Mercoledì 2026-01-07 Bianco

Omelia
A II Natale II Salterio Feria Bianco San Raimondo di Penyafort Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Prostràti i santi Magi adorano il Bambino, offron doni d'Oriente: oro, incenso e mirra. O simboli profetici di segreta grandezza, che svelano alle genti una triplice gloria! Oro e incenso proclamano il Re e Dio immortale; la mirra annunzia l'Uomo deposto dalla croce. Betlemme, tu sei grande fra le città di Giuda: in te è apparso al mondo il Cristo Salvatore. Nelle sue mani il Padre pose il giudizio e il regno: lo attestano concordi le voci dei profeti. Non conosce confini nello spazio e nel tempo il suo regno d'amore, di giustizia e di pace. A te sia lode, o Cristo, nato da Maria Vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr. 2 Cor 4, 8. 14).
La mia voce sale a Dio e grido aiuto; * la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti. Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, † tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; * io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, * medito e viene meno il mio spirito. Tu trattieni dal sonno i miei occhi, * sono turbato e senza parole. Ripenso ai giorni passati, * ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: * rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, * non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, * è finita la sua promessa per sempre? Può Dio aver dimenticato la misericordia, * aver chiuso nell’ira il suo cuore? E ho detto: «Questo è il mio tormento: * è mutata la destra dell’Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, * ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, * considero tutte le tue gesta. O Dio, santa è la tua via; * quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie, * manifesti la tua forza fra le genti. È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * i figli di Giacobbe e di Giuseppe. Ti videro le acque, Dio, † ti videro e ne furono sconvolte; * sussultarono anche gli abissi. Le nubi rovesciarono acqua, † scoppiò il tuono nel cielo; * le tue saette guizzarono. Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † i tuoi fulmini rischiararono il mondo, * la terra tremò e fu scossa. Sul mare passava la tua via, † i tuoi sentieri sulle grandi acque * e le tue orme rimasero invisibili. Guidasti come gregge il tuo popolo * per mano di Mosè e di Aronne. 1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
Salmodia — 2
2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La gioia e la speranza degli umili è in Dio «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel Signore, * la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio. — Si apre la mia bocca contro i miei nemici, * perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c’è santo come il Signore, * non c’è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, † dalla vostra bocca non esca arroganza; * perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L’arco dei forti s’è spezzato, * ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, * mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte * e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, * scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, * abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, * innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, * e assegnare loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra * e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti egli veglia, † ma gli empi svaniscono nelle tenebre. * Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza. Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! * L’Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; † al suo re darà la forza * ed eleverà la potenza del suo Messia. 2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore regna, esulti la terra. †
SALMO 96 La gloria del Signore nel giudizio Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant’Atanasio).
Il Signore regna, esulti la terra, * † gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, * giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco * e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: * vede e sussulta la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, * davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia * e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue † e chi si gloria dei propri idoli. * Si prostrino a lui tutti gli dèi! Ascolta Sion e ne gioisce, † esultano le città di Giuda * per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, * tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. Odiate il male, voi che amate il Signore: † lui che custodisce la vita dei suoi fedeli * li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per il giusto, * gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, * rendete grazie al suo santo nome. 3 ant. Il Signore regna, esulti la terra.
Lettura Breve
Is 9, 5 Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: «Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace».
Responsorio
R. Adoreranno il Signore * tutti i re della terra. Adoreranno il Signore tutti i re della terra. V. Lo serviranno tutti i popoli, tutti i re della terra. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Adoreranno il Signore tutti i re della terra.
Dal Biennale
7 Gennaio · Natale · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (54,1-17) Nuovo patto del Signore Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore. Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle, rinforza i tuoi piuoli, poiché ti allargherai a destra e a sinistra e la tua discendenza entrerà in possesso delle nazioni, popolerà le città un tempo deserte. Non temere, perché non dovrai più arrossire; non vergognarti, perché non sarai più disonorata; anzi, dimenticherai la vergogna della tua giovinezza e non ricorderai più il disonore della tua vedovanza. Poiché tuo sposo è il tuo creatore, Signore degli eserciti è il suo nome; tuo redentore è il Santo di Israele, è chiamato Dio di tutta la terra. Come una donna abbandonata e con l’animo afflitto, il Signore ti ha richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? Dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore. Ora è per me come ai giorni di Noè, quando giurai che non avrei più riversato le acque di Noè sulla terra; così ora giuro di non più adirarmi con te e di non farti più minacce. Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia. Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata, ecco io pongo sulla malachite le tue pietre e sugli zaffiri le tue fondamenta. Farò di rubini la tua merlatura, le tue porte saranno di carbonchi, tutta la tua cinta sarà di pietre preziose. Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli; sarai fondata sulla giustizia. Sta’ lontana dall’oppressione, perché non dovrai temere, dallo spavento perché non ti si accosterà. Ecco, se ci sarà un attacco, non sarà da parte mia. Chi ti attacca cadrà contro di te. Ecco, io ho creato il fabbro che soffia sul fuoco delle braci e ne trae gli strumenti per il suo lavoro, e io ho creato anche il distruttore per devastare. Nessun’arma affilata contro di te avrà successo, farai condannare ogni lingua che si alzerà contro di te in giudizio. Questa è la sorte dei servi del Signore, quanto spetta a loro da parte mia. Oracolo del Signore.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Is 54,8.10; 43,11) R. Con amore eterno ho avuto pietà di te, dice iltuo redentore, il Signore; *non si allontanerà da te il mio amore, névacillerà la mia alleanza di pace. V. Io, io sono il Signore, fuori di me non v’èsalvatore. R. Non si allontanerà da te il mio amore, névacillerà la mia alleanza di pace.
Seconda Lettura
Dai “Discorsi” di san Proclo di Costantinopoli, vescovo (I, 4.5.6.9.10) Era venuto a salvare, ma fu anche necessario che morisse Egli, che per sua natura non poteva soffrire, per amore misericordioso si espose a grandi sofferenze E assolutamente da escludere che Cristo sia «divenuto» Dio. Assolutamente no! Egli, essendo Dio, come ci insegna la fede, mosso a pietà degli uomini, si fece uomo Non annunziamo un uomo deificato, ma crediamo in un Dio che si è fatto uomo Scelse come madre la sua ancella, egli che per natura non ha madre, e che dall’economia della sua incarnazione escluse un padre terreno. Osserva alle sue radici questa economia ed esalta quindi, o uomo, la potenza di colui che si è fatto carne perché il genere umano era gravato per il peccato da un debito insolubile che in nessun modo poteva pagare. In Adamo tutti avevamo sottoscritto il decreto della nostra condanna: il demonio ci teneva in suo potere. Aveva in mano il decreto della nostra schiavitù: vantava titoli di possesso su di noi a motivo del nostro corpo schiavo delle passioni Nessun uomo poteva salvarci, per il fatto che era lui stesso gravato dal debito del peccato; e neppure un angelo avrebbe potuto farlo: il prezzo del riscatto non sarebbe stato sufficiente. Rimaneva solo che qualcuno, su cui il peccato non avesse potere, Dio, morisse per i peccatori. Questa era l’unica soluzione. E allora? Quegli stesso che dal nulla aveva chiamato all’essere tutta la creazione e a cui non mancavano certo i mezzi per annullare il debito, trovò in Colui che è la vita, la liberazione più degna dalla morte per coloro che alla morte già erano condannati. Ed ecco che si fa uomo nascendo dalla Vergine in un modo imperscrutabile, noto a lui solo. Nessuna parola può adeguarsi a tanto mistero: muore in ciò che era divenuto, redime in forza di quello che era, come dice Paolo: «Per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati» (Col 1,14). O prodigio veramente stupendo! Generò e ottenne agli altri l’immortalità, egli che per se stesso era immortale. Nessun altro mai fu, è, e sarà capace di redimere, a eccezione di lui solo che nacque dalla Vergine, Dio e uomo, non solo perché era pari alla moltitudine dei peccatori, ma anche perché, sotto tanti aspetti, era a essi superiore. Come Figlio, infatti, conserva immutabilmente la stessa natura del Padre; come creatore di tutte le cose non manca di alcun potere, e immensa e inesauribile è la sua misericordia; come pontefice, infine, ci assiste in qualità di valido intercessore. Sotto tutti questi aspetti, sarebbe stato impossibile trovare uno simile a lui. Guarda infatti la sua clemenza: accusato e condannato a morte per sua libera scelta, distrusse la morte che avrebbero meritato coloro che lo crocifissero; volse in salvezza la perfidia di coloro che uccidendolo avevano agito iniquamente. Era venuto a salvare: ma era necessario anche che morisse. Lo stesso Dio eterno, l’Emmanuele, si fece uomo e, mentre in forza della sua divinità portò la salvezza, nell’umanità assunta subì la passione e la morte. È lo stesso nel seno del Padre e in quello della madre; sta tra le braccia della madre e si libra sulle ali del vento (cfr. Sal 103,3); adorato dagli angeli in cielo, sulla terra siede a mensa col pubblicano. O mistero! Vedo i miracoli e riconosco la Divinità; vedo le sofferenze e riconosco l’umanità. L’Emmanuele poi, come uomo aperse le porte della natura, ma in quanto Dio non violò né squarciò il velo della verginità: uscì, infatti, dal seno così come attraverso la parola vi era entrato, nacque come era stato concepito. Vi entrò senza passione e uscì senza corruzione.
Responsorio
Responsorio (Eb 10,5.7; Sal 39,9; Gv 6,38) R. Entrando nel mondo dice: Tu non hai voluto nésacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato: sul rotolo del libro di me è scritto che io faccia il tuo volere; *mio Dio, questo iodesidero, la tua legge è nel profondo del mio cuore. V. Sono disceso dal cielo non per fare la miavolontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. R. Mio Dio, questo io desidero, la tua legge ènel profondo del mio cuore.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia 61, 1-11 Lo Spirito del Signore è sopra il suo servo Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per allietare gli afflitti di Sion, per dare loro una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, canto di lode invece di un cuore mesto. Essi si chiameranno querce di giustizia, piantagione del Signore per manifestare la sua gloria. Ricostruiranno le vecchie rovine, rialzeranno gli antichi ruderi, restaureranno le città desolate, devastate da più generazioni. Ci saranno stranieri a pascere i vostri greggi e figli di stranieri saranno vostri contadini e vignaioli. Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore, ministri del nostro Dio sarete detti. Vi godrete i beni delle nazioni, trarrete vanto dalle loro ricchezze. Perché il loro obbrobrio fu di doppia misura, vergogna e insulto furono la loro porzione; per questo possederanno il doppio nel loro paese, avranno una letizia perenne. Io sono il Signore che amo il diritto e odio la rapina e l’ingiustizia: io darò loro fedelmente il salario, concluderò con loro un’alleanza perenne. Sarà famosa tra i popoli la loro stirpe, i loro discendenti tra le nazioni. Coloro che li vedranno ne avranno stima, perché essi sono la stirpe che il Signore ha benedetto. Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli. Poiché come la terra produce la vegetazione e come un giardino fa germogliare i semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutti i popoli.
Responsorio
Is 61, 1; Gv 8, 42 R. Lo Spirito del Signore è su di me: mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le ferite dei cuori spezzati, * a proclamare libertà agli schiavi, liberazione ai prigionieri. V. Sono uscito da Dio e sono venuto nel mondo; non da me stesso sono venuto, ma lui mi ha mandato R. a proclamare libertà agli schiavi, liberazione ai prigionieri.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo (Disc. 160; PL 52, 620-622) Colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto essere ignorato da noi Benché nel mistero stesso dell’Incarnazione del Signore i segni della sua divinità siano stati sempre chiari, tuttavia la solennità odierna ci manifesta e ci svela in molte maniere che Dio è apparso in corpo umano, perché la nostra natura mortale, sempre avvolta nell’oscurità, non perdesse, per ignoranza, ciò che ha meritato di ricevere e possedere per grazia. Infatti colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto rimanere a noi nascosto; e perciò si manifesta in questo modo, perché questo grande mistero di pietà non diventi occasione di errore. Oggi i magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla. Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio: il cielo calato sulla terra, la terra elevata fino al cielo, l’uomo in Dio, Dio nell’uomo, e colui che il mondo intero non può contenere, racchiuso in un minuscolo corpo. Vedendo, credono e non discutono e lo proclamano per quello che è con i loro doni simbolici. Con l’incenso lo riconoscono Dio, con l’oro lo accettano quale re, con la mirra esprimono la fede in colui che sarebbe dovuto morire. Da questo il pagano, che era ultimo, è diventato primo, perché allora la fede dei gentili fu come inaugurata da quella dei magi. Oggi Cristo è sceso nel letto del Giordano per lavare i peccati del mondo. Lo stesso Giovanni attesta che egli è venuto proprio per questo: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Oggi il servo ha tra le mani il padrone, l’uomo Dio, Giovanni Cristo; lo tiene per ricevere il perdono, non per darglielo. Oggi, come dice il Profeta: La voce del Signore è sulle acque (cfr. Sal 28, 23). Quale voce? «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3, 17). Oggi lo Spirito Santo si libra sulle acque sotto forma di colomba, perché, come la colomba di Noè aveva annunziato che il diluvio universale era cessato, così, a indicazione di questa, si comprendesse che l’eterno naufragio del mondo era finito; e non portò come quella un ramoscello dell’antico ulivo, ma effuse tutta l’ubertosità del nuovo crisma sul capo del nuovo progenitore, perché si adempisse quanto il Profeta aveva predetto: «Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia a preferenza dei tuoi eguali» (Sal 44, 8). Oggi Cristo dà inizio ai celesti portenti, cambiando le acque in vino; ma l’acqua doveva poi mutarsi nel sacramento del sangue, perché Cristo versasse, a chi vuol bere, puri calici dalla pienezza della sua grazia. Si adempiva così il detto del Profeta: Com’è prezioso il mio calice che trabocca! (cfr. Sal 22, 5).
Responsorio
R. Tre doni preziosi i magi hanno offerto al Signore, simboli del suo mistero: * l’oro, per il grande re; l’incenso, per il gran sacerdote; la mirra, al Signore per la sua sepoltura. V. I magi adorano nella culla l’autore della nostra salvezza, e dai loro tesori gli offrono mistici doni: R. l’oro, per il grande re; l’incenso, per il gran sacerdote; la mirra, al Signore per la sua sepoltura.
Vangelo della Messa
Il regno dei cieli è vicino. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 4,12-17.23-25 In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Dall’Oriente vennero i magi a Betlemme per adorare il Signore, e offrirono doni preziosi: oro al grande re, incenso, al vero Dio, mirra a colui che doveva morire, alleluia.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Dall’Oriente vennero i magi a Betlemme per adorare il Signore, e offrirono doni preziosi: oro al grande re, incenso, al vero Dio, mirra a colui che doveva morire, alleluia.
Invocazioni
I confini della terra hanno veduto nel Cristo la salvezza del nostro Dio. Uniti nella lode del mattino, acclamiamo il Redentore: Gloria a te, o Cristo. Redentore di tutti gli uomini, che hai abbattuto il muro di separazione fra i giudei e i pagani, — fa’ che nel mondo siano eliminate le discriminazioni che offendono la dignità umana. Cristo, che con la tua incarnazione hai stabilito la tua dimora fra di noi, — insegnaci a riconoscere nella Chiesa e in ogni uomo la tua presenza. Cristo, che ci hai rivelato pienamente il mistero di Dio, — fa’ che rispondiamo con la coerenza della vita al dono della tua parola. Figlio di Dio, principio e fondamento della creazione nuova, — rinnova in noi lo spirito, le parole e le opere. Padre nostro.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Un giorno santo risplende per noi: venite, genti, adorate il Signore, una grande luce è discesa sulla terra.
Colletta
O Dio, il tuo Verbo dall’eternità riveste il cielo di bellezza e dalla Vergine Maria ha assunto la nostra fragile carne: apparso tra noi come splendore della verità, nella pienezza della sua potenza porti a compimento la redenzione del mondo. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio. Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 1Gv 3,22 - 4,6 Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 2 R. Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli. Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane». R. E ora, siate saggi, o sovrani; lasciatevi correggere, o giudici della terra; servite il Signore con timore e rallegratevi con tremore. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Gesù annunciava il vangelo del Regno, e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23) Alleluia.
Vangelo
Il regno dei cieli è vicino. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 4,12-17.23-25 In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli, o Signore, i nostri doni in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore. Oppure: Accogli, o Signore, i doni del tuo popolo e per il mistero del tuo Figlio unigenito, fatto uomo, rendici a te graditi per la sincerità del cuore. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. (Gv 1,14) Oppure: Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce. (Mt 4,16)
Dopo la comunione
Dio onnipotente, fa’ che la forza inesauribile di questi santi misteri ci sostenga in ogni momento della nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Oppure: O Dio, che in questo sacramento ci fai comunicare realmente al Corpo del tuo Figlio unigenito, concedi a noi di testimoniare con le opere e con la vita colui che riconosciamo nella fede nostro Signore e nostro Dio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
San Raimondo di Penyafort

San Raimondo di Penyafort

Dal Martirologio
San Raimondo di Penyafort, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori: insigne conoscitore del diritto canonico, scrisse rettamente e fruttuosamente sul sacramento della penitenza e, eletto maestro generale, preparò una nuova redazione delle Costituzioni dell’Ordine; in avanzata vecchiaia a Barcellona in Spagna si addormentò piamente nel Signore.
Altri Santi
San Poliéuto, martire
A Melitene nell’antica Armenia, san Poliéuto, martire: soldato, costretto dall’editto dell’imperatore Decio a sacrificare agli dèi, ne fece a pezzi le statue e per questo patì molti tormenti, fino ad essere decapitato e battezzato nel suo stesso sangue.
Passione di san Luciano, sacerdote
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, passione di san Luciano, sacerdote della Chiesa di Antiochia e martire, che, rinomato per dottrina ed eloquenza, condotto davanti al tribunale, agli ostinati interrogatori accompagnati dalle torture rispondeva intrepido confessando di essere cristiano.
San Valentino, vescovo della Rezia
A Passau nel Norico, nell’odierna Baviera, commemorazione di san Valentino, vescovo della Rezia.
San Crispino, vescovo
A Pavia, san Crispino, vescovo.
San Valentiniano, vescovo
A Coira, nell’odierna Svizzera, san Valentiniano, vescovo, che beneficò i poveri, riscattò i prigionieri e vestì generosamente gli ignudi.
San Tillone, artigiano e monaco
A Solignac presso Limoges nella regione dell’Aquitania, in Francia, san Tillone, che, discepolo di sant’Eligio, fu artigiano e monaco.
San Ciro, vescovo
A Costantinopoli, san Ciro, vescovo, che, monaco in Paflagonia, fu elevato alla sede di Costantinopoli, dalla quale fu poi scacciato, per morire in esilio.
Sant’Alderico, vescovo
A Le Mans in Francia, sant’Alderico, vescovo, che con ogni ardore si diede al culto di Dio e dei santi.
San Canuto, detto Lavard
Nella selva presso Ringsted in Danimarca, san Canuto, detto Lavard: duca dello Schleswig, resse con giustizia e prudenza il suo principato e favorì il culto, ma fu ucciso da nemici invidiosi della sua autorità.
Beato Matteo Guimerá, vescovo
A Palermo, transito del beato Matteo Guimerá, vescovo di Agrigento, dell’Ordine dei Minori, cultore e propugnatore del Santissimo Nome di Gesù.
Beato Ambrogio Fernández, martire
A Suzuta in Giappone, beato Ambrogio Fernández, martire: recatosi in Oriente spinto da ricerca di guadagno, fu poi ammesso come religioso nella Compagnia di Gesù e, dopo aver patito molte privazioni, morì in carcere per Cristo.
San Giuseppe Tuân, martire
Nel villaggio di An Bái nel Tonchino, ora Viet Nam, san Giuseppe Tuân, martire: padre di famiglia e contadino, fu decapitato sotto l’imperatore Tu Dúc per aver pregato in ginocchio davanti alla croce, che aveva invece avuto l’ordine di calpestare.
Beata Maria Teresa (Giovanna) Haze, vergine
A Liegi in Belgio, beata Maria Teresa (Giovanna) Haze, vergine, che fondò la Congregazione delle Figlie della Santa Croce al servizio dei deboli e dei poveri.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Prostràti i santi Magi adorano il Bambino, offron doni d'Oriente: oro, incenso e mirra. O simboli profetici di segreta grandezza, che svelano alle genti una triplice gloria! Oro e incenso proclamano il Re e Dio immortale; la mirra annunzia l'Uomo deposto dalla croce. Betlemme, tu sei grande fra le città di Giuda: in te è apparso al mondo il Cristo Salvatore. Nelle sue mani il Padre pose il giudizio e il regno: lo attestano concordi le voci dei profeti. Non conosce confini nello spazio e nel tempo il suo regno d'amore, di giustizia e di pace. A te sia lode, o Cristo, nato da Maria Vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo.
SALMO 38 Preghiera nella malattia La creazione è stata sottomessa alla caducità... e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei figli di Dio... ma anche noi gemiamo aspettando la redenzione del nostro corpo (cfr. Rm 8, 20-23).
I (2-7) Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta * per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca * mentre l’empio mi sta dinanzi». Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, * la sua fortuna ha esasperato il mio dolore. Ardeva il cuore nel mio petto, * al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato: * «Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni * e saprò quanto è breve la mia vita». Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni, * la mia esistenza davanti a te è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive, * come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, * accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. 1 ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo.
Salmodia — 2
2 ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto.
II (8-14) Ora, che attendo, Signore? * In te la mia speranza. Liberami da tutte le mie colpe, * non rendermi scherno dello stolto. Sto in silenzio, non apro bocca, * perché sei tu che agisci. Allontana da me i tuoi colpi: * sono distrutto sotto il peso della tua mano. Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, † corrodi come tarlo i suoi tesori. * Ogni uomo non è che un soffio. Ascolta la mia preghiera, Signore, * porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, † poiché io sono un forestiero, * uno straniero come tutti i miei padri. Distogli il tuo sguardo, che io respiri, * prima che me ne vada e più non sia. 2 ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto.
Salmodia — 3
3 ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio.
SALMO 51 Contro un calunniatore Chi si vanta si vanti nel Signore (1 Cor 1, 31).
Perché ti vanti del male, * o prepotente nella tua malizia? Ordisci insidie ogni giorno; † la tua lingua è come lama affilata, * artefice di inganni. Tu preferisci il male al bene, † la menzogna al parlare sincero. * Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura. Perciò Dio ti demolirà per sempre, † ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda * e ti sradicherà dalla terra dei viventi. Vedendo, i giusti saran presi da timore * e di lui rideranno: «Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa, † ma confidava nella sua grande ricchezza * e si faceva forte dei suoi crimini». Io invece come olivo verdeggiante nella casa di Dio. † Mi abbandono alla fedeltà di Dio * ora e per sempre. Voglio renderti grazie in eterno * per quanto hai operato; spero nel tuo nome, perché è buono, * davanti ai tuoi fedeli. 3 ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio. V. I cieli annunziano la giustizia di Dio, R. tutti i popoli contemplano la sua gloria.
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia 61, 1-11 Lo Spirito del Signore è sopra il suo servo Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per allietare gli afflitti di Sion, per dare loro una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, canto di lode invece di un cuore mesto. Essi si chiameranno querce di giustizia, piantagione del Signore per manifestare la sua gloria. Ricostruiranno le vecchie rovine, rialzeranno gli antichi ruderi, restaureranno le città desolate, devastate da più generazioni. Ci saranno stranieri a pascere i vostri greggi e figli di stranieri saranno vostri contadini e vignaioli. Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore, ministri del nostro Dio sarete detti. Vi godrete i beni delle nazioni, trarrete vanto dalle loro ricchezze. Perché il loro obbrobrio fu di doppia misura, vergogna e insulto furono la loro porzione; per questo possederanno il doppio nel loro paese, avranno una letizia perenne. Io sono il Signore che amo il diritto e odio la rapina e l’ingiustizia: io darò loro fedelmente il salario, concluderò con loro un’alleanza perenne. Sarà famosa tra i popoli la loro stirpe, i loro discendenti tra le nazioni. Coloro che li vedranno ne avranno stima, perché essi sono la stirpe che il Signore ha benedetto. Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli. Poiché come la terra produce la vegetazione e come un giardino fa germogliare i semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutti i popoli.
Responsorio
Is 61, 1; Gv 8, 42 R. Lo Spirito del Signore è su di me: mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le ferite dei cuori spezzati, * a proclamare libertà agli schiavi, liberazione ai prigionieri. V. Sono uscito da Dio e sono venuto nel mondo; non da me stesso sono venuto, ma lui mi ha mandato R. a proclamare libertà agli schiavi, liberazione ai prigionieri.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo (Disc. 160; PL 52, 620-622) Colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto essere ignorato da noi Benché nel mistero stesso dell’Incarnazione del Signore i segni della sua divinità siano stati sempre chiari, tuttavia la solennità odierna ci manifesta e ci svela in molte maniere che Dio è apparso in corpo umano, perché la nostra natura mortale, sempre avvolta nell’oscurità, non perdesse, per ignoranza, ciò che ha meritato di ricevere e possedere per grazia. Infatti colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto rimanere a noi nascosto; e perciò si manifesta in questo modo, perché questo grande mistero di pietà non diventi occasione di errore. Oggi i magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla. Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio: il cielo calato sulla terra, la terra elevata fino al cielo, l’uomo in Dio, Dio nell’uomo, e colui che il mondo intero non può contenere, racchiuso in un minuscolo corpo. Vedendo, credono e non discutono e lo proclamano per quello che è con i loro doni simbolici. Con l’incenso lo riconoscono Dio, con l’oro lo accettano quale re, con la mirra esprimono la fede in colui che sarebbe dovuto morire. Da questo il pagano, che era ultimo, è diventato primo, perché allora la fede dei gentili fu come inaugurata da quella dei magi. Oggi Cristo è sceso nel letto del Giordano per lavare i peccati del mondo. Lo stesso Giovanni attesta che egli è venuto proprio per questo: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Oggi il servo ha tra le mani il padrone, l’uomo Dio, Giovanni Cristo; lo tiene per ricevere il perdono, non per darglielo. Oggi, come dice il Profeta: La voce del Signore è sulle acque (cfr. Sal 28, 23). Quale voce? «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3, 17). Oggi lo Spirito Santo si libra sulle acque sotto forma di colomba, perché, come la colomba di Noè aveva annunziato che il diluvio universale era cessato, così, a indicazione di questa, si comprendesse che l’eterno naufragio del mondo era finito; e non portò come quella un ramoscello dell’antico ulivo, ma effuse tutta l’ubertosità del nuovo crisma sul capo del nuovo progenitore, perché si adempisse quanto il Profeta aveva predetto: «Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia a preferenza dei tuoi eguali» (Sal 44, 8). Oggi Cristo dà inizio ai celesti portenti, cambiando le acque in vino; ma l’acqua doveva poi mutarsi nel sacramento del sangue, perché Cristo versasse, a chi vuol bere, puri calici dalla pienezza della sua grazia. Si adempiva così il detto del Profeta: Com’è prezioso il mio calice che trabocca! (cfr. Sal 22, 5).
Responsorio
R. Tre doni preziosi i magi hanno offerto al Signore, simboli del suo mistero: * l’oro, per il grande re; l’incenso, per il gran sacerdote; la mirra, al Signore per la sua sepoltura. V. I magi adorano nella culla l’autore della nostra salvezza, e dai loro tesori gli offrono mistici doni: R. l’oro, per il grande re; l’incenso, per il gran sacerdote; la mirra, al Signore per la sua sepoltura.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Prostràti i santi Magi adorano il Bambino, offron doni d'Oriente: oro, incenso e mirra. O simboli profetici di segreta grandezza, che svelano alle genti una triplice gloria! Oro e incenso proclamano il Re e Dio immortale; la mirra annunzia l'Uomo deposto dalla croce. Betlemme, tu sei grande fra le città di Giuda: in te è apparso al mondo il Cristo Salvatore. Nelle sue mani il Padre pose il giudizio e il regno: lo attestano concordi le voci dei profeti. Non conosce confini nello spazio e nel tempo il suo regno d'amore, di giustizia e di pace. A te sia lode, o Cristo, nato da Maria Vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr. 2 Cor 4, 8. 14).
La mia voce sale a Dio e grido aiuto; * la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti. Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, † tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; * io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, * medito e viene meno il mio spirito. Tu trattieni dal sonno i miei occhi, * sono turbato e senza parole. Ripenso ai giorni passati, * ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: * rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, * non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, * è finita la sua promessa per sempre? Può Dio aver dimenticato la misericordia, * aver chiuso nell’ira il suo cuore? E ho detto: «Questo è il mio tormento: * è mutata la destra dell’Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, * ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, * considero tutte le tue gesta. O Dio, santa è la tua via; * quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie, * manifesti la tua forza fra le genti. È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * i figli di Giacobbe e di Giuseppe. Ti videro le acque, Dio, † ti videro e ne furono sconvolte; * sussultarono anche gli abissi. Le nubi rovesciarono acqua, † scoppiò il tuono nel cielo; * le tue saette guizzarono. Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † i tuoi fulmini rischiararono il mondo, * la terra tremò e fu scossa. Sul mare passava la tua via, † i tuoi sentieri sulle grandi acque * e le tue orme rimasero invisibili. Guidasti come gregge il tuo popolo * per mano di Mosè e di Aronne. 1 ant. Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore?
Salmodia — 2
2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La gioia e la speranza degli umili è in Dio «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel Signore, * la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio. — Si apre la mia bocca contro i miei nemici, * perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c’è santo come il Signore, * non c’è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, † dalla vostra bocca non esca arroganza; * perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L’arco dei forti s’è spezzato, * ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, * mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte * e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, * scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, * abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, * innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, * e assegnare loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra * e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti egli veglia, † ma gli empi svaniscono nelle tenebre. * Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza. Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! * L’Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; † al suo re darà la forza * ed eleverà la potenza del suo Messia. 2 ant. Il mio cuore esulta nel Signore: è lui che umilia e innalza.
Salmodia — 3
3 ant. Il Signore regna, esulti la terra. †
SALMO 96 La gloria del Signore nel giudizio Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant’Atanasio).
Il Signore regna, esulti la terra, * † gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, * giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco * e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: * vede e sussulta la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, * davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia * e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue † e chi si gloria dei propri idoli. * Si prostrino a lui tutti gli dèi! Ascolta Sion e ne gioisce, † esultano le città di Giuda * per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, * tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. Odiate il male, voi che amate il Signore: † lui che custodisce la vita dei suoi fedeli * li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per il giusto, * gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, * rendete grazie al suo santo nome. 3 ant. Il Signore regna, esulti la terra.
Lettura Breve
Is 9, 5 Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: «Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace».
Responsorio
R. Adoreranno il Signore * tutti i re della terra. Adoreranno il Signore tutti i re della terra. V. Lo serviranno tutti i popoli, tutti i re della terra. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Adoreranno il Signore tutti i re della terra.
Antifona al Benedictus
Dall’Oriente vennero i magi a Betlemme per adorare il Signore, e offrirono doni preziosi: oro al grande re, incenso, al vero Dio, mirra a colui che doveva morire, alleluia.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Dall’Oriente vennero i magi a Betlemme per adorare il Signore, e offrirono doni preziosi: oro al grande re, incenso, al vero Dio, mirra a colui che doveva morire, alleluia.
Invocazioni
I confini della terra hanno veduto nel Cristo la salvezza del nostro Dio. Uniti nella lode del mattino, acclamiamo il Redentore: Gloria a te, o Cristo. Redentore di tutti gli uomini, che hai abbattuto il muro di separazione fra i giudei e i pagani, — fa’ che nel mondo siano eliminate le discriminazioni che offendono la dignità umana. Cristo, che con la tua incarnazione hai stabilito la tua dimora fra di noi, — insegnaci a riconoscere nella Chiesa e in ogni uomo la tua presenza. Cristo, che ci hai rivelato pienamente il mistero di Dio, — fa’ che rispondiamo con la coerenza della vita al dono della tua parola. Figlio di Dio, principio e fondamento della creazione nuova, — rinnova in noi lo spirito, le parole e le opere. Padre nostro.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest’ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico, nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Certum tenéntes órdinem, pio poscámus péctore hora diéi tértia trinæ virtútis glóriam. Ut simus habitáculum illi Sancto Spirítui, qui quondam in apóstolis hac hora distribútus est. Hoc gradiénte órdine, ornávit cuncta spléndide regni cæléstis cónditor ad nostra ætérna præmia. Deo Patri sit glória eiúsque soli Fílio cum Spíritu Paráclito, in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Nascosto da secoli eterni, ora il mistero ci è rivelato.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere.
Salmodia — 2
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. Ant. Nascosto da secoli eterni, ora il mistero ci è rivelato.
Lettura Breve
Dt 4, 7 Nessuna grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo. V. Dio è apparso sulla terra R. e ha vissuto con gli uomini.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell’intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Dicámus laudes Dómino fervénte prompti spíritu; hora volúta séxies nos ad orándum próvocat. In hac enim fidélibus veræ salútis glória, beáti Agni hóstia, crucis virtúte rédditur. Cuius luce claríssima tenébricat merídies; sumámus toto péctore tanti splendóris grátiam. Deo Patri sit glória eiúsque soli Fílio cum Spíritu Paráclito, in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Cristo è venuto ad annunziare la pace a tutti: pace ai vicini, pace ai lontani.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere.
Salmodia — 2
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. Ant. Cristo è venuto ad annunziare la pace a tutti: pace ai vicini, pace ai lontani.
Lettura Breve
Is 12, 5-6 Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele. V. I popoli vedranno la tua giustizia; R. tutti i re la tua gloria.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l’uno e trino Signore. San Pietro, che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Ternis horárum términis volútis, dante Dómino, trinum perfécte et únicum ipsum devóti psállimus. Sacrum Dei mystérium puro tenéntes péctore, Petri magístri régula signo salútis pródita. Et nos psallámus spíritu, hæréntes sic apóstolis, ut plantas adhuc débiles Christi virtúte dírigant. Deo Patri sit glória eiúsque soli Fílio cum Spíritu Paráclito, in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Ti ho fatto luce dei popoli, perché tu porti la mia salvezza sino ai confini della terra.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto, Signore, * è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, * fammi grazia secondo la tua promessa. Ho scrutato le mie vie, * ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare * a custodire i tuoi decreti. I lacci degli empi mi hanno avvinto, * ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode * per i tuoi giusti decreti. Sono amico di coloro che ti sono fedeli * e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; * insegnami il tuo volere.
Salmodia — 2
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-12) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. II (13-15. 17-24) Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. Ant. Ti ho fatto luce dei popoli, perché tu porti la mia salvezza sino ai confini della terra.
Lettura Breve
Tb 14, 8-9 (volgata) I popoli abbandoneranno i loro idoli, verranno in Gerusalemme e vi abiteranno; in essa tutti i re della terra esulteranno adorando il re d’Israele. V. O popoli, benedite il nostro Dio, R. fate risuonare la sua lode.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Perché temi, Erode, il Signore che viene? Non toglie i regni umani chi dà il regno dei cieli. I magi vanno a Betlem e la stella li guida: nella sua luce amica cercan la vera luce. Il Figlio dell’Altissimo s’immerge nel Giordano, l’Agnello senza macchia lava le nostre colpe. Nuovo prodigio a Cana: versan vino le anfore, si arrossano le acque, mutando la natura. A te sia gloria, o Cristo, che ti sveli alle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Hostis Heródes ímpie, Christum veníre quid times? Non éripit mortália qui regna dat cæléstia. Ibant magi, qua vénerant stellam sequéntes præviam, lumen requírunt lúmine, Deum faténtur múnere. Lavácra puri gúrgitis cæléstis Agnus áttigit; peccáta quæ non détulit nos abluéndo sústulit. Novum genus poténtiæ: aquæ rubéscunt hydriæ, vinúmque iussa fúndere mutávit unda oríginem. Iesu, tibi sit glória, qui te revélas géntibus, cum Patre et almo Spíritu, in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Si compia la beata speranza, si manifesti la gloria del nostro Salvatore.
SALMO 61 Solo in Dio la nostra pace Il Dio della speranza vi riempia d’ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).
Solo in Dio riposa l’anima mia; * da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, * mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, † per abbatterlo tutti insieme, * come muro cadente, come recinto che crolla? Tramano solo di precipitarlo dall’alto, * si compiacciono della menzogna. Con la bocca benedicono, * nel loro cuore maledicono. Solo in Dio riposa l’anima mia, * da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, * mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; * il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. Confida sempre in lui, o popolo, † davanti a lui effondi il tuo cuore, * nostro rifugio è Dio. Sì, sono un soffio i figli di Adamo, † una menzogna tutti gli uomini, * insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio. Non confidate nella violenza, * non illudetevi della rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, * non attaccate il cuore. Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: † il potere appartiene a Dio, * tua, Signore, è la grazia; secondo le sue opere * tu ripaghi ogni uomo. 1 ant. Si compia la beata speranza, si manifesti la gloria del nostro Salvatore.
Salmodia — 2
2 ant. Fa’ risplendere su di noi il tuo volto, donaci, o Dio, la tua benedizione.
SALMO 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28).
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, * su di noi faccia splendere il suo volto perché si conosca sulla terra la tua via, * fra tutte le genti la tua salvezza. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino, † perché giudichi i popoli con giustizia, * governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. * Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio * e lo temano tutti i confini della terra. 2 ant. Fa’ risplendere su di noi il tuo volto, donaci, o Dio, la tua benedizione.
Salmodia — 3
3 ant. In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.
CANTICO Cfr. Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti Ringraziamo con gioia Dio, * Padre del Signore nostro Gesù Cristo, perché ci ha messi in grado di partecipare * alla sorte dei santi nella luce, ci ha liberati dal potere delle tenebre, * ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, * la remissione dei peccati. Cristo è immagine del Dio invisibile, * generato prima di ogni creatura; è prima di tutte le cose * e tutte in lui sussistono. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui * e in vista di lui: quelle nei cieli e quelle sulla terra, * quelle visibili e quelle invisibili. Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; * è il principio di tutto, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, * per ottenere il primato su tutte le cose. Piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza, * per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificare con il sangue della sua croce * gli esseri della terra e quelli del cielo. 3 ant. In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.
Lettura Breve
2 Pt 1, 3-4 Cristo nella sua potenza divina ci ha fatto dono di ogni bene per quanto riguarda la vita e la pietà, mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua gloria e potenza. Con queste ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.
Responsorio
R. In lui saranno benedetti * tutti i popoli della terra. In lui saranno benedetti tutti i popoli della terra. V. Daranno gloria al suo nome tutti i popoli della terra. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. In lui saranno benedetti tutti i popoli della terra.
Antifona al Magnificat
Grande fu la gioia dei magi al vedere la stella: entrati nella casa, offrirono al Signore oro, incenso e mirra.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Grande fu la gioia dei magi al vedere la stella: entrati nella casa, offrirono al Signore oro, incenso e mirra.
Intercessioni
Sia benedetto Cristo, che con la sua visita ha illuminato coloro che erano immersi nelle tenebre e nell’ombra di morte. Tutta la Chiesa lo acclama e lo invoca: Irradia sul mondo la tua luce, o Cristo. O Cristo, con la tua venuta hai dato i natali alla tua Chiesa, — fa’ che cresca e si edifichi continuamente nella carità. Tu reggi nella tua mano il cielo e la terra, — fa’ che le nazioni riconoscano il tuo potere regale. Nell’incarnazione sei divenuto sacerdote eterno, — fa’ che i tuoi sacerdoti siano degni ministri della redenzione. Nel grembo della Vergine Maria hai unito in mistiche nozze l’umanità e la divinità, — benedici le vergini a te consacrate. Tu, che assumendo la nostra natura mortale hai vinto la morte, — fa’ che i defunti passino dalla morte alla vita senza fine. Padre nostro.
Orazione
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.
SALMO 30, 2-6 Supplica fiduciosa nell'afflizione Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46).
In te, Signore, mi sono rifugiato, † mai sarò deluso; * per la tua giustizia salvami. Porgi a me l'orecchio, * vieni presto a liberarmi. Sii per me la rupe che mi accoglie, * la cinta di riparo che mi salva. Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, * per il tuo nome dirigi i miei passi. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, * perché sei tu la mia difesa. Mi affido alle tue mani; * tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. 1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore! †
SALMO 129 Dal profondo a te grido Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1, 21).
Dal profondo a te grido, o Signore; * † Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti * alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, * Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono, * perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, * l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signore * più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, * perché presso il Signore è la misericordia, grande è presso di lui la redenzione; * egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. 2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore!
Lettura Breve
Ef 4, 26-27. 31-32 Non peccate (Sal 4, 5); non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Signore Gesù Cristo, mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa' che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Ave, regina dei cieli, ave, signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Godi, vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa, prega per noi Cristo Signore. Oppure: Ave, Regína cælórum, ave, Dómina angelórum, salve, radix, salve, porta, ex qua mundo lux est orta. Gaude, Virgo gloriósa, super omnes speciósa; vale, o valde decóra, et pro nobis Christum exóra.