel sonno della morte, e mi sono risvegliato: il Signore mi ha preso accanto a sé, alleluia. V. I discepoli videro il Signore, alleluia, R. e furono pieni di gioia, alleluia.
Prima Lettura
Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo 1, 1-21 Saluto iniziale e rendimento di grazie Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia, nell’Asia e nella Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza. Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere per un po’ di tempo afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo. Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d’un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo (Lv 11, 44). E se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi. E voi per opera sua credete in Dio, che l’ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio.
Responsorio
Cfr. 1 Pt 1, 3. 13 R. Benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo: nella sua grande misericordia ci ha rigenerati per una speranza viva, * mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, alleluia. V. Perciò, pronti all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data R. mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, alleluia.
Seconda Lettura
Dall’«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 2-7; 100-103; SC 123, 60-64. 120-122) L’agnello immolato ci trasse dalla morte alla vita Prestate bene attenzione, carissimi: il mistero della Pasqua è nuovo e antico, eterno e temporale, corruttibile e incorruttibile, mortale e immortale. Antico secondo la legge, nuovo secondo il Verbo; temporaneo nella figura, eterno nella grazia; corruttibile per l’immolazione dell’agnello, incorruttibile per la vita del Signore; mortale per la sua sepoltura nella terra, immortale per la sua risurrezione dai morti. La legge è antica, ma il Verbo è nuovo; temporale è la figura, eterna la grazia; corruttibile l’agnello, incorruttibile il Signore, che fu immolato come un agnello, ma risorse come Dio. «Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca» (Is 53, 7). La similitudine è passata e ha trovato compimento la realtà espressa: invece di un agnello, Dio, l’uomo-Cristo, che tutto compendia. Perciò l’immolazione dell’agnello, la celebrazione della Pasqua e la scrittura della legge ebbero per fine Cristo Gesù. Nell’antica legge tutto avveniva in vista di Cristo. Nell’ordine nuovo tutto converge a Cristo in una forma assai superiore. La legge è divenuta il Verbo e da antica è fatta nuova, ma ambedue uscirono da Sion e da Gerusalemme. Il precetto si mutò in grazia, la figura in verità, l’agnello nel Figlio, la pecora nell’uomo e l’uomo in Dio. Il Signore, pur essendo Dio, si fece uomo e soffrì per chi soffre, fu prigioniero per il prigioniero, condannato per il colpevole e, sepolto per chi è sepolto, risuscitò dai morti e gridò questa grande parola: Chi è colui che mi condannerà? Si avvicini a me (cfr. Is 50, 8). Io, dice, sono Cristo che ho distrutto la morte, che ho vinto il nemico, che ho messo sotto i piedi l’inferno, che ho imbrigliato il forte e ho elevato l’uomo alle sublimità del cielo; io, dice, sono il Cristo. Venite, dunque, o genti tutte oppresse dai peccati, e ricevete il perdono. Sono io, infatti, il vostro perdono, io la Pasqua della redenzione, io l’Agnello immolato per voi, io il vostro lavacro, io la vostra vita, io la vostra risurrezione, io la vostra luce, io la vostra salvezza, io il vostro re. Io vi porto in alto nei cieli. Io vi risusciterò e vi farò vedere il Padre che è nei cieli. Io vi innalzerò con la mia destra.
Responsorio
Cfr. At 13, 32-33; 10, 42; 2, 36 R. La promessa fatta ai nostri padri Dio l’ha adempiuta, risuscitando Gesù: * e lo ha costituito giudice dei vivi e dei morti, alleluia. V. Dio ha fatto Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso, R. e lo ha costituito giudice dei vivi e dei morti, alleluia.
Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, * ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, * tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli * e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo * il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra * sono pieni della tua gloria. Ti acclama il coro degli apostoli * e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, * eterno Figlio del Padre, tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell'uomo. Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria * nell'assemblea dei santi. * Salva il tuo popolo, Signore, * guida e proteggi i tuoi figli. Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore, * di custodirci senza peccato. Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato. Pietà di noi, Signore, * pietà di noi. Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno. Oppure Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur. Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur. Tibi omnes ángeli, * tibi cæli et univérsæ potestátes: tibi chérubim et séraphim * incessábili voce proclámant: Sanctus, * Sanctus, * Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ. Te gloriósus * Apostolórum chorus, te prophetárum * laudábilis númerus, te mártyrum candidátus * laudat exércitus. Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia, Patrem * imménsæ maiestátis; venerándum tuum verum * et únicum Fílium; Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum. Tu rex glóriæ, * Christe. Tu Patris * sempitérnus es Fílius. Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, * non horruisti Vírginis úterum. Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum. Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris. Iudex créderis * esse ventúrus. Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti. Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári. * Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ. Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum. Per singulos dies * benedícimus te; et laudámus nomen tuum in sæculum, * et in sæculum sæculi. Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre. Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri. Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te. In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum. * Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra. Dagli abissi della morte Cristo ascende vittorioso insieme agli antichi padri. Accanto al sepolcro vuoto invano veglia il custode: il Signore è risorto. O Gesù, re immortale, unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo. Irradia sulla tua Chiesa, pegno d’amore e di pace, la luce della tua Pasqua. Sia gloria e onore a Cristo, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen. Oppure: Auróra lucis rútilat, cælum resúltat láudibus, mundus exsúltans iúbilat, gemens inférnus úlulat, Cum rex ille fortíssimus, mortis confráctis víribus, pede concúlcans tártara solvit caténa míseros. Ille, quem clausum lápide miles custódit ácriter, triúmphans pompa nóbili victor surgit de fúnere. Inférni iam gemítibus solútis et dolóribus, quia surréxit Dóminus respléndens clamat ángelus. Esto perénne méntibus paschále, Iesu, gáudium, et nos renátos grátiæ tuis triúmphis ággrega. Iesu, tibi sit glória, qui morte victa prǽnites, cum Patre et almo Spíritu, in sempitérna sǽcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Cristo risorto ha illuminato il suo popolo, redento dal suo sangue, alleluia.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, * di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, * come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, * per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, * le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, * nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, * e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Nel mio giaciglio di te mi ricordo, * penso a te nelle veglie notturne, tu sei stato il mio aiuto; * esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe * l’anima mia. La forza della tua destra * mi sostiene. 1 ant. Cristo risorto ha illuminato il suo popolo, redento dal suo sangue, alleluia.
Salmodia — 2
2 ant. Il nostro Redentore è risorto dai morti: cantiamo inni al Signore nostro Dio, alleluia.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, * benedite, cieli, il Signore. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, * benedite, potenze tutte del Signore, il Signore. Benedite, sole e luna, il Signore, * benedite, stelle del cielo, il Signore. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, * benedite, o venti tutti, il Signore. Benedite, fuoco e calore, il Signore, * benedite, freddo e caldo, il Signore. Benedite, rugiada e brina, il Signore, * benedite, gelo e freddo, il Signore. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, * benedite, notti e giorni, il Signore. Benedite, luce e tenebre, il Signore, * benedite, folgori e nubi, il Signore. Benedica la terra il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, * benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. Benedite, sorgenti, il Signore, * benedite, mari e fiumi, il Signore. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, * benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, * benedite, figli dell’uomo, il Signore. Benedica Israele il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, * benedite, o servi del Signore, il Signore. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, * benedite, pii e umili di cuore, il Signore. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, * lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, * degno di lode e di gloria nei secoli. Alla fine di questo cantico non si dice il Gloria al Padre . 2 ant. Il nostro Redentore è risorto dai morti: cantiamo inni al Signore nostro Dio, alleluia.
Salmodia — 3
3 ant. Alleluia, il Signore è risorto, come aveva predetto, alleluia.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; * la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, * esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, * con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, * incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, * sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca * e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli * e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, * i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi * il giudizio già scritto: questa è la gloria * per tutti i suoi fedeli. 3 ant. Alleluia, il Signore è risorto, come aveva predetto, alleluia.
Lettura Breve
Rm 10, 8b-10 Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore (Dt 30, 14): cioè la parola della fede che noi predichiamo. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Invece del responsorio breve si dice: Ant. Questo è il giorno, che ha fatto il Signore, alleluia: rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.
Antifona al Benedictus
Presto, andate, dite ai discepoli: Il Signore è risorto, alleluia.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Presto, andate, dite ai discepoli: Il Signore è risorto, alleluia.
Invocazioni
Lode e onore a Cristo, costituito dal Padre erede di tutte le genti. A lui s’innalzi la nostra preghiera: Per la tua gloriosa risurrezione salvaci, o Signore. Cristo, che hai vinto l’inferno e hai distrutto il peccato, — donaci oggi e sempre la vittoria sul male. Tu che ci hai liberati dal dominio della morte, — fa’ che gustiamo l’esperienza della vita nuova. Ci hai fatti passare dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio, — dona la tua pace a quanti incontreremo oggi sul nostro cammino. Tu che hai umiliato la prepotenza e l’orgoglio dei tuoi persecutori, — proteggi i poveri, libera gli oppressi, concedi a tutti gli uomini la tua gioia pasquale. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per il nostro Signore. Nel congedare l’assemblea si dice: Andate in pace, alleluia, alleluia. R. Rendiamo grazie a Dio, alleluia, alleluia.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Cristo è risorto dai morti, vive la vita immortale, alleluia.
SALMO 8
O Signore, nostro Dio, † quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: * sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti † affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, * per ridurre al silenzio nemici e ribelli. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi * il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, * di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, * tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, * tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono le vie del mare. O Signore, nostro Dio, * quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Salmodia — 2
SALMO 18 A I cieli narrano la gloria di Dio, * e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio * e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole, * di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce * e ai confini del mondo la loro parola. Là pose una tenda per il sole † che esce come sposo dalla stanza nuziale, * esulta come prode che percorre la via. Egli sorge da un estremo del cielo † e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: * nulla si sottrae al suo calore.
Salmodia — 3
SALMO 18 B La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. Ant. Cristo è risorto dai morti, vive la vita immortale, alleluia.
Lettura Breve
Cfr. Ap 1, 17c-18 Vidi il Figlio dell’uomo, che mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. V. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia: R. rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Cristo, dato alla morte per i nostri peccati, è risorto, per renderci giusti, alleluia.
SALMO 8
O Signore, nostro Dio, † quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: * sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti † affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, * per ridurre al silenzio nemici e ribelli. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi * il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, * di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, * tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, * tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono le vie del mare. O Signore, nostro Dio, * quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Salmodia — 2
SALMO 18 A I cieli narrano la gloria di Dio, * e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio * e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole, * di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce * e ai confini del mondo la loro parola. Là pose una tenda per il sole † che esce come sposo dalla stanza nuziale, * esulta come prode che percorre la via. Egli sorge da un estremo del cielo † e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: * nulla si sottrae al suo calore.
Salmodia — 3
SALMO 18 B La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. Ant. Cristo, dato alla morte per i nostri peccati, è risorto, per renderci giusti, alleluia.
Lettura Breve
Col 2, 9. 10a. 12 È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza. Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. V. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia: R. rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Voi siete risorti con Cristo: cercate le cose di lassù, alleluia.
SALMO 8
O Signore, nostro Dio, † quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: * sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti † affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, * per ridurre al silenzio nemici e ribelli. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi * il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, * di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, * tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, * tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono le vie del mare. O Signore, nostro Dio, * quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Salmodia — 2
SALMO 18 A I cieli narrano la gloria di Dio, * e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio * e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole, * di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce * e ai confini del mondo la loro parola. Là pose una tenda per il sole † che esce come sposo dalla stanza nuziale, * esulta come prode che percorre la via. Egli sorge da un estremo del cielo † e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: * nulla si sottrae al suo calore.
Salmodia — 3
SALMO 18 B La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. Ant. Voi siete risorti con Cristo: cercate le cose di lassù, alleluia.
Lettura Breve
2 Tm 2, 8. 11 Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo. Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui. V. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia: R. rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Alla cena dell’Agnello, avvolti in bianche vesti, attraversato il Mar Rosso, cantiamo a Cristo Signore. Il suo corpo arso d’amore sulla mensa è pane vivo; il suo sangue sull’altare calice del nuovo patto. In questo vespro mirabile tornan gli antichi prodigi: un braccio potente ci salva dall’angelo distruttore. Mite agnello immolato, Cristo è la nostra Pasqua; il suo corpo adorabile è il vero pane azzimo. Irradia sulla tua Chiesa la gioia pasquale, o Signore; unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo. Sia lode e onore a Cristo, vincitore della morte, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen. Oppure: Ad cenam Agni próvidi, stolis salútis cándidi, post tránsitum maris Rubri Christo canámus príncipi. Cuius corpus sanctíssimum in ara crucis tórridum, sed et cruórem róseum gustándo, Deo vívimus. Protécti paschæ véspero a devastánte ángelo, de Pharaónis áspero sumus erépti império. Iam pascha nostrum Christus est, agnus occísus ínnocens; sinceritátis ázyma qui carnem suam óbtulit. O vera, digna hóstia, per quam frangúntur tártara, captíva plebs redímitur, reddúntur vitæ prǽmia! Consúrgit Christus túmulo, victor redit de bárathro, tyránnum trudens vínculo et paradísum réserans. Esto perénne méntibus paschále, Iesu, gáudium et nos renátos grátiæ tuis triúmphis ággrega. Iesu, tibi sit glória, qui morte victa prǽnites, cum Patre et almo Spíritu, in sempitérna sǽcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Maria Maddalena e l’altra Maria vanno alla tomba, per onorare il corpo sepolto, ma non trovano il Signore, alleluia.
SALMO 109, 1-5. 7
Oracolo del Signore al mio Signore: * «Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici * a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: * «Domina in mezzo ai tuoi nemici. A te il principato nel giorno della tua potenza * tra santi splendori; dal seno dell’aurora, * come rugiada, io ti ho generato ». Il Signore ha giurato e non si pente: * «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek». Il Signore è alla tua destra, * annienterà i re nel giorno della sua ira. Lungo il cammino si disseta al torrente * e solleva alta la testa. 1 ant. Maria Maddalena e l’altra Maria vanno alla tomba, per onorare il corpo sepolto, ma non trovano il Signore, alleluia.
Salmodia — 2
2 ant. Venite, vedete dove era deposto il Signore, alleluia.
SALMO 113 A
Quando Israele uscì dall’Egitto, * la casa di Giacobbe da un popolo barbaro Giuda divenne il suo santuario, * Israele il suo dominio. Il mare vide e si ritrasse, * il Giordano si volse indietro, i monti saltellarono come arieti, * le colline come agnelli di un gregge. Che hai tu, mare, per fuggire, * e tu, Giordano, perché torni indietro? Perché voi monti saltellate come arieti * e voi colline come agnelli di un gregge? Trema, o terra, davanti al Signore, * davanti al Dio di Giacobbe, che muta la rupe in un lago, * la roccia in sorgenti d’acqua. 2 ant. Venite, vedete dove era deposto il Signore, alleluia.
Salmodia — 3
3 ant. Dice il Signore: Non temete; annunziate ai miei fratelli di tornare in Galilea: là mi vedranno, alleluia.
Quando il seguente cantico si canta, l’ Alleluia si può ripetere anche più volte ogni due o quattro stichi. CANTICO Cfr. Ap 19, 1-7 Alleluia. Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; * veri e giusti sono i suoi giudizi. Alleluia. Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, * voi che lo temete, piccoli e grandi. Alleluia. Ha preso possesso del suo regno il Signore, * il nostro Dio, l’Onnipotente. Alleluia. Rallegriamoci ed esultiamo, * rendiamo a lui gloria. Alleluia. Sono giunte le nozze dell’Agnello; * la sua sposa è pronta. 3 ant. Dice il Signore: Non temete; annunziate ai miei fratelli di tornare in Galilea: là mi vedranno, alleluia.
Lettura Breve
Eb 8, 1b-3a Noi abbiamo un sommo sacerdote così grande, che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli (Mc 16, 19), ministro del santuario e della vera tenda che ha costruito il Signore e non un uomo. Ogni sommo sacerdote infatti viene costituito per offrire doni e sacrifici. Invece del responsorio breve si dice: Ant. Questo è il giorno, che ha fatto il Signore, alleluia: rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.
Antifona al Magnificat
Gesù viene incontro alle donne, le saluta dicendo: Pace a voi! Prostrate ai suoi piedi, esse adorano il Signore, alleluia.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Gesù viene incontro alle donne, le saluta dicendo: Pace a voi! Prostrate ai suoi piedi, esse adorano il Signore, alleluia.
Intercessioni
Il Cristo, vivificato dallo Spirito, è divenuto fonte di vita e sacramento universale di salvezza. Pieni di gioia, invochiamo il suo nome: Rinnovaci, Signore, con la forza del tuo Spirito. Cristo, salvatore del mondo e principio della creazione nuova, orienta tutta la nostra vita verso il tuo regno glorioso, – dove ci aspetti alla destra del Padre. Signore, che vivi e operi nella tua Chiesa, – guidaci alla conoscenza di tutta la verità. Rivela la potenza del tuo amore ai poveri, ai malati, agli agonizzanti, – confortali con la luce della tua presenza. Accogli la nostra lode al termine di questa giornata, – fa’ risplendere ai defunti il giorno che non conosce tramonto. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che fai crescere la tua Chiesa, donandole sempre nuovi figli, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Per il nostro Signore. Nel congedare l’assemblea si dice: Andate in pace, alleluia, alleluia. R. Rendiamo grazie a Dio, alleluia, alleluia.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Alleluia, alleluia, alleluia.
SALMO 4 Rendimento di grazie E Dio che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina, che rifulge sul volto di Cristo (2 Cor 4, 6).
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: † dalle angosce mi hai liberato; * pietà di me, ascolta la mia preghiera. Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? * Perché amate cose vane e cercate la menzogna? Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: * il Signore mi ascolta quando lo invoco. Tremate e non peccate, * sul vostro giaciglio riflettete e placatevi. Offrite sacrifici di giustizia * e confidate nel Signore. Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?». * Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. Hai messo più gioia nel mio cuore * di quando abbondano vino e frumento. In pace mi corico e subito mi addormento: * tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
Salmodia — 2
SALMO 133 Orazione notturna nel tempio Lodate il nostro Dio, voi suoi servi, voi che lo temete, piccoli e grandi (Ap 19, 5).
Ecco, benedite il Signore, * voi tutti, servi del Signore; voi che state nella casa del Signore * durante le notti. Alzate le mani verso il tempio * e benedite il Signore. Da Sion ti benedica il Signore, * che ha fatto cielo e terra. Ant. Alleluia, alleluia, alleluia.
Lettura Breve
Dt 6, 4-7 Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Invece del responsorio breve si dice: Ant. Questo è il giorno, che ha fatto il Signore, alleluia: rallegriamoci ed esultiamo, alleluia. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace, alleluia.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace, alleluia.
Orazione
Veglia su di noi in questa notte, o Signore: la tua mano ci ridesti al nuovo giorno perché possiamo celebrare con gioia la risurrezione del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Regina dei cieli, rallegrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia. Oppure: Regína cæli, lætáre, allelúia, Quia quem meruísti portáre, allelúia, Resurréxit, sicut dixit, allelúia. Ora pro nobis Deum, allelúia.